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Attualità | 25 febbraio 2020, 15:11

Tre persone alla volta, disinfettante per mani e finestre spalancate ogni 15 minuti: le disposizioni in atto negli uffici della Questura di Cuneo

A spiegarlo, stamattina, il questore Emanuele Ricifari, che ha evidenziato come siano norme di igiene da applicare in tutti gli uffici pubblici. Installati i dispenser con il disinfettante e chiusa la sala d'attesa davanti agli uffici

Tre persone alla volta, disinfettante per mani e finestre spalancate ogni 15 minuti: le disposizioni in atto negli uffici della Questura di Cuneo

Domani, in Prefettura a Cuneo, è prevista una riunione tra Prefetto, questore, dirigenti degli uffici pubblici della provincia e sindaci dei principlai centri della provincia, oltre a quelli potenzialmente interessati dall'emergenza Coronavirus.

Lo scopo è quello di indicare le regole, primariamente di buon senso, da adottare, in questa fase, negli uffici pubblici o nei luoghi dove maggiore potrebbe essere il rischio di un eventuale contagio.

La Polizia di Stato ha già adottato le sue regole, essendo, dopo i sanitari, il soggetto più esposto. Le direttive sono da un lato ministerialei, dall'altro interne al corpo e disposte a livello nazionale. A tutela del proprio personale e delle decine e decine di persone che, quotidianamente, accedono agli uffici della Questura per le pratiche più svariate.

All'ufficio immigrazione sono tanti gli stranieri che si prersentano per delle pratiche, soggetti che provengono dall'estero o che sono in procinto di partire.

Attenzione massima, ma senza alcuna psicosi.

Chiusa la struttura adibita a sala d'attesa. Si entra negli uffici aperti al pubblico tre persone alla volta; sono stati messi dei dispenser per disinfettare le mani all'ingresso e all'uscita dagli uffici e le stanze vengono arieggiate ogni 15 minuti, spalancando le finestre.

Anche gli operatori allo sportello usano il disinfettante, ma non hanno mascherine né guanti, ritenuti non solo non in grado di proiteggere, ma addirittura di peggiorare la situazione.

Il personale sul territorio, gli agenti di pattuglia, usano invece i dispositivi di protezione individuale solo in caso di contatto con persone sospette, sennò la regola è semplicemente quella di tenere ad almeno un metro e mezzo di distanza l'interlocutore, evitando al massimo le strette di mano o qualunque contatto fisico.

Regole, queste, che, come evidenziato dal questore Ricifari, "dovrebbero venire messe in pratica in qualunque ufficio in cui ci sia il contatto con il pubblico e, in generale, un po' ovunque, in questa fase dove lo scopo è quello di contenere il diffondersi del Coronavirus".

Barbara Simonelli

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