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Attualità | 13 febbraio 2020, 15:18

"Il biodigestore a Borgo San Dalmazzo è un'opportunità": parola di ACSR che punta a immettere il biometano in rete entro il 31 dicembre 2022 (VIDEO)

Questa mattina la conferenza stampa nella sede degli impianti per fare chiarezza sul progetto tanto discusso. Allo studio la possibilità di mantenere la sezione plastica e carta e di delocalizzare la frazione organica dei rifiuti indifferenziati portandola a Magliano Alpi. Il consulente ambientale Valentini: “La tecnologia è quella ideale per questo sito. Stiamo facendo un intervento di minimo impatto tecnologico e paesaggistico con vantaggi ambientali, energetici ed economici”

"Il biodigestore a Borgo San Dalmazzo è un'opportunità": parola di ACSR che punta a immettere il biometano in rete entro il 31 dicembre 2022 (VIDEO)

 

“Il biodigestore a Borgo San Dalmazzo è un'opportunità per trasformare i rifiuti in risorsa”. Ecco il punto di vista dell'ACSR, l'Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti che questa mattina ha indetto una conferenza stampa in sede per fare chiarezza sul progetto tanto discusso.

Presenti il direttore ACSR Cristiana Giraudo, il presidente del Consiglio di amministrazione ACSR Maurizio Pezzoli e il consulente ambientale Federico Valentini.

Guarda il video:

L'intervento tecnico è toccato a Federico Valentini, membro del comitato tecnico del CIC (Consorzio Italiano Compostatori), proprio colui che ha redatto lo studio di fattibilità sul biodigestore. “La tecnologia è quella ideale per questo sito – ha dichiarato Valentini -. Stiamo facendo un intervento di minimo impatto tecnologico e paesaggistico con vantaggi ambientali, energetici ed economici”.

Portando l'esempio del biodigestore di Trento, che sorge in mezzo a colture di pregio, Valentini ha voluto dimostrare che “questi impianti non sono centrali nucleari” ma ha anche ammesso che anche lì sono state raccolte firme, creati comitati e fatti ricorsi al Tar.

Proprio come quanto sta accadendo a Borgo San Dalmazzo dove è stato creato un comitato “No biodigestore” che partirà con la raccolta firme lunedì 17 febbraio. Le critiche e gli appunti che circolano in paese da tempo sono state portate in conferenza stampa.

 

IL PROGETTO

È prevista una riqualificazione tecnologica dell'impianto di compostaggio esistente in località San Nicolao, con produzione di biometano.

In sostanza l'impianto dovrebbe passare dalla gestione di 10.500 tonnellate annue di rifiuto organico differenziato e 7.600 di sfalci del verde a, rispettivamente, 35mila e 10mila tonnellate per assicurare una produzione di biometano di 2.200 tonnellate annue (30.800 Mwh/anno) attraverso il processo di digestione anaerobica. Gli scarti andrebbero a raddoppiare: da 1.500 tonnellate/annue a 3600 tonnellate/annue. La produzione di compost passerebbe da 4.500 a 11.000 tonnellate all'anno.

Il rifiuto organico dovrebbe arrivare dal resto della Provincia, dunque dagli altri tre consorzi. Il costo: 13,4 milioni, con un rientro dell'investimento in 5/6 anni.

 

Si tratta di un impianto nuovo o di un ammodernamento?

“Si tratta di una integrazione tecnologica, cioè dell'inserimento di una nuova sezione su un impianto esistente”.

Basteranno i rifiuti organici della Provincia o si dovrà ricorrere anche a materiale proveniente da fuori Granda?

“Il bacino di riferimento è quello di tutta la provincia di Cuneo. Secondo le nostre previsioni, possiamo garantire con una stima verosimile che le 35mila tonnellate di Forsu arriveranno dagli altri tre consorzi senza prendere da fuori provincia”.

Gli altri tre consorzi della Provincia (ACEM - Azienda Consortile Ecologica Monregalese, CSEA – Consorzio Servizi Ecologia e Ambiente, coaBsER - Consorzio Albese Braidese Servizi Rifiuti) hanno già manifestato ufficialmente il loro interesse a conferire i loro rifiuti organici in ACSR?

“Abbiamo già fatto un accordo quadro con il consorzio albese; dagli altri due abbiamo ricevuto dichiarazione di intenti”.

Per lasciare spazio al biodigestore, si dovrebbe rinunciare alla sezione plastica e carta?

“Nel primo studio di fattibilità (ora assogettato alla Valutazione di Impatto Ambientale, ndr) era previsto di rinunciare alla sezione carta e plastica che sarebbero dovuti andare in altri impianti in provincia. Infatti se vogliamo stabilizzare qui la frazione organica, carta e plastica non ci stanno. Ora si sta valutando l'ipotesi di mantenere la sezione carta e plastica, a sostanziale invarianza dell'investimento, e di delocalizzare invece la frazione organica dei rifiuti indifferenziati portandola a Magliano Alpi. Possibilità questa che che risolverebbe alcune osservazioni mosse dall'Organo Tecnico provinciale”.

 

LOCALIZZAZIONE

Il sito del biodigestore verrà realizzato a fianco dell'impianto con un impatto paesaggistico minimo. La stazione di upgrading verrà realizzata nell'impianto che era di Marco Polo: si tratta di un impianto a membrane dove il gas viene compresso, raffreddato e purificato.

L'anidride carbonica verrà emessa in atmosfera e il metano catturato e messo in rete.

 

IL COMPOST

Il compost passerà da 4.500 a 11.000 tonnellate annue. Il processo integrato anaerobico/aerobico è molto più efficiente e garantisce un compost biologicamente più stabile, igienicamente più sicuro e agronomicamente più umidificato.

Molti agricoltori della zona si lamentano della bassa qualità del compost prodotti da ACSR. È così?

“Non avendo un sito di stoccaggio al momento regaliamo il compost ad agricoltori ed hobbisty. Si tratta di un ammendante compostato misto molto apprezzato che in due giorni sparisce. Il compost attuale è un prodotto polverulento molto fine che dal punto di vista legale e formale è di alta qualità, rispettando ampiamente anche il limite dello 0,5% in secco di plastica. Inoltre con il nuovo procedimento aumenterà la qualità”.

Nello studio di fattibilità presentato alla Provincia non era previsto un sito di stoccaggio del compost. Una mancanza importante e contestata dai tecnici, visto il passaggio da 4.500 a 11.000 tonnellate annue. Avete previsto lo stoccaggio?

“Più compost vuol dire stoccaggio, dunque verrà allestito un punto di stoccaggio e si punterà a vendere il compost (ora il costo si aggira a circa 10 euro a tonnellata)”.



ACQUA E SCARICHI

Il consumo di acqua di processo passerà da 4.000 metri cubi annui a massimo 20.000 metri cubi annui. Tuttavia se verrà mantenuta la sezione di carta e plastica il consumo di acqua sarà dimezzato a 10.000 metri cubi.

Dove verrà attinta l'acqua? In caso di siccità?

“Ora attingiamo dall'acquedotto. Con il biodigestore si prevede di attingere direttamente della falda. Il consumo di acqua è talmente minimo che non ci preoccupa la questione siccità”.

 

RUMORE

Invariato nel sito impiantistico. Da valutare con un onitoraggio acustico il rumore per la stazione di upgrading.

 

EMISSIONI

La sezione anaerobica, chiusa e a tenuta, contribuirà alla riduzione degli odori.

La distribuzione agricola del compost avrà un minore impatto in quanto il materiale che deriva dal processo integrato è più stabile.

 

MOBILITA' E TRAFFICO

Attualmente gli impianti di ACSR accedono circa 80 mezzi al giorno che rappresentano il 3,3% del traffico rilevato sul tratto di strada interessata. Il numero di accessi giornalieri connessi al maggiore quantitativo d rifiuto organico conferito, stimati in ingresso (FORSU conferita) ed in uscita (compost prodotto) ammonta a circa 4 mezzi al giorno.

Sono numeri verosimili? L'eventuale spostamento della sezione di carta e plastica non inciderà sul traffico pesante?

“Gli spostamenti rimarranno invariati a livello provinciale”.

 

RICADUTE OCCUPAZIONALI

Organico attuale: 28 dipendenti (1 direttore, 2 impiegati amministrativi, 4 impiegati tecnici e 21 operai).
Organico previsto: 31 dipendenti con l'aggiunta di 2 operai e 1 impegato tecnico

 

LE TEMPISTICHE

Dopo l'assoggettamento dello studio di fattibilità alla Valutazione di impatto ambientale, è attualmente in corso la sua rivisitazione per arrivare a redarre il progetto definitivo.l'avvio dell'iter autorizzativo di Istanza Unica.

La costruzione dell'impianto biodigestore è prevista in un anno, con l'immissione del biometano in rete entro il 31/12/2022 (limite per poter accedere agli incentivi statali)

 

Se non verrà rispettato il limite del 31/12/2022 cosa succederà?

“Prevediamo di stare nei tempi ma riteniamo comunque plausibile una proroga degli incentivi statali”.

cristina mazzariello

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