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Cuneo e valli | 25 febbraio 2020, 09:10

Effetto Coronavirus sull'economia piemontese: l'artigianato parte bene, ma teme contraccolpi. E anche Confindustria trema

Attese di Confartigianato positive per produzione, occupazione e investimenti. Felici: "Ma si rischiano contraccolpi per la diffusione del virus". Ravanelli: "Scenario in continua evoluzione, ma potrebbe rivelarsi drammatico". L'Unione Industriale crea un tavolo speciale, Cna incontra Cirio, mentre si dicono preoccupati anche i taxisti. Intanto la partenza di Expocasa è in dubbio

Effetto Coronavirus sull'economia piemontese: l'artigianato parte bene, ma teme contraccolpi. E anche Confindustria trema

Moderato ottimismo, ma con l'incognita del Coronavirus a incombere. Il settore dell'artigianato guarda ai numeri del primo trimestre dell'anno e - accanto a numeri relativamente positivi - non può non leggere la situazione nell'ottica dell'attuale diffusione del virus che di fatto sta "bloccando" molte attività all'interno del nostro Paese, così come nei rapporti con le nazioni vicine. E lo stesso timore viene condiviso anche a livello confindustriale.

La prima indagine trimestrale congiunturale del 2020 realizzata da Confartigianato Imprese Piemonte racconta di un andamento occupazionale che migliora (dal 7,20% al 9,02%), anche se le previsioni di assunzione di apprendisti scendono dal 6,35% all’1,47%.

Maggiore ottimismo, anche se non con una crescita esponenziale, per la produzione: il saldo sale dall’11,97% al 12,22%, ma si contrae quello degli ordini (dal 6,97% al 4,03%). Mentre coloro che prevedono di disporre di un carnet ordini superiore ai tre mesi salgono dall’1,78% al 3,45%. Segno negativo, invece, per gli ordini per esportazioni ritorna negativo, che scendono dal 3,39% al -0,26%.

Gli investimenti regalano un certo impulso: coloro che prevedono di effettuare investimenti per ampliamenti salgono dal 5,35% all’ 8,98% e le ipotesi di investimenti per sostituzioni aumentano dall’ 8,68% al 26,76%. Di conseguenza coloro che non hanno programmato investimenti scendono dal 36,50% al 30,15%.

“La tenuta delle imprese artigiane, almeno in termini di previsioni – commenta Giorgio Felici presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – è moderatamente soddisfacente. Tuttavia la diffusione del Coronavirus espone l’economia mondiale e quella italiana ad un crescente rischio di rallentamento. Infatti la Cina è il terzo mercato extra UE per l’Italia. L’export verso la Cina nei settori di micro e piccola impresa (alimentare, moda, prodotti in metallo, legno e mobili, gioielleria e occhialeria) è pari al 29,8% del totale, per un valore di 3.875 milioni di euro, di cui circa 380 milioni per il Piemonte. Più in generale occorrerà capire quanto l’evoluzione della vicenda coronavirus, della definizione della Brexit e dei dazi USA incideranno sull’economia”.

Sempre in ambito artigiano, il presidente di Cna Piemonte Fabrizio Actis e il segretario Filippo Provenzano hanno incontrato ieri il presidente della Giunta regionale Alberto Cirio e l’assessore alle attività produttive Andrea Tronzano. “Abbiamo raccolto una situazione di forte incertezza che investe le nostre attività artigiane dei servizi alla persona e gli esercizi commerciali. In questo senso è stata chiesta una specifica circolare esplicativa regionale relativa all’ordinanza emanata ieri che consenta di dare indicazioni chiare e omogenee per tutto il territorio regionale”.

Cirio ha detto che a breve verrà pubblicata una specifica circolare che fornirà dettagli precisi per l'ordinario svolgimento delle attività artigianali e commerciali, come analoghi provvedimenti sono già stati emessi in altre Regioni del nord. "La CNA Piemonte ha intrapreso un percorso di monitoraggio sulle ripercussioni economiche e produttive nei differenti settori delle micro e piccole imprese piemontesi dovute alla gestione dell'emergenza Coronavirus e ne darà comunicazione costantemente nei prossimi giorni".

E le preoccupazioni riguardano anche le industrie di altri settori e dimensioni: "Le nostre imprese stanno affrontando uno scenario in continua evoluzione che ha già colpito l'economia mondiale e potrebbe rivelarsi drammatico - commenta Fabio Ravanelli, presidente di Confindustria Piemonte -. Ben si comprende quindi l'assoluta necessità delle misure fiscali che sono in arrivo a sostegno delle aziende che operano nelle zone colpite dall'emergenza". "È estremamente importante - aggiunge Ravanelli - che  tutte le componenti sociali, la politica e il mondo produttivo affrontino uniti questo delicato momento. Confindustria sta seguendo con attenzione l'evolversi della situazione, che ha già portato alla sospensione di appuntamenti di assoluta importanza quali il MIDO, il più grande evento internazionale dedicato al settore mondiale dell'ottica, in programma a fine mese, o il Connext, l'incontro nazionale di partenariato industriale di Confindustria atteso per questa settimana".

Intanto l'Unione Industriale di Torino ha istituito un Tavolo Speciale per fronteggiare l’emergenza del Coronavirus, in ragione dell’aumento dei contagi sul nostro territorio e in quelli limitrofi, per fornire un supporto concreto alle imprese ed evitare, al contempo, la diffusione di un controproducente panico collettivo assolutamente non giustificato.

È stata predisposta una comunicazione coordinata nei confronti delle aziende, che contiene indicazioni organizzative per la sicurezza dei dipendenti e rinvii alle fonti ufficiali in costante aggiornamento. "Tra le raccomandazioni proposte, il cercare di favorire, dove possibile - dicono da via Fanti - il lavoro agile, evitare le trasferte, sospendere gli eventi a carattere pubblico, e rafforzare, laddove si valuti opportuno, i filtri d’ingresso in azienda".

I taxisti torinesi, specialmente coloro che aderiscono alla sigla sindacale Usb, in relazione all’emergenza sanitaria legata al covid-19, sottolineano i rischi che corrono, per l'evidente esposizione derivante dalla condizione lavorativa che quotidianamente la categoria vive nello svolgimento di un Servizio Pubblico. Per questo motivo, i taxisti chiedono "che vengano predisposti e valutati tutti quei dispositivi atti ad un’opportuna riduzione del rischio nello svolgimento del nostro lavoro. Tale azione è altresì urgente, oltre che per tutelare la salvaguardia dei lavoratori e delle loro famiglie, anche per evitare comportamenti inadeguati che potrebbero male interpretare la situazione e una fase così delicata".

E poi ci sono i grandi eventi: è il caso di Expocasa, che da programma sarebbe dovuta iniziare il 29 febbraio e proseguire fino all'8 marzo all'Oval del Lingotto, ma che ora si ritrova nell'incertezza, visto che il 29 è proprio l'ultimo giorno compreso nelle direttive ufficiali che impongono lo stop ai grandi eventi. In queste ore si sta maturando la decisione ufficiale, ma quel che appare certo è che si vada quantomeno verso il rinvio dell'inaugurazione.

"In seguito all’ordinanza emanata dalla Regione Piemonte d’intesa con il Ministero della Salute che prevede il blocco di ogni manifestazione fino a sabato 29 febbraio - recita una nota degli organizzatori affidata anche ai social -, il calendario di EXPOCASA 2020 subirà variazioni. Ci adeguiamo all’ordinanza con profondo senso civico, lavorando per trovare la migliore soluzione in accordo con le Istituzioni".

Massimiliano Sciullo

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