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Scuole e corsi | 10 marzo 2020, 09:01

La maturità (per la terza volta) al tempo del Coronavirus: "I giudici non hanno bocciato i professori"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato realizzato da FLC CGIL Cuneo, CISL scuola Cuneo, SNALS Cuneo e Gilda Cuneo

Foto generica

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Un gruppo di docenti della provincia di Cuneo, si stringe accanto ai colleghi, prendendo fortemente le distanze da quanto letto sui quotidiani nazionali e locali riguardo al caso della studentessa di Mondovì, bocciata per ben due volte all’esame di Stato. Ora per l’alunna il Consiglio di Stato ha disposto la ripetizione dell’orale, una terza volta, ai tempi del Coronavirus. Sì, perché molti si chiedono, viste le misure di contenimento adottate dal DPCM 8 Marzo 2020, se sia davvero il caso di svolgere l’esame e in caso di conferma della sessione, quali misure di sicurezza saranno disposte dal preside del liceo monregalese. Occorre puntualizzare i fatti, dicono i colleghi, fatti sui quali si esprimono anche i Segretari Generali Flc Cgil Doriano Ficara, Cisl Scuola Claudia Zanella, Uil Scuola Pasquale Laise, Snals Renato Ferracini e Gilda Antonio Antonazzo, interessati alla vicenda dai docenti iscritti alle relative sigle sindacali. E’ da evidenziare affermano questi ultimi, come la nostra attenzione sia unicamente rivolta alla tutela e alla salvaguardia della figura professionale dei docenti cosiddetti “bocciati”, affermazione che, spiegano, oltre che offensiva, va a scalfire e a minare l’autorevolezza di un ruolo fondamentale a livello sociale come quello del docente, figura già di per sé poco valorizzata dagli scarsi investimenti che da anni caratterizzano il mondo della scuola. La vicenda merita di essere analizzata e conosciuta dal punto di vista corretto. La studentessa non aveva conseguito la sufficienza in nessuna delle tre prove scritte, prove che non sono mai state annullate dai giudici. Il TAR, nell’Ordinanza del 13 settembre 2019, scriveva: “Le modalità con cui si è svolto il colloquio … e, in particolare, la formulazione di domande da parte dei membri della commissione, non appaiono violare in alcun modo quanto previsto dal D.lgs. 62/2017”. Anche il Consiglio di Stato non ha mai messo in discussione il merito o la modalità del colloquio orale che, come sancito dal TAR, si è svolto secondo le norme previste. Al contrario di quanto affermato la giurisprudenza in realtà ha promosso i professori, ma... il Consiglio di Stato ha rilevato alcune irregolarità formali: nella prima sentenza ha stabilito che una fotocopia di un’immagine proposta alla candidata non era sufficientemente chiara, inoltre, nel verbale dell’orale, la sigla dell’alternanza scuola-lavoro era errata; la seconda sentenza ha eccepito che il Dirigente aveva richiamato in servizio come commissario interno un insegnante che nel frattempo era andato in pensione. Il Consiglio di Stato ha poi disposto “la rinnovazione dell’esame orale con diversa composizione della commissione, in termini coerenti alle censure predette”, ovvero senza la presenza in commissione dell’insegnante suddetto. Da attenzionare la dichiarazione del Dirigente del Liceo, che avrebbe dichiarato a un giornale locale il 21 febbraio che “la differente composizione della Commissione discende da una precisa scelta dell’Ufficio Scolastico Territoriale finalizzata a migliorare il clima venutosi a creare a seguito di ripetuti interventi mediatici”. L’ordinanza del Consiglio di Stato, documento pubblico, facilmente reperibile on line, imponeva la sostituzione di un solo commissario. Le OO.SS. hanno preso in esame in particolare le dichiarazioni dell’avvocato della ragazza, che, a vicenda non ancora conclusa, in una pubblicazione dello stesso 21 febbraio ha prospettato una causa contro i commissari “per valutare il risarcimento dei danni”. Come non sospettare un condizionamento nei confronti dei nuovi commissari? Del resto, prima del secondo orale, il Dirigente del Liceo aveva ritenuto opportuno convocare i membri della Commissione alla presenza dell’avvocato della studentessa “per prevenire ulteriori contenziosi”. La questione apre un ampio dibattito sul tema della valutazione, sul libero esercizio della professione, sul ruolo di docente in generale; valutare un candidato non dovrebbe essere certo frutto di possibili ammende!

comunicato stampa

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