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Attualità | 15 febbraio 2020, 07:40

A Savigliano, tavolo di lavoro contro la “desertificazione” del centro storico e la chiusura degli esercizi commerciali

L’incontro tra Ascom e Amministrazione per un’azione a 360 gradi che coinvolge tutti i settori locali. Raballo: “I comuni non devono essere lasciati soli, anche la Regione deve mettere a disposizioni strumenti e risorse per progetti importanti, primo fra tutti quello dei distretti commerciali”. Tesio: “Stiamo lavorando al bando per favorire la nascita di nuove attività legate alla tradizione locale”

A Savigliano, tavolo di lavoro contro la “desertificazione” del centro storico e la chiusura degli esercizi commerciali

“Non è solo un problema del commercio e non esiste una bacchetta magica per “salvare” l’economia dei centri cittadini. Sappiamo però che è necessario agire sulla città affinché indirettamente si creino le condizioni per non disperdere il valore dei negozi e del centro” così Livio Raballo definisce l’attuale situazione del centro storico di Savigliano, in passato cuore pulsante della città, oggi verso la cosiddetta “desertificazione”.  

La scorsa settimana il direttore Ascom Savigliano, insieme ad altri rappresentanti del settore commerciale locale, ha incontro gli assessorati della Cultura, dell’Urbanistica e del Bilancio per poter tracciare le linee guida da seguire, volte al rilancio del centro cittadino e delle attività economiche.  

“Finalmente abbiamo iniziato a fare in incontro più specifico, è chiaro che non si tratta di un incontro risolutivo, ma almeno abbiamo iniziato a fare dei ragionamenti anche sugli strumenti che potrebbero essere adottati anche parallelamente dagli enti come la Regione. I Comuni infatti non devono essere lasciati soli. Occorre che la Regione metta a disposizione strumenti e risorse per poter realizzare progetti importanti, primo fra tutti quello dei distretti commerciali”.  

Già adatto in passato, poi abbandonati, i distretti commerciali sono un sistema che mette insieme attività, risorse, iniziative tutte rivolte alla valorizzazione del tessuto commerciale specifico di un’area. “Ogni territorio ha caratteristiche specifiche, sarebbe davvero un modo per trattare la questione in maniera più specifica”.  

Come in altre città della Granda, per Savigliano il problema principale risiede nella non più frequentazione dei cittadini del centro storico. “Se la gente non lo frequenta - spiega Raballo - puoi avere il negozio più bello del mondo ma non ci verrà nessuno.

Se disabituiamo la gente a venire in centro assisteremo a un impoverimento del tessuto commerciale. Occorre mettere in atto strategie affinché le città siano frequentate e vissute perchè ora come ora c’è una perdita d’identità che porta la gente ad acquistare online o a recarsi nei centri commerciali”.  

Oltre alla progettazione dei distretti, secondo l’Ascom di Savigliano sarebbe perciò utile avviare un metodo di progettazione partecipata, ovvero coinvolgendo i cittadini nell’ideazione della “città del futuro”. “Tutte le varie componenti della città dovrebbero dare il proprio contributo per la Savigliano che vorrebbero nel futuro”.  

E a proposito di rilancio e di contrasto alla desertificazione del centro storico, qualche mese fa durante la presentazione del bilancio di previsione, l’assessore Paolo Tesio aveva confermato l’idea di lanciare un bando per l’insediamento di nuove attività commerciali e di vicinato nel centro cittadino, realizzato di concerto con l’Assessorato alle Attività produttive e all’Associazione Commercianti.

Un concorso da 10 mila euro per poter avviare un’attività da distribuire su un percorso triennale. Un argomento toccato anche durante la riunione della scorsa settimana: “E’ uno degli elementi ma serve un piano complessivo - conclude Raballo - Quella del bando può essere un’azione da intraprendere ma non è l’unica”.

E l’assessore Tesio aggiunge: “Ci stiamo lavorando, c’è una prima bozza che vorremmo elaborare per poi presentarla in Giunta e quindi al prossimo incontro con i commercianti che dovrebbe svolgersi a marzo. L’idea era quella di riuscire a raccogliere fondi per stanziare dieci mila euro, un contributo che varrebbe per i primi tre anni dell’attività. A grandi linee si tratta di un bando per favorire nuove attività legate alla tradizione locale, ai vecchi mestieri, come pure quelli nuovi, ma comunque legati a territorio”.

Reperire risorse è sempre il problema cruciale “Dal Ministero è appena uscito un bando all’interno del decreto crescita ma è limitato ai comuni con 20 mila abitanti, noi purtroppo siamo oltre 21 mila quindi siamo fuori, tuttavia è evidente che la linea c’è anche a livello nazionale e intende supportare l’economia locale”.

Chiara Gallo

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