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Cronaca | 26 gennaio 2020, 11:12

Gesto antisemita (e non è il primo) a Mondovì: l'avvocato Alessio Ghisolfi ne discute con Sergio Mattarella

Il legale cuneese è stato convocato dal Presidente della Repubblica in Quirinale alle 11 di lunedì 27 gennaio per le celebrazioni per il "Giorno della Memoria". "Riferirò l'accaduto, che vanta peraltro un precedente..."

L'avvocato Alessio Ghisolfi e la scritta antisemita comparsa sull'abitazione di Aldo Rolfi a Mondovì (copyright Targatocn.it)

L'avvocato Alessio Ghisolfi e la scritta antisemita comparsa sull'abitazione di Aldo Rolfi a Mondovì (copyright Targatocn.it)

La notizia del gesto antisemita a Mondovì, con tanto di Stella di David e di scritta "Juden Hier" tracciate sulla porta d'ingresso dell'abitazione che fu della partigiana Lidia Rolfi (oggi occupata dal figlio Aldo), è stata inevitabilmente ripresa da tutte le testate giornalistiche e le emittenti televisive e radiofoniche nazionali.

L'episodio increscioso sarà presto portato all'attenzione del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, dall'avvocato cuneese Alessio Ghisolfi, invitato in Quirinale alle 11 di lunedì 27 gennaio per assistere alle celebrazioni dedicate al "Giorno della Memoria".

"Avrò occasione, da studioso del fenomeno, di riferire al Presidente della Repubblica, che ringrazio per l'invito al palazzo del Quirinale, dei fatti incresciosi di via Lidia Rolfi - dichiara Ghisolfi -. Non potrò, inoltre, essere a Mondovì per la fiaccolata organizzata dal Comune lunedì sera poiché impegnato al Senato con il presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati nel convegno sulla Shoah, che si terrà a Palazzo Madama".

Peraltro, quanto accaduto nella notte fra giovedì 23 e venerdì 24 gennaio a Mondovì non rappresenta un unicum nella storia cittadina; alcuni anni fa, infatti, presso il cimitero del capoluogo monregalese la lapide che ricorda i deportati ebrei monregalesi venne pesantemente oltraggiata con la scritta "c*lo di m*rd*" e furono anche presi a calci i fiori posti alla base della stessa, con la comparsa di frasi ingiuriose nei confronti del popolo d'Israele.

In quel periodo, l'allora sindaco Aldo Rabbia parlò di "fatto inqualificabile da perseguire penalmente". Ora, la vicenda si ripete, anzi: si aggrava.

Alessandro Nidi

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