/ Cronaca

Cronaca | 21 febbraio 2020, 12:11

Nel 2019 in provincia di Cuneo gli interventi della Polstrada su incidenti mortali sono raddoppiati rispetto al 2018

3 gli interventi nel 2018, 6 nel 2019. Cuneo è la seconda provincia in Piemonte per incremento della percentuale sulle morti in strada

Foto di Takahiro Taguchi - Unsplash

Foto di Takahiro Taguchi - Unsplash

In Piemonte si muore sempre di più a causa degli incidenti stradali. E’ questo il drammatico dato emerso durante il convegno #sicuroèmorto, un incontro per sensibilizzare i più giovani sull’importanza della sicurezza stradale organizzato in Consiglio regionale. Un’ottantina gli studenti del liceo Cavour che hanno ascoltato le parole degli agenti della polizia stradale circa i comportamenti che influiscono e favoriscono gli incidenti stradali: consumo di alcol, droghe e comportamenti scorretti alla guida.

I numeri sono agghiaccianti: nonostante il numero di sinistri sia diminuito in Piemonte, passando da 4.744 sinistri registrati nel 2018 a 4.441 del 2019, la mortalità è aumentata del 18,6%, con 70 persone decedute nell’anno corrente. La provincia di Asti guida questa triste classifica, con un incremento del 133,3% di morti in strada, seguita da Cuneo (+100%), Verbania (+75%), Torino (+40%) e Novara (+ 30%). Nessuna differenza con il 2018 in provincia di Biella, mente ad Alessandria il calo è del 5,9% e a Vercelli del 62,5%.

In particolare la Granda registra il doppio dei mortali in cui è intervenuta la Polstrada rispetto allo scorso anno. 3 gli interventi nel 2018, 6 nel 2019.

A fronte di questi dati, per prevenire incidenti drammatici spesso dovuti a comportamenti scorretti, va poi ricordata l’attività della polizia stradale, che nel 2019 ha controllato 126.579 automobilisti con l’etilometro: 1917 sono stati sorpresi oltre i limiti e sanzionati, mentre 142 sono stati pizzicati alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Da qui il messaggio del convegno #sicuroèmorto ai giovani, gli automobilisti del domani: “Per alzare il livello di sicurezza sulle strada ci vuole un cambiamento culturale, costruito anche attraverso un linguaggio adeguato soprattutto se i destinatari della comunicazione sono i giovani. Serve un percorso che conduca ad una maturazione etica di un comportamento che pone al centro il rispetto per la vita e per la persona umana”.

Andrea Parisotto

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium