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Attualità | 21 gennaio 2020, 13:36

Il Piemonte unito dice sì al sigillo della Regione a Liliana Segre

Allasia:"I valori della senatrice siano una guida per le nuove generazioni in una sorta di “staffetta generazionale”, che sappia comprendere il significato delle tragedie della storia e il dovere della memoria"

Il Piemonte unito dice sì al sigillo della Regione a Liliana Segre

Il Piemonte consegnerà il sigillo della Regione a Liliana Segre. Palazzo Lascaris ha accolto all’unanimità la proposta fatta, la scorsa settimana, dai consiglieri regionali del Pd Daniele Valle e Domenico Ravetti.

La Segre – ha detto Valle - è una dei pochissimi bambini sopravvissuti ai campi di sterminio”. “Con la sua storia -ha proseguito il consigliere dem -  raccontiamo anche quella degli internati militari, suo marito è tra coloro che hanno fatto la scelta di non appoggiare il fascismo”. “Oggi più che mai, in un momento in cui stanno dilagando odio e negazionismo, le Istituzioni devono fare proprio il messaggio di testimoni come la senatrice Segre, una donna libera e di pace, come lei stessa si è definita, e contribuire a veicolare il suo messaggio tra le nuove generazioni” concludono Valle e Ravetti.

Parere favorevole del M5S, che per bocca del capogruppo regionale Giorgio Bertola ha commentato:"Oggi il Consiglio regionale deve diventare la scorta di Liliana Segre. Oltre ad approvare questo atto, dobbiamo prenderci una serie di impegni ad essere testimonianza e portare avanti la memoria”. “Il ministro Azzolina ha dichiarato che si onora che la scuola abbia il ruolo di "scorta" della senatrice Segre. Credo che lo stesso debbano fare gli studenti piemontesi” ha concluso pentastellato.

Liliana Segre – ha aggiunto il capogruppo regionale di FdI Maurizio Marrone, annunciando il voto favorevole del suo gruppo – ha incarnato la voce della memoria, senza prestare il fianco a nessuna strumentalizzazione”.

“Tutte le comunità del Piemonte – ha detto il consigliere regionale della Lega Alessandro Steccosono cresciute a fianco degli ebrei: la ferocia e la crudeltà dell’antisemitismo non fanno parte della nostra cultura. Teniamo il Piemonte lontano da queste distorsioni”.

Siamo fermamente convinti – ha proseguito il consigliere regionale di Forza Italia Carlo Riva Vercellotti – di questa proposta. L’Olocausto mi ha sconvolto. Purtroppo nel mondo ci sono stati altri genocidi, partendo da quello degli Armeni, mentre ancora oggi si perseguitano esseri umani anche per questioni religiose”.

La Segre – ha aggiunto il capogruppo di LUV Marco Grimaldi non è solo una donna ebrea che venne perseguita nell’Italia fascista. E’ una combattente che ha votato contro al Governo quando di volevano chiudere i porti”.

Per il capogruppo regionale dei Moderati Silvio Maglianobisogna avere il coraggio di prendere le distanze da qualsiasi forma di violenza. Il male fa parte della storia dell’uomo, che deve decidere ogni volta di non sfogarlo contro chi è diverso da lui”.

E’ un piacere ed un onore – ha detto l’assessore regionale Fabrizio Ricca - votare a favore di questo atto: mi piacerebbe che darlo a tutti gli ex internati”. “Nessuno -ha proseguito l’esponente del Carroccio - deve pensare gli errori siano solo di ieri. L’antisemitismo ha solo altre forme: è vivo e va combattuto".

Il Presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia ha parlato di un "atto che unisce e noi piemontesi dobbiamo essere orgogliosi". "Ci auguriamo che i valori ed i principi della Segre siano una guida per le nuove generazioni in una sorta di “staffetta generazionale”, che sappia garantire la continuità delle conoscenze e comprendere, sino in fondo, il significato delle tragedie della storia e il dovere della memoria" ha concluso Allasia.

Lo scorso 14 dicembre, al Teatro Sociale di “Busca” di Alba, Liliana Segre aveva ricevuto il Tartufo dell'anno 2019, alla presenza del Presidente della Regione Alberto Cirio. “Il suo esempio – aveva detto il governatore – ci ricorda che oggi non bisogna tentennare nel dichiararsi antifascisti e nel testimoniare nel quotidiano che l’odio e l’indifferenza si devono combattere tutti i giorni, anche attraverso l’amore e il rispetto del proprio territorio”. 

 

Cinzia Gatti

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