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Sanità | 27 febbraio 2020, 11:15

Cuneo, nuovo ospedale unico: "Collocarlo nell'area del Carle unica possibilità di rendere servizio all'intera provincia"

Riceviamo e pubblichiamo la nota ufficiale del Partito Democratico Cuneo

L'ospedale di Cuneo

L'ospedale di Cuneo

Da ormai cinque anni la sanità piemontese è stata riorganizzata assegnando a sei ospedali in tutta la regione la qualifica di HUB, strutture al vertice come qualità del servizio, attrezzature, competenze e capacità di pronto intervento. Si tratta di sei aziende ospedaliere destinate a presidiare l’intero territorio, tre a Torino (dove risiede circa il 50% della popolazione), una a Novara, una ad Alessandria e, per l’intero quadrante Sud-Ovest del Piemonte, il nostro ospedale “Santa Croce e Carle”.  Da diverso tempo si discute su dove andrebbe edificata la nuova sede del “Santa Croce”, che ha ormai settant’anni di vita, non è adeguato alla normativa antisismica e non più al passo con l’evoluzione della medicina moderna.

 

Il PD cuneese ha già espresso la sua posizione in merito alla localizzazione del nuovo ospedale all’interno dei tavoli che la maggioranza ha più volte allestito per discutere di questo tema. La decisione non è in capo solamente al Comune di Cuneo, ma vede coinvolte la Regione e - ovviamente - l’Azienda Ospedaliera stessa. Ora, dopo l’analisi di diverse ipotesi, la scelta rimane tra la demolizione e successiva riedificazione sul sito attuale, in alternativa alla ristrutturazione ed ampliamento della sede di Confreria (Ospedale “Carle”). L’amministrazione Comunale, come concordato in Commissione speciale, sta per affidare l’aggiornamento dello studio di fattibilità realizzato dieci anni fa dall’Az.Ospedaliera ed in base ai risultati che emergeranno verrà effettuata la scelta.

In attesa degli esiti di questo percorso tecnico e con l’ovvia piena disponibilità a riconsiderare le proprie convinzioni alla luce di eventuali dati incontrovertibili, il PD intende però riportare il confronto all’interno degli strumenti che la città si è data nel recente passato per programmare in modo sostenibile il suo futuro, le linee del suo sviluppo, l’idea stessa di città.

Nel Piano Regolatore in vigore e nei documenti del Piano Strategico Cuneo 2020 l’indicazione è chiarissima e vede nell’area dell’ospedale Carle il sito individuato per dare espansione alle infrastrutture sanitarie della città. La realizzazione dell’est-ovest ed il previsto completamento dell’anello di circonvallazione, dal casello autostradale alla zona di Confreria, sono altri tasselli che si incastrano perfettamente in questa visione.

L’ospedale di Cuneo, uno dei sei Hub regionali, è struttura a servizio di una comunità più grande, polo sanitario di livello eccezionale dell’intera provincia, in particolar modo di tutto il territorio circostante e delle vallate, ma con accessi da tutta la regione ed anche dalla Liguria di ponente. La collocazione nell’area del Carle della nuova struttura è la sola funzionale a questa realtà, facilita l’accesso al servizio non solo di tutti gli abitanti del bacino territoriale di riferimento, ma anche di quelli che risiedono nelle frazioni del capoluogo, che rappresentano il 50% della popolazione cittadina. 

La distanza del Carle dall’altipiano, infine, non è già più considerata un problema da tempo, con gli utenti che vi si recano regolarmente essendo lá ubicati diversi reparti importanti e servizi ambulatoriali essenziali alla cittadinanza. Sicuramente saranno da potenziare i trasporti pubblici di collegamento, valorizzando anche l’effettiva vicinanza della stazione ferroviaria che potrà permettere, con pochi minuti di bus urbano, di poter raggiungere la nuova struttura.

Ma il tema forse più affascinante, del quale questa volta sì tocca alla città farsene carico, sarà immaginare a quale nuovo utilizzo destinare l’area attualmente occupata dal Santa Croce. Qualora non si rendesse necessario, o più opportuno, radere al suolo i fabbricati attuali (tutti o in parte), una volta completamente svuotati e sgomberati essi potrebbero più facilmente essere messi a norma dal punto di vista strutturale e antisismico, per poi essere riutilizzati ad esempio per:

⁃ ospitare i molti servizi sanitari attualmente allocati in diverse strutture sparse sull’altipiano,

⁃ trasformarsi in polo scolastico innovativo per i diversi istituti scolastici di II grado oggi in sofferenza, molti costretti ad avvalersi di succursali spesso inadatte, o ospitati in strutture del centro storico ormai non più adeguate.

Si tratta di due prime concrete suggestioni, ma sarà il dibattito che deve nascere e coinvolgere la cittadinanza, in tutte le sue articolazioni, a far lievitare la capacità di immaginare anche per quel quadrante, così come lo è stato per il Centro Storico, nuove idee e nuove proposte. Ogni volta che Cuneo ha avuto il coraggio di cambiare, innovando ed investendo sul futuro (riqualificazione di corso Dante, via Roma pedonale, attraversamento est-ovest, parco fluviale,..) ha vinto le sue scommesse.

Molte altre ottime ragioni, già esposte da diversi e competenti soggetti in campo sanitario, come:

⁃ possibilità di costruire il nuovo polo ospedaliero senza interrompere il servizio e trasferire i degenti,

⁃ spazi adeguati a disposizione per edificare un ospedale al passo con l’innovazione in campo sanitario,

⁃ presenza dell’eliporto con pronto soccorso di alto livello, ⁃ mantenimento ed implementazione della qualità del servizio sanitario, attualmente garantito dalla qualifica di Hub sanitario regionale, giustificano ancor più una scelta che permetterà a Cuneo di mantenere in città uno dei migliori ospedali del nord Italia, all’interno di un ragionamento che un capoluogo deve saper fare, guardando alle esigenze di TUTTO il “suo” territorio.

redazione

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