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Attualità | 25 gennaio 2020, 19:25

Antisemitismo a Mondovì, il pensiero delle Acli provinciali di Cuneo

"L’atto incivile e vergognoso, nella settimana in cui ricorre la “giornata della memoria”, scuote le nostre coscienze, ricordandoci che non dobbiamo mai abbassare la guardia e che occorre continuare a combattere con le armi della civiltà e della democrazia"

Antisemitismo a Mondovì, il pensiero delle Acli provinciali di Cuneo

Le Acli provinciali di Cuneo si stringono ad Aldo Rolfi, figlio di Lidia Rolfi Beccaria, staffetta partigiana, deportata a Ravensbrück come prigioniera politica, per lo sfregio materiale e morale arrecato nei giorni scorsi alla sua casa di Mondovì da ignoti vandali.

L’atto incivile e vergognoso, nella settimana in cui ricorre la “giornata della memoria”, scuote le nostre coscienze, ricordandoci che non dobbiamo mai abbassare la guardia e che occorre continuare a combattere con le armi della civiltà e della democrazia, per assicurare alle giovani generazioni una società che sappia imparare la lezione della storia, affinché mai più accada quello di cui sono stati testimoni donne come Lidia Beccaria, uomini come Primo Levi e tanti altri a cui la vita è stata tolta orrendamente o la cui esistenza è stata segnata per sempre dall’orrore dell’esperienza vissuta nei campi di concentramento e non solo.

Le ACLI, come associazione democratica, rimarcano con forza la necessità di una riflessione comune, che impegni tutte le forze politiche a far sì che il dialogo e il rispetto dell’altro siano al primo posto, che il confronto tra le idee sia civile, che si abbandonino i toni del disprezzo e dell’offesa gratuita che alimentano la violenza, il razzismo e l’odio sociale.

La responsabilità di chi detiene il potere o occupa ruoli di rilievo è altissima e l’esempio dato ai cittadini da coloro che li rappresentano a vari livelli deve essere il più possibile coerente con gli ideali della democrazia, della correttezza, della pace e del rispetto per gli altri.

L’intera comunità deve assumersi il compito di educare, in primis la politica, la scuola e i mezzi di comunicazione; anche le associazioni devono fare la loro parte e in questo le ACLI si impegnano da sempre e da oggi ancor di più, per contribuire a creare una società in cui al primo posto ci siano le persone e in cui non venga mai meno il rispetto per gli altri e la ricerca del bene di tutti, contro ogni forma di razzismo e di intolleranza

Comunicato stampa

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