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Sanità | 13 febbraio 2020, 12:48

In Piemonte, da oggi, l’emergenza sanitaria si può “videochiamare”: la centrale operativa vedrà in tempo reale ciò che sta succedendo (Foto)

Straordinario passo in avanti, che permette all’infermiere che risponde alla chiamata di soccorso di capire con esattezza la gravità della situazione. La presentazione del servizio poco fa nella centrale operativa di Saluzzo

La presentazione del servizio di videochat nella centrale operativa di Saluzzo, poco fa

La presentazione del servizio di videochat nella centrale operativa di Saluzzo, poco fa

Da oggi le centrali operative dell’emergenza sanitaria del Piemonte - Cuneo, Torino, Alessandria e Novara - non sono dotate soltanto più di orecchie ma anche di occhi.

Dopo una prima sperimentazione, è stato introdotto e presentato ufficialmente stamane a Saluzzo il nuovo servizio di videochat, che potrà essere utilizzato durante la chiamata di soccorso.

A provarlo, di fronte ai vertici dell’Emergenza sanitaria, della Regione e dell’Asl Cn1, poco fa, Cristina Borgna, infermiera del sistema. Seduta ad una delle postazioni della centrale operativa di Saluzzo, ha risposto ad una normale chiamata di soccorso (in questo caso simulata).

Dall’altra parte della “cornetta”, chi chiama riferisce di una persona incosciente, in arresto cardiaco.

Cristina, con la grande lucidità e il sangue freddo che contraddistinguono tutti gli operatori dell’emergenza sanitaria, capita la gravità della situazione, impartisce subito le prime istruzioni vocali, per far iniziare sin da subito un rianimazione cardio polmonare, con massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca.

Poi, entra in gioco il servizio di videochat: “Signora le sto mandando un link sullo smartphone, lo apra”.

Da quel momento, sullo schermo del PC di Cristina appare lo scenario, ripreso dalla videocamera dello smartphone. Si vede la persona a terra, si vede la donna che ha chiamato i soccorsi, intenta a praticare il massaggio cardiaco.

Cristina osserva tutto. E riesce a dare tutti gli accorgimenti del caso. Il ritmo del massaggio cardiaco da aumentare, la profondità delle compressioni sul torace dell’uomo colto da malore. “Brava signora, sta andando bene” rassicura l’infermiera. Che nota tutto: “La vedo stanca, si faccia dare il cambio”, chiedendo ad una seconda persona presente sul posto di iniziare il massaggio cardiaco.

Il contatto, un tempo soltanto “vocale” e che oggi si traduce in immagini “real-time”, continua sino all’arrivo del mezzo di soccorso avanzato con a bordo gli operatori sanitari: “Sento le sirene, sta arrivando l’ambulanza”.

Ma la chiamata si interrompe soltanto quando sullo schermo di Cristina compaiono i colleghi, che prendono in mano la situazione.

Alle spalle dell'infermiera, Luigi Genesio Icardi, assessore regionale alla Sanità, insieme al consigliere regionale Paolo Demarchi. Terminata la simulazione, l’assessore non ha dubbi: “È un servizio eccezionale, straordinario”.

Il passo in avanti che il Piemonte oggi compie, prima regione in Italia a introdurre la videochat nella chiamata di soccorso, è in effetti epocale. Mario Raviolo è il direttore del Dipartimento regionale di emergenza sanitaria, e non trattiene la soddisfazione: “Coroniamo il lavoro di progettazione durato un anno.

Dopo il via libera avuto dall’assessore a dicembre siamo andati di corsa e, nel giro di due mesi, siamo in grado di avere uno scambio di informazioni video sia con i pazienti che con i familiari che ci chiamano.

Fino a ieri avevamo una gestione che si basava soltanto su dati. Da oggi possiamo essere connessi fisicamente sul posto della chiamata e vedere le immagini dello scenario per poter assumer informazioni e dare la risposta migliore in base al tipo di evento”.

Una novità che assume una specifica valenza anche in caso di incidenti multipli o calamità, quando “Arrivano molte telefonate concitate e non siamo così certi di cosa sta succedendo. – ha detto Raviolo – Con le immagini l’operatore si fa un’idea dello scenario, per poter decidere il tipo di mezzo migliore da inviare e, nel caso, la quantità di mezzi che servono.

Possiamo guidare il chiamante nel corso di una rianimazione, manovra importantissima che ci permette di salvare molte vite ma che va fatta anche dagli astanti, in tempi rapidissimi, sin da subito, con una tecnica molto precisa. Fino ad oggi guidavamo l’utente a voce, ora possiamo vedere lo stesso utente che compie le manovre e correggerlo in tempo reale in caso di un’eventuale difformità rispetto alla procedura

Un risultato eccezionale, un salto di qualità importantissimo che speriamo che ci faccia aumentare l’efficienza e l’efficacia della qualità del servizio che eroghiamo alla cittadinanza”.

L’assessore Icardi ha invece voluto ringraziare i vertici e tutti gli operatori del sistema di emergenza sanitaria: “Avete svolto un lavoro straordinario, a livello regionale avete saputo fare squadra e coordinarvi.

Da dicembre avete implementato un apparato già molto strutturato, e l’avete fatto in tempi… cinesi. È impressionante sapere come la videochat potrà essere di grande aiuto, anche in termini di risultato, di vite salvate.

Sono orgoglioso di avervi dato fiducia: aggiungiamo un primato a quello che abbiamo già, con un ospedale da campo tra i nove al mondo certificati di secondo livello. Spesso leggiamo impropriamente cose non troppo edificanti per la sanità. Questo ultimo tassello per il Piemonte è un fiore all’occhiello, un grande passo avanti che non ha avuto costi esorbitanti”.

Soddisfazione anche da parte di Salvatore Brugaletta, direttore generale dell’Asl Cn1 (“Il tassello di oggi garantisce maggior tutela ai cittadini, che possono sentirsi sicuri”) e di Mauro Calderoni, sindaco della Città di Saluzzo (“Diamo e trasmettiamo buoni esempi, buone pratiche che resistono ai cambi di maggioranze politiche. Significa che sono buone per davvero”).

La centrale operativa che oggi ha ospitato la presentazione del servizio di videochat è diretta da Luigi Silimbri: “Oggi sono orgoglioso – le sue parole – di appartenere a questo sistema, e di aver sperimentato questa tecnologia nella nostra azienda e nella struttura che dirigo”.

Nicolò Bertola

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