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Politica | 22 gennaio 2020, 07:30

#Cuneo: nel 2019 è nata la Consulta giovanile, ma gli Amministratori comunali sono pronti a darle spazio?

Le nuove generazioni vorrebbero un cambiamento che parta prima dalle idee e poi da volti nuovi che abbiano una visione futura del territorio. Perché l’esperienza concreta si matura solo agendo direttamente sul campo. Le lasceranno fare?

Alcuni rappresentanti della Consulta con l'assessore comunale di Cuneo alle Politiche giovanili, Domenico Giraudo

Alcuni rappresentanti della Consulta con l'assessore comunale di Cuneo alle Politiche giovanili, Domenico Giraudo

Il 29 giugno 2019, a Cuneo, dopo un lungo e complesso percorso di confronto con l’Amministrazione comunale, è nata la Consulta Giovanile coordinata da Pietro Carluzzo. Obiettivo? Promuovere progetti che riguardino gli under 30 anni attraverso dibattiti, ricerche, incontri, iniziative capaci di favorire il miglior utilizzo possibile del tempo libero in raccordo con i gruppi del territorio e le Istituzioni locali. Svolgendo i ruoli di “orecchio e megafono”: cioè offrendo ascolto attivo e facendosi portavoce delle idee.

Dopo sei mesi di lavoro ne fanno parte ventidue Associazioni del capoluogo della “Granda” che operano nel settore. Tra queste ci sono i Salesiani e la Comunità Islamica, a dimostrazione che a essere protagonista è il mettere insieme una pluralità di esperienze concrete. Inoltre, l’interesse nei confronti della Consulta sta crescendo ogni giorno.

Sono state svolte parecchie azioni dando vita a dei tavoli tematici su ambiente, comunicazione, ben-essere e partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa. Gli impegni futuri vorrebbero rafforzare ancora il collegamento con le Istituzioni locali, diventando, attraverso il dialogo e la cooperazione,  il punto di riferimento per le nuove generazioni del capoluogo e non solo.

A Cuneo i giovani ci sono e hanno voglia di darsi da fare per la città. Lo attestano le numerose iniziative portate avanti dalla Consulta per riavvicinare tutte le persone alla cosa pubblica. E c’è la voglia di lavorare con sempre maggiore attenzione per i mesi a venire, operando ancora di più attraverso il gioco di squadra.

A questo punto, gli Amministratori comunali intendono davvero accompagnarli nelle loro richieste? E sono pronti a dare loro maggiore spazio nella vita politica cittadina non solo a parole, ma anche con i fatti?


Le nuove generazioni vorrebbero un cambiamento che parta prima dalle idee e poi da volti nuovi che abbiano una visione futura del territorio. Perché l’esperienza concreta si matura solo agendo direttamente sul campo.

Le lasceranno fare?

Sergio Peirone

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