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Cronaca | 25 febbraio 2020, 07:30

L’Unità di crisi della Regione chiarisce i divieti del Ministero sul “Covid-19”: ecco cosa si può fare e cosa no

Sono da sospendere gare ed eventi che comportino concentrazioni di persone come pubblico. Via libera quindi a corsi sportivi e allenamenti. Stop a fiere e sagre, lunapark, concerti e spettacoli (dal teatro alle discoteche). Potranno rimanere aperti esercizi pubblici, mense, dormitori di pubblica utilità e mercati. Matrimoni e funerali solo in forma privata. Le esequie meglio se celebrate all’aria aperta

L'unità di crisi in Regione Piemonte

L'unità di crisi in Regione Piemonte

Dalla Regione Piemonte, a circa 24 ore di distanza dalla ratifica del Ministero della Salute sulle misure per il contenimento del “Covid-19”, giunge un circolare esplicativa per chiarire alcuni dubbi in merito all’applicazione delle norme concordate dal ministro Roberto Speranza e dal Governatore Alberto Cirio.

Nelle scorse ore infatti erano emerse alcune criticità e problematiche nell’applicazione e nell’interpretazione di divieti e permessi indicati dalla Regione Piemonte.

Per questo motivo, dopo aver raccolto le istanze dei sindaci, degli Enti che vivono il territorio ed essersi confrontati con la Regione Lombardia, l’Unità di crisi della Protezione Civile ha sgomberato il campo dai dubbi riscontrati nelle ultime 24 ore.

Il coordinatore dell’Unità di crisi, Mario Raviolo, insieme a Franco Ripa (responsabile della Programmazione dei Servizi sanitari) e a Fabio Aimar (direttore generale della sanità piemontese) ha contestualizzato alcune delle norme contenute nell’ordinanza.

Il documento emanato ieri dal Ministero, infatti, ha sollevato alcuni quesiti, “posti da parte delle Aziende sanitarie locali”, che la Regione ha voluto dirimere.

Sulle “manifestazioni e iniziative di qualsiasi natura” che devono essere sospese, l’Unità di crisi specifica che vanno bloccate soltanto nel caso in cui “determinino concentrazioni di persone in luoghi pubblici o privati, aperti o chiusi al pubblico”.

“In questo senso – si legge nella circolare – sono da ritenere sospese quelle iniziative che, comportando l’afflusso di pubblico, possano determinare un rischio di tipo sanitario”.

Lo “stop” riguarderà quindi manifestazioni, sagre e fiere, attrazioni e lunapark, concerti, eventi sportivi che prevedano la presenza di pubblico, come campionati, tornei, competizioni di ogni categoria e disciplina, e attività di spettacolo quali rappresentazioni teatrali, cinematografiche, musicali, ivi comprese discoteche, sale da ballo e locali di intrattenimento.

“Via libera” invece agli allenamenti sportivi, che non rientrano nelle attività da sospendere, configurandosi “ordinario svolgimento della pratica di corsi sportivi ed amatoriali”. Durante gli allenamenti non potranno essere utilizzati però spogliatoi e docce, mentre è salvo l’utilizzo di servizi igienici.

Escluse dalle iniziative da sospendere anche le attività “economiche, agricole, produttive, sanitarie e socio sanitarie, commerciali e di servizio”. Potranno rimanere aperti esercizi pubblici, mense, dormitori di pubblica utilità e mercati.

Matrimoni e funerali: non si intendono sospesi, a condizione di “permettere la partecipazione ai soli famigliari”. Tradotto: funzioni private mentre, per i funerali, è consigliabile “l’esecuzione delle funzioni all’aperto”.

Le indicazioni fornite dall’Unità di crisi potranno “essere riviste qualora dovessero insorgere ulteriori esigenze”.

Rimane piena facoltà dei sindaci, autorità sanitarie locali, intervenire a seconda delle necessità per la tutela della salute pubblica dei propri abitanti con delle proprie ordinanze ad hoc.

Ni.Ber.

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