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Politica | 07 febbraio 2020, 11:43

Il ddl di Enrico Costa sulla prescrizione tiene il Governo sulla graticola

La questione Giustizia continua ad essere motivo di fibrillazione tra i partiti di maggioranza. I renziani mantengono la linea dura e si dicono disposti a votare il disegno di legge del deputato forzista. Un fatto politico che fa dire come i contatti tra Berlusconi e Renzi, pur sotto traccia, siano più vivi che mai

Il ddl di Enrico Costa sulla prescrizione tiene il Governo sulla graticola

“Ma no, ma no…Vedrà che manco stavolta il Governo cadrà. Siamo alle solite drammatizzazioni che poi rientrano sull’orlo del precipizio”.

Enrico Costa, responsabile Giustizia di Forza Italia, da settimane protagonista della cronaca politica nazionale col suo ddl sulla prescrizione che mette in agitazione le forze politiche del Conte bis, quasi minimizza la portata dello scontro in atto.

“Vede – spiega – se ci fosse una soluzione che ci convince noi la voteremmo. Vogliano evitare che si sia un imbarbarimento nella Giustizia  e su questo tema, la componente moderata del centrodestra nella quale mi riconosco, ha saputo evidenziare le contraddizioni, pesanti, che esistono nel Governo su un tema così delicato”.

Tra i partiti che mantengono una linea intransigente sull’argomento c’è Italia Viva. Una fermezza che Renzi ha ribadito domenica all’assemblea nazionale di Cinecittà a Roma, dicendo che si tratta di un fatto di “civiltà giuridica”.

I renziani sono pronti a votare in Parlamento il ddl Costa se sulla prescrizione non venisse prima approvato il lodo Annibali nel Milleproroghe.

Il vertice di maggioranza di ieri non ha sciolto i nodi.

Ora la questione tornerà ad essere affrontata lunedì nel Consiglio dei Ministri.

In settimana ci sarà la prima votazione in Commissione alla Camera e poi direttamente in aula a Montecitorio sull’emendamento al Milleproroghe proposto da Lucia Annibali, deputata di Italia Viva.

Poi, sempre alla Camera, probabilmente giovedì, ci sarà la votazione sul ddl Costa.

Renzi, nel frattempo, ha annunciato che il 27 febbraio tutti i parlamentari di Italia Viva apriranno “la campagna per una giustizia giusta nel ricordo di Enzo Tortora e Marco Pannella, con una precisa promessa: “se qualcuno pensasse che in nome del mantenimento dello status quo del Governo noi veniamo meno ai principi di civiltà giuridica, quel qualcuno si sbaglia”.

E rivolto al ministro di Grazia Giustizia Alfonso Bonafede dei 5 Stelle ha affermato: “Ti dico: fermati finchè sei in tempo, perché noi votiamo contro la follia che avete fatto. Senza di noi non avete i numeri al Senato e forse nemmeno alla Camera. Io voto la civiltà – ha aggiunto Renzi - non la barbarie”.

Agli osservatori più attenti non è sfuggito l’avvicinamento tra Italia Viva e Forza Italia su di un tema, la Giustizia, che è tra quelli che stanno maggiormente a cuore a Silvio Berlusconi.

I rapporti tra Berlusconi e Renzi non si sono mai interrotti.

Anzi, sono più vivi che mai pur se da fronti opposti dell’ attuale schieramento politico.

La considerazione politica, a prescindere dal tema in oggetto, è che Enrico Costa, col suo disegno di legge, di questo dialogo si è fatto interprete in prima persona.

Giampaolo Testa

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