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Attualità | 19 febbraio 2020, 17:30

Confindustria Cuneo e l'export in Cina nei mesi del Coronavirus: "Mercato che vale 130milioni, serve fare chiarezza"

A introdurre i lavori, nel pomeriggio di oggi (mercoledì 19 febbraio), il direttore Giuliana Cirio; a farla da padrone nell'export i settori della meccanica strumentale e di cibo e bevande

Il direttore e i relatori dell'incontro

Il direttore e i relatori dell'incontro

Su una cosa Confindustria Cuneo sembra non avere dubbi: l'emergenza Coronavirus e i suoi strascichi a livello commerciale rischiano di farsi sentire nella nostra provincia più che in altre parti d'Italia, data l'importanza maggiore che ricopre l'export verso la Cina.

A dichiararlo, nel pomeriggio di oggi (mercoledì 19 febbraio) nel corso di un incontro riservato alle aziende associate nella sede di corso Dante dell'associazione, il direttore Giuliana Cirio. Che ha anche sciorinato alcuni dati ben più specifici: per quanto riguarda l'export con la Cina il settore della meccanica strumentale rappresenta il 31% del totale, gli alimenti e le bevande il 21%, i mezzi di trasporto il 16%, il settore chimico il 12% e quello della gomma-plastica il 10%. Fermi al 4% gli altri settori manifatturieri, al 2% quello della metallurgia e all'1% quelli della moda, del legno e della carta, degli apparecchi elettrici e dell'elettronica.

Un volume di mercato che - tranne in quattro casi (moda, metallurgia, mezzi di trasporto e altri manifatturieri) - nei primi nove mesi del 2019, secondo le elaborazioni su dati ISTAT del Centro Studi di Confindustria Cuneo, ha fatto registrare una crescita importante (+16,4%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con il picco (+168%) nel settore dell'elettronica.

"Quello dell'export verso la Cina è un mercato che vale circa 130 milioni all'anno - ha dichiarato Giuliana Cirio - , fatto che lo rende certamente attenzionato in modo particolare dopo il diffondersi del nuovo Coronavirus".

E nonostante le notizie odierne diano - per la prima volta dallo scorso dicembre - il numero dei guariti in aumento rispetto a quello dei malati, Confindustria Cuneo ha deciso di incontrare i propri associati per informarli rispetto ad alcune problematiche legate alla diffusione del virus, e agli eventuali impatti sull'attività delle imprese.

Dopo l'introduzione della Cirio - che ha ringraziato i relatori e sottolineato come "l'associazione punti a ottenere la piena operatività delle imprese, assicurando loro la massima collaborazione e agendo in contatto costante con la task force messa in campo a livello nazionale" - il dottor Bartolomeo Griglio dell'assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ha illustrato gli aspetti più rilevanti del "Covid-19", sottolineando come al 17 febbraio si contassero 71.333 casi e 1775 decessi a livello mondiale, soltanto tre casi importati in Italia e nessun caso segnalato in Piemonte.

I successivi interventi di Valentina Corino dello studio penale "Gebbia&Bortolotto", del dottor Pier Domenico Peirone del Pathways Business CO.LTD-Horizons Group e di Alessandro Roda Bogetti della DS Avocats, hanno affrontato gli aspetti più pratici della tematica come la necessità di approvvigionamenti, il trattamento dei lavoratori, il possibile annullamento di fiere ed eventi, la clausola di forza maggiore, la gestione del personale nei trasferimenti e le conseguenze sui contratti in essere.

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