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Attualità | 23 febbraio 2020, 14:49

“La casa prima della casa”: inaugurati dal vescovo i nuovi spazi di Casa Madre Teresa di Calcutta

Ieri in via Sant’Agostino. Dopo il dormitorio maschile, un alloggio di 4 stanze da coabitare e due alloggi per famiglie con spazi in comune. Un progetto per i problemi abitativi di persone in difficoltà, ma anche per l’incontro e la riflessione sul tema dell’abitare sociale. Monsignor Bodo: “Prosegue il cammino di attenzione verso bisognosi del nostro territorio in collaborazione con la Caritas"

L'inaugurazione dei nuovi spazi di Casa Madre Teresa di Calcutta. La famiglia Dampha, nel nuovo alloggio con il capitano dei Carabinieri Giuseppe Beltempo e il vescovo Cristiano Bodo

L'inaugurazione dei nuovi spazi di Casa Madre Teresa di Calcutta. La famiglia Dampha, nel nuovo alloggio con il capitano dei Carabinieri Giuseppe Beltempo e il vescovo Cristiano Bodo

 

Alla presenza di autorità civili e militari, operatori e volontari della Caritas, ieri sabato 22 febbraio il Vescovo di Saluzzo, Cristiano Bodo ha inaugurato i nuovi spazi di Casa Madre Teresa di Calcutta. Il primo e il secondo piano della struttura di proprietà della Diocesi, in via Sant’Agostino 27, completano il progetto di un nuovo servizio Caritas, una comunità,  per rispondere ai bisogni abitativi segnalati dal Centro d’Ascolto.  

Si tratta di un progetto sperimentale che vedrà lavorare insieme un’équipe composta da operatori e volontari della Caritas, coordinata da Piero Bottiroli, referente del progetto, oltre alla presenza di un custode, Alessandro Carle, 22enne di Barge.

Al piano terra il dormitorio maschile, già inaugurato nel 2018 in grado di accogliere 24 persone in condizioni di fragilità, di cui  12 nel periodo invernale. Al primo piano un alloggio con 4 stanze, al momento vuoto, destinato  a persone che necessitano di consolidare un percorso già avviato di accompagnamento all’ autonomia lavorativa e abitativa, o frequentano corsi di formazione professionali o scolastici.

Sullo stesso piano una sala polivalente che sarà utilizzata per iniziative e corsi dedicati anche ad approfondire i temi dell’abitare sociale.

Al secondo piano due alloggi destinati a famiglie in difficoltà con cucina e soggiorno in comune. Uno è già abitato dalla famiglia Dampha, una giovane coppia del Gambia con tre bambini piccoli, dal 2014 in Italia, prima in Calabria, da un anno a Saluzzo. L'alloggio ha riunito la famiglia:  la mamma e i bambini abitavano prima nella casa di Palazzo del Gallo, ed era frequente per i saluzzesi vederli la sera sulle panchine di lato al Duomo, dove incontravano il padre dopo il lavoro (è dipendente della Lagnasco Group). Verseranno un piccolo contributo per l’affitto.

I  letti delle stanze appena inaugurate sono stati colorati dalle coperte donate dall’associazione Little Dresses for Africa - Italia. I quadrotti di lana sono stati realizzati grazie alla collaborazione tra volontarie provenienti da Piemonte, Calabria, Sicilia Lombardia e Veneto che hanno assemblato le coperte donandole poi alla Caritas di Saluzzo.

Prima della benedizione alla struttura e ai presenti, tra i quali l’ex Vescovo Giuseppe Guerrini, Monsignor  Bodo ha ringraziato tutte le persone che si sono spese per la realizzazione dell’opera: “la vostra presenza dà significato ed importanza a questo luogo che prosegue il cammino di attenzione ai bisognosi, alle necessità del nostro territorio attraverso la collaborazione con la Caritas”. “Casa Madre Teresa - ha continuato- ha il suo significato in questa figura carismatica che ha incarnato la carità. Anche la simbologia di questo luogo è significativa: due braccia che formano una casa che dà certezza, sicurezza, calore. Due braccia che sono quelle di tutti coloro che si sono adoperati e si adopereranno perchè questo luogo sia sempre un luogo di accoglienza, dove trovare serenità, dove ci si può trovare a casa”.

Don Giuseppe Dalmasso, Direttore della Caritas, ha ringraziato tutte le maestranze che hanno preso parte ai lavori di ristrutturazione degli ultimi due piani, oltre agli operatori e ai volontari della Caritas, in primis il vicedirettore Carlo Rubiolo.  Ha inoltre sottolineato la ferma volontà del Vescovo nell’avvio di questo progetto “dove ha voluto mettere in pratica il suo motto, preso da San Paolo, che dice “la carità non abbia limiti”. Come primo gesto concreto in Diocesi ha voluto che questa struttura, nel passato prima una fattoria poi una scuola e un centro di avviamento professionale, avesse ora una funzione sociale”.

I saluti dell’Amministrazione sono stati portati dall’Assessora alle Politiche sociali Fiammetta Rosso,  che ha ringraziato  Diocesi e Caritas per l’attività “coerente e costante, portata avanti nel silenzio e nell’impegno quotidiano”, evidenziando come “ci siano opere tangibili che non hanno bisogno di parole aggiuntive. Siamo qui a completare una promessa fatta due anni fa di dare ospitalità e portare solidarietà alle persone più in difficoltà”.

Il Presidente Gianpiero Piola ha portato i saluti del Consorzio Monviso Solidale, accostando l’inaugurazione all’immagine di “tanti tasselli che si mettono vicini e che aiutano a creare la coesione sociale di cui c’è bisogno nel territorio”.

Dopo gli interventi, accompagnati da operatori e volontari della Caritas i presenti hanno visitato i tre piani della struttura. 

 

vilma brignone

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