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Attualità | 19 febbraio 2020, 13:10

Regione, cambiano le leggi sugli abbruciamenti. Bongioanni: "Risposto ai problemi del territorio"

L'emendamento prevede la deroga di trenta giorni agli attuali limiti previsti, anche non continuativi, per i Comuni montani. Per le aree di pianura i giorni, non per forza continuativi, sono quindici

Regione, cambiano le leggi sugli abbruciamenti. Bongioanni: "Risposto ai problemi del territorio"

Svolta in Regione Piemonte sul tema degli abbruciamenti. Nella seduta congiunta della Quinta e della Terza Commissione, in seduta legislativa, è stata approvata la proposta congiunta della Giunta Regionale e del consigliere Paolo Bongioanni raccolta nell’emendamento presentato da quest’ultimo, riferito alla problematica su cui si dibatte da due anni, sui divieti agli abbruciamenti di materiale vegetale e che ha unificato le proposte della ddl della Giunta e la pdl del Consigliere.

Di fatto, la nuova legge prevede la deroga di trenta giorni agli attuali limiti previsti, anche non continuativi, per i Comuni montani e di quindici giorni, anche non continuativi, per le aree di pianura. Le deroghe saranno concesse dai sindaci con propria ordinanza, fermo il vincolo delle polveri sottili previsto dal semaforo regionale. "Si tratta di una giornata importante la commissione legislativa può rendere subito operativa una legge" afferma Bongioanni, il cui emendamento ha trovato il parere favorevole della Lega, di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico.

Il risultato conseguito è frutto del lavoro degli ultimi mesi, in cui si è lavorato a stretto contatto con le realtà che vivono lavorare e rappresentano il territorio montano. "E' un documento che ci è stato chiesto fortemente dalle associazioni agricole che rappresentano i nostri produttori, dal mondo della montagna, da chi ci tiene puliti i boschi che non poteva più bruciare il materiale vegetale, avendo come limite il 31 di ottobre".

"Sono arrivate due proposte di legge - racconta Bongioanni - una a firma del sottoscritto e una sostenuta dal presidente Cirio e dal vice presidente Carosso. Noi abbiamo fatto una sintesi con un emendamento". Il risultato? Il divieto di abbruciamento di materiale vegetale, nel periodo compreso tra il 1° novembre e il 31 marzo dell’anno successivo, potrà essere derogato, limitatamente alla combustione dei residui colturali, per un massimo di trenta giorni, anche non continuativi, per i Comuni montani, e per un massimo di 15 giorni, anche non continuativi, per le aree di pianura. Le deroghe sono decise dai sindaci con propria ordinanza, fermo restando i limiti posti dal decreto legislativo 152/2006, che all’art. 182 prevede che i Comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale abbiano in ogni momento la possibilità di sospendere, differire o vietare l’abbruciamento delle sterpaglie in tutti i casi in cui sussistano condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10).

Il presidente della Giunta sottolinea come la Regione abbia voluto modificare la legge introdotta dall’amministrazione precedente adottando un criterio di buonsenso, per permettere alle migliaia di agricoltori piemontesi di poter svolgere serenamente il proprio lavoro. Il vicepresidente e assessore alle Foreste spiega come tale modifica normativa sia nata soprattutto dall’esigenza di sostenere l’economia agricola nelle zone montane e collinari, favorendo la corretta gestione dei terreni, nell’ottica anche di una prevenzione dei rischi idrogeologici e di un mantenimento delle coltivazioni agrarie tradizionali con valenza economica, sociale e paesaggistica. Posizioni condivise da Bongioanni: "Va incontro al mondo che lavora e vive in montagna, che aveva bisogno di una risposta veloce. Noi siamo riusciti in tempi rapidissimi a rispondere alle esigenze del territorio".

Soddisfatti anche Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato Confederale: "Si tratta di un passo avanti importante, che elimina un divieto strutturale dannoso. Ringraziamo Cirio e Bongioanni per il lavoro svolto". "Ribadiamo che, solamente grazie al lavoro ed alla presenza costante delle nostre aziende, è possibile preservare i territori dall’abbandono, svolgendo un insostituibile presidio rispetto all’assetto idro-geologico dell’intera regione, e mantenere un patrimonio naturale che ha una grande valenza turistica ed ambientale” concludono poi i due.

La legge entrerà in vigore entro tre settimane: a quel punto il Piemonte avrà ufficialmente modificato la norma sugli abbruciamenti.

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