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Attualità | 25 marzo 2020, 10:07

"Uno terro, uno lengo, un pople": torna il concorso letterario provenzale e francoprovenzale organizzato dal Centro Coumboscuro

Nelle sezioni poesia, prosa, musica e parole, film, arti figurative e "Basto lou click". Il bando scade il 15 giugno 2020

"Uno terro, uno lengo, un pople": torna il concorso letterario provenzale e francoprovenzale organizzato dal Centro Coumboscuro


Dopo la scorsa edizione dedicata alla Regina Giovannna d'Angiò, mito assoluto tra Piemonte e Provenza, ritorna nella sua formula consueta il premio "Uno terro, uno lengo, un pople" con le sezioni liriche, musicali e video, dedicati alla “Lingua madre” provenzale e francoprovenzale. A seguito dell'indagine pubblicata sul numero scorso 570 di Coumboscuro, che ha indicato quanto la lingua rischi di scomparire nell'uso delle giovanissime generazioni, Uno terro, uno lengo, uno pople 2020 si aggrappa al pensiero di Sergio Arneodo per promuovere la lingua nelle scuole chiedendo conforto alla sensibilità del grande poeta Umberto Saba.

UNO LENGO DEVEN LENGO DAL MOUMENT QUE TOUCHO LA LITERTURO

UNA LINGUA RAGGIUNGE EPRESSIONE UNIVERSALE QUANDO SI ELEVA A LETTERATURA

Il pensiero di Sergio Arneodo lancia un messaggio di fondamentale importanza: parlare nelle varie forme di “Patuà” provenzale delle valli, garantisce l’uso della lingua nelle comunità. La scrittura la salvaguardia “per sempre”. Per questo motivo il Premio TLP 2020, chiede ai ragazzi delle scuole di creare in lingua locale attraverso l’ispirazione universale trasmessa da Umberto Saba (vedi sotto ”speciale poesia ragazzi”)


BANDO TLP 2020

  • Tema: libero

  • Non è richiesta tassa di iscrizione

  • Non ci sono limiti di età

  • Scuole o gruppi possono presentare

  • elaborati d’insieme

  • Autori di ogni nazionalità

  • Sono ammessi più elaborati per autore

  • È accettata ogni tipo di variante “a nosto modo” provenzale e francoprovenzale con traduzione in italiano o francese.

  • È ammessa ogni tipo di grafia, capace di trascrivere con chiarezza ed efficacia le peculiarità di ogni variante locale

  • Inviare le composizioni letterarie sotto forma cartacea o documento elettronico

  • Per le sezioni “musica e parole” e “video” inviare le opere su supporti: file, MP3, CD, DVD, VHS, formati professionali


SEZIONI

lingua provenzale + franco provenzale

• POESIA

> liriche originali a schema libero

• PROSA

> narrativa , creazione personale, leggende, testimonianze...

• MUSICA E PAROLE

> canzone

> testo + musica di sottofondo,

> testo su tema musicale già esistente

• FILM

> testimonianze, documentari, finction

• ARTI FIGURATIVE

> disegno, pittura, scultura...

• BASTO LOU CLIK!

> per smartphone • Iphone • tablet


CATEGORIE

• “fiét” / giovani sino ai 15 anni

• “grand” / adulti oltre i 15 anni


SCADENZA

15 giugno 2020 (fa fede il timbro postale)

> plico raccomandato a Coumboscuro Centre Prouvençal - S Lucio, 12020 Monterosso G. - Cn

> via posta elettronica: info@coumboscuro.org

Le opere non saranno restituite e gli autori ne autorizzano la pubblicazione e l’utilizzo.



SEZIONE SCOLASTICA SPECIALE

POESIA RAGAZZI


- Per i ragazzi motivati da sentimenti personali, una poesia inedita

- Per i ragazzi che sono stati affascinati dalla “Favoletta”, lo sforzo di far propria questo componimento e rielaborarlo in lingua locale: una ricerca nella propria sensibilità, un omaggio alla lingua del cuore, per farla vivere “per sempre”.


Questo omaggio alla “Lingua madre” da parte delle nuove generazioni, rappresenta l’opportunità per testimoniare l’evoluzione e la vivacità del provenzale alpino colta dalle nuove generazioni.

Il metodo di far interpretare nelle varie parlate locali lo stesso testo è diffuso internazionalmente per effettuare inchieste linguistiche ed ha prodotto fondamentali studi riguardo le varietà espressive dei popoli del mondo.

Ha avuto infatti una eco inaspettato ed ha vivacizzato un dibattito di sostanza l'inchiesta, apparsa sul numero di "Coumboscuro" n. 570 (in concomitanza con i 20 anni della legge 482/99 di tutela delle lingue di minoranza). La richiesta ha indicato lo scarsissimo numero di ragazzi che ancora parla naturalmente il provenzale alpino in Italia.

La ricerca condotta in collaborazione dei maestri delle scuole primarie (elementari) e alcuni dell'infanzia, ha chiesto ai ragazzi dai 3 ai 10 anni: "Chi di voi parla a nosto modo, chi conosce il patuà"? Su un territorio di ben 10 valli delle provincie di Cuneo e Torino (dalla valle Vermengna alla Susa) hanno risposto "si" 70 ragazzi. La percentuale rasenta lo 0,0 %. Dato indicativo, ma drammatico.

Risultato che fa riflettere in concomitanza con i vent'anni della legge 482 (dicembre 1999) a tutela delle minoranze linguistiche storiche in Italia. Una scadenza che richiedeva una riflessione su una legge a difesa delle lingue minori giunta in ritardo e che oggi si rivela carente nel focus della sua missione: "tutelare" e quindi, diciamo noi" far progredire le piccole lingue.

Ci si rende conto - in pieno "corona virus" e a 100 anni dalla "spagnola" a cui le Alpi avevano trovato la forza di risollevarsi - che la scomparsa delle "piccole lingue di territorio" non ha volto e confronto: la mancanza di un tessuto sociale attore del proprio futuro, consegna le piccole comunità ancestrali in balìa a modelli esterni (culturali e sociali) che assorbono ogni accento ed espressione "diversa" e che soffocano per "sfinimento" le piccole civiltà, la maggior parte oggi in agonia.

Pare chiaro che le ultime generazioni hanno mancato il rendez-vous con la storia, con il proprio destino, ponendo le basi dello sgretolarsi di un futuro di valori, d'accenti forti di genialità compositiva e "controversa".

Il dibattito ha coinvolto molte persone e motivato riflessioni profonde , perché, le lingue locali sono specchio di civiltà e espressione vitale dei un comunità


comunicato stampa

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