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Cronaca | 18 febbraio 2020, 15:21

Automobilista di Tarantasca condannato a due mesi di reclusione per lesioni stradali

Nel marzo 2018 un’altra vettura era finita fuori strada per evitare l’impatto frontale

Immagine di repertorio

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L’incidente era avvenuto la mattina del 26 marzo 2018 sulla strada provinciale 25 nel comune di Tarantasca. Una Volvo, condotta da un saluzzese, era finita in un campo dopo aver cercato di scansare una Citroen che arrivava dalla corsia opposta. L’automobilista aveva riportato la frattura di una vertebra che lo costrinse a portare il busto per sei mesi.

Oggi si è svolto il processo che ha visto condannare il conducente della Citroen S.S., africano, a 2 mesi di reclusione per lesioni colpose stradali, con la sospensione della patente per sei mesi. Il pm Chiara Canepa aveva chiesto la condanna a 6 mesi.

Secondo la tesi accusatoria, la vittima era uscita di strada per evitare l’impatto frontale con la vettura condotta dall’imputato, che aveva appena sorpassato altre auto incolonnate ad un incrocio. S.S. si era fermato subito dopo e si era dimostrato collaborativo. La sua compagnia assicurativa aveva risarcito in toto l’automobilista rimasto ferito, che non si era infatti costituito parte civile nel processo.

L’avvocato Enrico Gallo, difensore del S., aveva chiesto l’assoluzione piena: “L’unica certezza è che la Volvo, che viaggiava ad una velocità ben al di sopra dei limiti dei 90km/h consentiti, era uscita di strada. E non perché l’altra auto stesse sorpassando, come ha sostenuto lo stesso consulente dell’accusa. Non è stato neppure dimostrato che ci fu un urto fra le due vetture, che infatti non avevano riportato segni, proprio perché non si erano toccate”.

Monica Bruna

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