/ Attualità

Attualità | 18 febbraio 2020, 13:45

Chiusura della Polstrada di Ceva, Fratelli d’Italia: “Saluzzo non può per nessuna ragione sottrarsi nel dibattito in corso”

Lunga nota del segretario della sezione FdI “del Saluzzese”, Paolo Radosta

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Continua a far discutere la decisione del Ministero dell’Interno, guidato da Luciana Lamorgese, di chiudere tre presidi di Polizia in Piemonte, tra cui il distaccamento della Polstrada di Ceva.

Sulla questione interviene anche la sezione di Fratelli d’Italia del Saluzzese, che – per bocca del segretario Paolo Radosta – si dice “preoccupata” dalla situazione che si è venuta a creare, “e che ci tocca da vicino”.

“Nell’ottica di una razionalizzazione dei costi è prevista la chiusura di Borgomanero, Domodossola ed anche di Ceva. – esordisce in una lunga nota Radosta – Nessuno può assistere all’ennesimo taglio valutato unicamente con la mano sul portafogli da una gestione governativa sempre più centrica e sempre meno attenta ai bisogni del territorio periferico.

Dal canto suo Saluzzo deve invece sentirsi pienamente chiamata in causa e far sentire con forza il proprio dissenso ad una decisione geograficamente egoista. Il cebano è un territorio particolare, importante anche nella logica degli spostamenti interregionali, che necessita di supporto e dove la presenza della polizia stradale nel fondovalle rappresenta un servizio irrinunciabile e un punto di riferimento.

Gli interventi, in ragione anche del mantenimento della sicurezza stradale (esigenza fondamentale per i cittadini), non potranno pertanto diminuire. Che cosa succederà, dunque, quando a ragion di logica, verrà richiesto l’intervento di una volante della Polizia a Ceva? La stessa dovrà partire per prendere servizio da Cuneo o da Saluzzo.

Un’operazione che porta solo svantaggi: ai poveri cittadini cebani, che dovranno patire una perdita di controllo del territorio e attese lunghissime per ottenere un intervento; ai cittadini di Saluzzo che, a loro volta, dovranno patire lo svantaggio di avere meno disponibilità della Polizia perché necessariamente dovranno condividere il loro territorio con una ben più ampia fetta di zone interessate.

Saluzzo non può pertanto, per nessuna ragione, sottrarsi nel dibattito in corso, dovendo anzi considerarsi parte lesa e divenire attrice protagonista di un movimento di opposizione. Chiediamo pertanto ai nostri amministratori di prendere provvedimenti al riguardo, e di valutare azioni in merito.

Gli agenti previsti in servizio a Saluzzo sarebbero 17; attualmente la sezione è in sotto organico, potendo contare su 13 poliziotti attivi. Non essendo, l’attuale struttura, recettiva all’accoglienza stabile di nuove reclute disposte in distacco su Saluzzo, non è stato possibile ricollocarne sul territorio. Nei prossimi anni saranno altri i poliziotti che, per sopraggiunta età della pensione, dovranno abbandonare il ruolo.

Corriamo il rischio di ritrovarci con un reparto di Polizia minorato e senza una sede. Quale potrebbe essere dunque l’opinione del Ministero dell’Interno al riguardo? Se è vero che, ad oggi, non vi sono condizioni e volontà di chiusura, è comunque fondamentale che il territorio ponga le condizioni perché il nostro distaccamento non debba essere messo in discussione.

Non possiamo tollerare l’ennesimo servizio essenziale sottratto alla nostra cittadina. Ed anche per questa ragione, è bene oggi coalizzarci con questa scellerata decisione governativa.

Oggi Ceva, domani Saluzzo? Assolutamente no, difenderemo con le barricate ogni sopruso al nostro territorio ed ogni vessazione alle nostre forze di Polizia”.

redazione

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium