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Curiosità | 23 marzo 2020, 18:15

La pandemia del virus contro la pandemia della preghiera. Oltre alla Madonna dei Fiori, Bra si affida al Santo Cottolengo

Dalle Clarisse alle suore Cottolenghine fino al Papa che invita alla preghiera venerdì 27 marzo in diretta streaming, benedizione Urbi et Orbi e possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria

La pandemia del virus contro la pandemia della preghiera. Oltre alla Madonna dei Fiori, Bra si affida al Santo Cottolengo

La pandemia del virus contro la pandemia della preghiera. Oltre alla Madonna dei Fiori, Bra si affida al suo cittadino più illustre, San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Non si può uscire di casa, ma chi abita vicino all’Istituto della Divina Provvidenza in via Fratelli Carando, ha voluto condividere una fotografia davvero significativa. La statua del Cottolengo che si staglia nel giardino, circondata da un’esplosione di fiori.

Da qui parte un bellissimo segnale di speranza e di coraggio. Lo conosceva bene San Giuseppe Benedetto, diventato una carezza vivente del Padre per tutte le persone sofferenti nel corpo e nell’anima. La sua Piccola Casa, come una goccia, è diventata un grande fiume di carità, che ha irrigato tanti cuori deserti e ha creato oasi di vita in tutto il mondo.Una storia di carità e servizio agli ultimi, che continua, oggi come allora, attraverso le suore Cottolenghine, ferventi nell’opera di assistenza e nella preghiera, a formare un centro di spiritualità permanente insieme alle Sorelle Clarisse. Proprio dal Monastero di Santa Chiara, in viale Madonna dei Fiori, si alzano ogni giorno canti e lodi al Signore che si riverberano su tutta la città come il profumo di una fioritura permanente, nascosta agli occhi, ma non al cuore e unisce tutti nell’amore universale.“ Restiamo uniti” è anche l’appello di Papa Francesco, che ha chiesto ad unirsi a lui venerdì 27 marzo, alle ore 18, per una preghiera globale straordinaria sul sagrato della basilica di San Pietro, ma con la piazza totalmente vuota: “ In questi giorni di prova, mentre l’umanità trema per la minaccia della pandemia, vorrei proporre a tutti i cristiani di unire le loro voci verso il Cielo”.

Mai accaduto prima un evento di questo genere. Il Pontefice, dopo l'Angelus di domenica 22 marzo, recitato a porte chiuse e trasmesso in streaming, ha spiegato che si ascolterà la Parola di Dio, poi eleverà la supplica e al termine impartirà la benedizione Urbi et Orbi attraverso i mezzi di comunicazione, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria. “ Alla pandemia del virus vogliamo rispondere con l’universalità della preghiera, della compassione, della tenerezza. Facciamo sentire la nostra vicinanza alle persone più sole e più provate. Vicinanza a medici agli operatori sanitari, agli infermieri e infermiere, alle autorità che devono prendere misure dure, ma per il bene nostro, la vicinanza ai poliziotti e ai soldati che sulle strade cercano di mantenere l'ordine per il bene di tutti noi”. A tutti coloro che si uniranno spiritualmente a questo momento di preghiera tramite i media sarà concessa l’indulgenza plenaria secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2020/03/20/0170/00378.html.

Il secondo appuntamento di preghiera annunciato da Francesco è per il prossimo 25 marzo a mezzogiorno. L'invito straordinario di pregare il “Padre Nostro” è esteso a tutti i Capi delle Chiese e i leader di tutte le Comunità cristiane, insieme a tutti i cristiani delle varie confessioni. “ Nel giorno in cui molti cristiani ricordano l’annuncio alla Vergine Maria dell’Incarnazione del Verbo, possa il Signore ascoltare la preghiera unanime di tutti i suoi discepoli che si preparano a celebrare la vittoria di Cristo Risorto”.Sulla possibilità della Confessione individuale Papa Francesco aveva fatto riferimento nella Messa mattutina a Santa Marta di venerdì 20 marzo: “ È molto chiaro: se tu non trovi un sacerdote per confessarti - ha spiegato il Pontefice - parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità: ‘Signore ho combinato questo, questo, questo… Scusami’, e chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’Atto di Dolore e promettigli: ‘Dopo mi confesserò, ma perdonami adesso’. E subito, tornerai alla grazia di Dio. Tu stesso puoi avvicinarti, come ci insegna il Catechismo, al perdono di Dio senza avere alla mano un sacerdote. Pensate voi: è il momento! E questo è il momento giusto, il momento opportuno. Un Atto di Dolore ben fatto, e così la nostra anima diventerà bianca come la neve”.

Silvia Gullino

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