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Attualità | 15 febbraio 2020, 18:30

Saluzzo: "PASsi avanti" verso l’accoglienza degli stagionali della frutta, presto in arrivo

L’ Incontro di ieri è stato promosso dal Comune per una panoramica, dati alla mano, del fenomeno dei lavoratori stagionali africani. Grande partecipazione. In campo impegno e sinergia con la presentazione di 3 progetti finanziati che si intersecano tra loro. Il progetto “La buona Terra” di Comune e Regione verrà presentato a Roma martedì alla presenza di 5 Ministri

Saluzzo, incontro PASsi avanti: il tavolo dei relatori e la platea

Saluzzo, incontro PASsi avanti: il tavolo dei relatori e la platea

A pochi mesi dall’inizio della stagione della raccolta frutta e dall'arrivo degli stagionali africani, l’incontro "PASsi avanti" voluto dal Comune (ieri venerdì 14 febbraio all’antico palazzo comunale) per fare il punto della situazione,mobilita numerosissime presenze e impegno, messo sul tavolo in più di tre ore di convention.

Si è voluto raccontare un percorso di crescita “non dovuto o imposto dalla normativa vigente, ma dall'etica- ha premesso il sindaco Mauro Calderoni,  evidenziando l’impegno di tutta la comunità saluzzese nell’emergenza stagionali.

Cosa si è fatto? Si è risposto incentivando l'accoglienza presso le aziende agricole e qui, Calderoni, ha ricordato le semplificazioni in materia urbanistica studiate dall’Ufficio tecnico comunale, introdotte dalla Regione per destinare fabbricati strumentali all’alloggiamento della manodopera, senza necessità di cambio di destinazione d’uso e la creazione di una rete di strutture per chi  non trova  sistemazione presso il datore di lavoro.

“Alla retorica urlante, Saluzzo ha preferito il lavoro silenzioso. Un’esperienza spontanea nata dal basso e figlia dell’emergenza". Con la messa in campo di soluzioni alloggiative minime, assistenza legale, mediazione culturale, controlli costanti contro l’illegalità, servizi sanitari e il tentativo di incrociare domanda ed offerta di lavoro:  “I risultati si vedono – ha affermato il sindaco - Rispetto al 2018 il PAS ha dato ospitalità a più lavoratori e, aspetto fondamentale, ha registrato un numero significativamente maggiore di contratti.

A questo tavolo di buona volontà sono stati affrontati i problemi con dedizione. Affronteremo con impegno e rigore i problemi ancora esistenti ma occorre collaborare con una cabina di regia pubblico-privata territoriale”.

In questa direzione sono stati presentati 3 progetti approvati sul Saluzzese, con molte azioni che si intersecano e finanziati da fondi nazionali ed europei. In primis la collaborazione con ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, agenzia delle Nazioni Unite, che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso.

“Dignità nei campi” è infatti il nome del progetto. “ Questa agenzia di livello sovranazionale ha deciso  di accendere un faro sul saluzzese ridandoci la dignità che alcuni ci hanno negato e riconoscendo il nostro grande lavoro – sottolinea Calderoni. 

Il Fami “Fondo asilo migrazione e integrazione” istituito dalla UE finanzia inoltre “La Buona Terra” con un milione e 700mila euro per il territorio di Saluzzo.  Si tratta di un progetto sul lavoro stagionale per garantire dignità e legalità ai lavoratori, prevenire lo sfruttamento e al tempo stesso consentire alle imprese agricole di sostenere la concorrenza internazionale. Avviato dalla Fondazione “Osservatorio Agromafie”, insieme a Coldiretti e Anci, verrà illustrato dal sindaco martedì 18 febbraio a Roma alla presenza di 5 Ministri.

Nel 2019 aumento di stagionali e contratti di lavoro

Il dossier dati esposto da Emilio Sidoli registra (dall’apertura del 19 giugno alla chiusura del 22 novembre del PAS nella ex Caserma Filippi) 629 ospiti contro i 516 nel 2018 e dice inoltre che 502 hanno usufruito dei servizi diurni. In totale sono transitate 1.131 persone.

Gli addetti del Pas hanno registrato 2.590 contratti, quasi mille in più rispetto al 2018. In totale sommando quelli della accoglienza diffusa (170) si arriva a  2.771 contratti.  Basso ancora il numero di comuni che hanno aderito all’accoglienza diffusa. Nel 2019 con Saluzzo solo Lagnasco Verzuolo, Costigliole, mentre la mappa geografica dei contratti, segnala oltre 500 presenze in comuni del territorio e di questi lavoratori un numero altissimo fa capo al dormitorio del Foro Boario a Saluzzo.

L’andamento delle maggiori produzioni frutticole in Piemonte  come indicatore utile

L’analisi del fenomeno ha preso in considerazione anche  l’andamento delle maggiori produzioni frutticole piemontesi, come indicatore della nuova tendenza della raccolta.

La panoramica predittiva l’ha portata Michele Fino come dato utile per incrociare domanda e offerta.

Per i piccoli frutti, settore in aumento, una raccolta tra maggio e giugno; per le pesche, in calo come  numero di ettari con il rischio di un possibile futuro buco stagionale, la raccolta tra luglio e agosto, con il picco in questo secondo mese.

In aumento invece il numero di ettari di meli, la cui raccolta frutti si effettua tra settembre ottobre. Diminuiscono gli  ettari di Actinidia, frutti raccolti tra ottobre e novembre.

Il grazie di Caritas Saluzzo

Don Beppe Dalmasso, direttore Caritas, da anni in prima linea nell’accoglienza con il Presidio Caritas e il  Progetto Saluzzo Migrante: “Più che dati, ho i volti di questi 10 anni – ha detto ringraziando chi crede nell’impegno - Saluzzo vive il rapporto con l’immigrazione che per noi è aiuto e risorsa, non  un allarme. E, come dice Papa Francesco, un momento propizio da vivere come uomini. Un fenomeno che c’è sempre stato. Impariamo dalla storia anche se il nuovo fa sempre paura".

Nella convention sono stati inoltre presentati da Virginia Sabbatini l'attiivtà e i dati relativi agli accessi ai servizi forniti nel 2019 dal progetto Presidio "Saluzzo Migrante" della Caritas.

La posizione di Coldiretti  

"Una buona occasione – evidenzia Coldiretti Cuneo – per fare il punto della situazione e rimarcare, da un lato, il contributo determinante che i lavoratori stranieri  al successo dell’agroalimentare Made in Cuneo nel mondo, dall’altro lato, la grande opportunità di occupazione e integrazione che i nostri imprenditori agricoli offrono a quei lavoratori.

“Non abbiamo mai girato la faccia dall’altra parte di fronte al tema dell’ospitalità – dice Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo – e siamo consapevoli che si debbano fare passi in avanti per garantire risposte adeguate alla domanda abitativa. 

Portiamo avanti da sette anni un progetto che ci vede impegnati nell’allestimento di due campi accoglienza a Saluzzo e a Lagnasco che hanno accolto, tra il 2013 e il 2019, circa 700 braccianti di origine africana, tra i 21 e i 53 anni di età. Il 40% di loro ogni anno è ospitato nelle medesime strutture e torna a lavorare presso le stesse aziende, a conferma di una vera e propria fidelizzazione della manodopera stagionale. Intendiamo, pertanto, proseguire anche nel 2020 quest’esperienza e stiamo lavorando per le necessarie autorizzazioni”.  

Il 70% dei braccianti extracomunitari trova sistemazione direttamente presso i produttori, che provvedono in autonomia a realizzare alloggi in cui ospitarli, con risorse proprie e senza alcun supporto dalle Istituzioni"

Le conclusione dopo i numerosi interventi e presenze (Regione Piemonte, Coldiretti, Confcooperative, Consorzio Monviso Solidale, CGIL, CISL, Cooperativa Armonia, Confagricoltura, Caritas, Fondazione CRC e  CRT, I.L.O,  la Compagnia di San Paolo) da parte dell’onorevole Chiara Gribaudo, che ha parlato del Decreto Sicurezza, su cui bisognerà ancora lavorare e delle iniziative a  sostegno dell’economia frutticola del territorio.

Vilma Brignone

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