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Curiosità | 17 febbraio 2020, 12:25

C'è tutta la storia della bici nel museo a lei dedicato a Bra: 4mila visitatori nel 2019 e un'esposizione sempre più ricca

Le parole di soddisfazione e ringraziamento del cavaliere Luciano Cravero, presidente e ideatore della permanente allestita nei locali della Bra Servizi di corso Monviso, 25

Foto Stefano Tibaldi

Foto Stefano Tibaldi

Il nuovo anno è cominciato portando con sé un bilancio decisamente positivo per il Museo della Bicicletta di Bra, che negli ultimi dodici mesi ha visto passare nel proprio padiglione circa 4mila visitatori. Si tratta di un risultato incoraggiante, ottenuto grazie alla dedizione del presidente e ideatore, cavaliere Luciano Cravero, quotidianamente impegnato nelle attività di gestione e promozione della permanente.

Sono state tante le iniziative portate avanti nel 2019 e che hanno contribuito ad accrescere il prestigio della struttura, meta sempre più presente all’interno degli itinerari museali del territorio. Tra tutte, la festa per i quattordici anni di vita di un luogo che conserva l’ingresso gratuito e si fonda sulla generosità di tanti benefattori, che hanno contribuito a dare energia ad un’opera che non poteva che vincere il suo Gran Premio della Montagna.

Sono molto contento di questi numeri - afferma Luciano Cravero -. Il Museo mi dà molte soddisfazioni. Sono riconoscente a tutti coloro che arricchiscono l’esposizione con offerte e donazioni. Ringrazio il Grande Ufficiale Giuseppe Piumatti, patron della Bra Servizi per la concessione di un ambiente grande ed adeguato. Un grazie a mio figlio Walter, che si occupa del trasporto delle biciclette che vengono donate al Museo ed al cavaliere Stefano Milanesio, che realizza importanti manufatti, fedeli alle bici che si usavano una volta. Inoltre, desidero esprimere la mia profonda gratitudine al Comune di Bra ed a tutti i soci”.

Il grande successo è legato, senza alcun dubbio, anche alla vasta collezione, che ha richiamato turisti stranieri, comitive di pensionati, scolaresche, gruppi di appassionati. Tutti hanno espresso sensibili apprezzamenti per questo polo di cultura ciclistica tra i più importanti in Italia. Visitabile presso i locali della Bra Servizi, questo tempio vivo del ciclismo è strapieno di oggetti che colpiscono al cuore chi è innamorato delle due ruote.

Il cavaliere Luciano Cravero lo ha fortemente voluto per collocare i cimeli raccolti lungo un’intera vita o che gli sono giunti in dote da amici, amatori e persino professionisti. La maglia della gloria locale Diego Rosa accanto a quella gialla di Vincenzo Nibali ed a quelle di ex professionisti della provincia di Cuneo tra cui quella del braidese Matteo Cravero. Un posto particolare meritano la maglia rosa e la maglia gialla con cui Marco Pantani ha vinto il Giro d’Italia e il Tour de France nel 1998; la maglia della Ursus, indossata da Gino Bartali e quella della Bianchi indossata dal Campionissimo Fausto Coppi; la maglia della Nazionale dei professionisti del 1996 e quella della società di Torino dedicata a Serse Coppi, fratello di Fausto. In bella mostra anche le maglie iridate di Giuseppe Saronni, Stefan Roche, Gianni Bugno, Mario Cipollini e Paolo Bettini, corredate dagli articoli di giornali e foto del tempo, consacrate ai campioni del pedale che le hanno vestite. In questo dedalo, non poteva mancare la maglia rossa 2019 dei campioni d’Italia dell’Androni Giocattoli Sidermec, donata dal team manager Gianni Savio durante l’ultima festa sociale.

Insomma, c’è tutta l’essenza del ciclismo, quello recente e quello del dopoguerra. Oggetti che raccontano la corsa e ciò che le ruota intorno, il lavoro delle squadre, le macchine al seguito, i giornalisti. Un mondo eroico e colorato, che trasuda di fatica e trionfo.

Ci sono tante biciclette, quella da bersagliere del 1900, da panettiere, da barbiere, da arrotino, da spazzacamino, da pompiere, da lattaio, da stagnino e “cadreghe”. Le new entry sono state quelle da portalettere e da gelatiere, che hanno trovato posto vicino ad altre pietre miliari come la bici della campionessa di handbike Francesca Fenocchio oppure quella da corsa del 1935 con il primo cambio Campagnolo a bacchetta posteriore, usata anche da Gino Bartali e Fausto Coppi.

Dietro il racconto di ciascuna bici c’è un pezzo di storia d’Italia e del mondo. Ci sono ricordi dell’infanzia, dei genitori e dei nonni, modelli dei marchi più conosciuti, borracce, autografi, pagine seppiate di vecchi giornali che celebrano un mezzo, la bicicletta, che guarda con il sorriso al passato e strizza l’occhio al futuro.

Il Museo della Bicicletta di Bra ha sede in corso Monviso 25 ed è aperto dal lunedì al venerdì con orario 10-12 e 15-18, sabato 10-12 e domenica su prenotazione (Info 0172/412507). Visite guidate a cura del presidente, cavaliere Luciano Cravero (tel. 333/6567315). Grazie al contributo dei soci e della campagna di tesseramento, continuerà l’opera di valorizzazione dell’allestimento e per il 2020 sono già in programma tante sorprese e nuovi progetti per rendere la visita un’esperienza indimenticabile. Stay tuned.  

Silvia Gullino

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