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Cronaca | 24 gennaio 2020, 19:39

Aldo Rolfi, vittima del gesto antisemita a Mondovì: "Grazie a tutti per la solidarietà dimostratami" (FOTO e VIDEO)

L'uomo, figlio della partigiana Lidia Beccaria Rolfi, ha trovato questa mattina sulla porta della propria abitazione una Stella di David e la scritta "Juden Hier" (ora coperta su richiesta dei Carabinieri). "Spero sia solo il gesto di uno studente particolarmente schierato verso destra. Se così non fosse, comincerei a preoccuparmi". Indetta dal Comune per lunedì sera una fiaccolata-corteo contro il razzismo e l'antisemitismo

Aldo Rolfi, vittima del gesto antisemita a Mondovì: "Grazie a tutti per la solidarietà dimostratami" (FOTO e VIDEO)

"Di fronte a quanto accaduto, mia madre si sarebbe fatta una risata e si sarebbe chiesta fino a che punto siamo arrivati". Esordisce così Aldo Rolfi, figlio della partigiana Lidia Beccaria Rolfi, deportata nel campo di concentramento di Ravensbrück, in Germania, e sopravvissuta alla non vita dei lager.

I fatti, ormai, sono davvero di dominio pubblico: come vi abbiamo raccontato nel corso della giornata attraverso i nostri articoli, nella notte fra giovedì 23 e venerdì 24 gennaio qualcuno ha tracciato una Stella di David e la scritta "Juden Hier" (letteralmente, dal tedesco: "Ebrei qui"), sulla porta dell'abitazione del figlio di una delle donne simbolo del Novecento monregalese.

Sul posto si sono recate tutte le autorità competenti, dalla polizia scientifica per i rilievi e la realizzazione dell'archivio fotografico ai carabinieri, che hanno richiesto al proprietario dell'immobile di coprire la scritta per ragioni connesse all'ordine pubblico (in serata, alle 21, l'associazione "MondoQui" ha indetto un presidio di fronte alla casa che fu di Lidia Rolfi, nella quale si trasferì nel 1950).

"Quando la mia compagna si è recata al lavoro stamattina alle 7, ha immediatamente notato tutto, fotografandolo e inviandomelo per messaggio, che io ho però visualizzato solamente alle 8.50 - ha commentato Aldo Rolfi, la cui famiglia, peraltro, non è legata in alcun modo all'ebraismo -. Prima di oggi, non avevamo mai subìto attacchi di questo tipo e credo che tutto sia nato dall'articolo pubblicato sull'edizione di questa settimana di 'Provincia Granda', nel quale ho fatto 'commentare' alla mia compianta mamma, attraverso alcune sue interviste del passato, la situazione attuale in Italia per ciò che concerne l'antisemitismo, proprio a ridosso del Giorno della Memoria e delle elezioni politiche in determinate regioni. Evidentmente ho urtato la sensibilità di qualcuno".

Chi può essere stato, secondo Aldo Rolfi? "È una domanda che mi hanno posto in tanti in queste ore. Chi lo sa? A me piace pensare che si tratti del gesto di uno studente particolarmente schierato verso destra; se così non fosse, inizierei a preoccuparmi di più, anche perché, storicamente, la scritta 'Juden Hier' veniva usata dai commercianti e dai vicini di casa invidiosi per indicare alla Gestapo dove trovare gli ebrei".

Le indagini sono in corso, come detto, ma difficilmente potranno contare sull'apporto delle videocamere di sorveglianza: la più vicina si trova a 500 metri dal civico 10 di via Rolfi, teatro di un episodio gravissimo e oggettivamente arduo da commentare.

Inestinguibile, poi, la catena di solidarietà venutasi a formare nella giornata odierna, con messaggi senza soluzione di continuità provenuti dal mondo politico e non solo: addirittura, sulla buca delle lettere, Aldo Rolfi ha trovato un bigliettino d'incoraggiamento, firmato Adriana B., su cui c'è scritto "Sono ebrea anch'io".

Il fatto è stato denunciato ai carabinieri, con due capi d'accusa che pendono sulla testa dell'autore del gesto (ammesso che abbia agito da solo): danneggiamenti e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

A margine dell'intervista gentilmente concessaci, in compagnia del simpatico Ludo, un pastore australiano "trovatello" di quattro mesi che ha risollevato a tutti il morale a suon di baci e feste, Aldo Rolfi ha indicato una sedia alla sinistra del tavolo che occupa il suo salone. "Lì si sedeva Primo Levi. Lui e mamma erano grandi amici e si sono sempre definiti prigionieri d'Europa, parlando al plurale e premettendo il 'noi' all''io'. Ogni tanto, Primo Levi ci telefonava, si faceva passare mia madre e le preannunciava una nuova visita con questa frase: 'Vengo a trovarti perché ho bisogno di aria del campo'. Un modo tutto loro per dirsi che bastava uno sguardo per cogliere i pensieri dell'altro. Se ne stavano tutto il giorno in poltrona a chiacchierare. Conservo un vivido e piacevole ricordo di quelle giornate, così come di quelle passate al fianco di Antonio Giolitti, anch'egli recatosi ripetutamente a casa nostra".

FIACCOLATA - Dal Comune, annunciano: "Una fiaccolata-corteo dal palazzo municipale alla casa di via Lidia Rolfi 10, quella in cui oggi abita il figlio di Lidia, Aldo, che nella mattinata di venerdì 24 gennaio ha trovato la porta d'ingresso imbrattata con la vergognosa scritta antisemita. L'amministrazione comunale intende, con la fiaccolata, rispondere ad un gesto che offende e indigna Mondovì, Città Medaglia di Bronzo al Valor Militare nella Guerra di Liberazione, e tutti i monregalesi. L'appuntamento è per lunedì 27 gennaio, alle ore 20, in piazza Martiri della Libertà (davanti al palazzo municipale). Il corteo attraverserà le vie del centro storico cittadino (via Piandellavalle, via Sant'Agostino, piazza San Pietro, via Meridiana, piazza Cesare Battisti, via Beccaria) fino ad arrivare all'abitazione. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare, come pure le istituzioni e i rappresentanti dei Comuni limitrofi. Il nostro auspicio è che la comunità tutta si metta in cammino e, unita, testimoni la ferma condanna del gesto ed esprima solidarietà alla comunità ebraica, al nostro concittadino Aldo e a alla sua famiglia"

Alessandro Nidi

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