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Economia | 25 marzo 2020, 16:30

Anche gli aiuti umanitari di Russia e Cina terreno di scontro. Una vita vale più della politica?

Abbiamo chiesto al giornalista Cristiano Puglisi, blogger e opinionista per IlGiornale.it e collaboratore di Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici, una sua opinione al riguardo.

Anche gli aiuti umanitari di Russia e Cina terreno di scontro. Una vita vale più della politica?

Gli attriti a livello europeo per gli aiuti da Cina e Russia all’Italia si stanno facendo sempre più acuti. Alcuni membri Ue avrebbero addirittura negato i corridoi umanitari preferenziali per il trasporto da Mosca di medici e dispositivi sanitari. Alcuni media sostengono che dietro al loro aiuto vi siano intenti propagandistici. Abbiamo chiesto al giornalista Cristiano Puglisi, blogger e opinionista per IlGiornale.it e collaboratore di Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici, una sua opinione al riguardo.

Partiamo dal principio, secondo la sua esperienza non si ha la sensazione che l’Italia sia rimasta fondamentale da sola sin dall’inizio di questa crisi?

Sì assolutamente, è stata isolata. Quello che impressiona, più che altro, è che a farlo siano stati quei Paesi che dovrebbero essere i suoi alleati tradizionali. Si pensi alla Germania e alla Francia in primo luogo, visto che sono i principali partner europei, e poi anche gli Stati Uniti. Ma poi non può neppure sfuggire l’approccio molto tiepido della BCE: ricordiamo ancora tutti l’infelice uscita di Christine Lagarde: una gaffe – per chiamarla così – che ha causato un innalzamento dello spread per il nostro Paese e un crollo della Borsa devastante. L’Unione Europea in un primo momento ha dato la sensazione di lavarsi le mani della profonda crisi sanitaria e conseguentemente economica che stava vivendo l’Italia, solo quando la pandemia ha iniziato a colpire gli altri Stati membri allora ha iniziato a dare qualche timido segnale di risveglio. In questo contesto non può che stupire che i primi a fornire aiuti concreti all’Italia siano stati Paesi come la Cina, la Federazione Russa e addirittura Cuba, piuttosto che i tradizionali partner occidentali. Alcuni come la Russia e la Cina hanno visto subito pure opere di boicottaggio da alcuni membri dell’UE, nello specifico Polonia, Germania e Repubblica Ceca: parliamo di una situazione surreale vista la crisi che stiamo vivendo”.

Questo isolamento ha delle conseguenze politiche?

Sicuramente potrà e dovrà produrre delle serie riflessioni. L’Italia oggi, nel momento del bisogno, si è trovata a relazionarsi con interlocutori alternativi ai suoi immediati partner. Questo dovrebbe portare, finita l’emergenza, la nostra classe dirigente a interrogarsi sui suoi rapporti con i vari attori internazionali”.

Negli ultimi giorni si è scatenato un forte attacco nei confronti di Cina e Russia dicendo che abbiano aiutato l’Italia per farsi propaganda. Quasi che la politica venga prima della solidarietà e del salvare vite umane. Come legge questo tipo di informazione?

Sono posizioni prive di fondamento. La Cina ha, tra le altre cose, ricambiato gli aiuti che il nostro terzo settore aveva attivato quando loro erano nella fase di picco del contagio. Penso, per menzionare un caso specifico, agli istituti per l'infanzia, sostenuti con il reperimento di mascherine e materiale sanitario da realtà anche italiane. La Russia è stata invece la prima nazione che ha risposto alla richiesta di aiuto che il premier Giuseppe Conte ha allargato a tutti i principali Paesi del mondo. Si tratta della solita propaganda, o peggio demonizzazione, ad opera del mainstream che si attiva quando le cose non vanno secondo il copione che piace a certi centri di potere, che individuano nei due Paesi eurasiatici il nemico da combattere. Spiace ammetterlo ma quando si tratta di analizzare le azioni di Cina e Russia siamo di fronte a un sistema giornalistico purtroppo non equidistante”.

Si è anche espresso il dubbio che la Russia potesse ricattare l’Italia per ottenere da lei uno stop alle sanzioni che sta subendo.

È logico e naturale attendersi che una classe politica degna di questo nome tenga conto di chi ha immediatamente risposto al suo appello e di chi, invece, ha tergiversato. Sappiamo però che l’Italia non è un Paese realmente sovrano, visto che è sottoposto alle direttive della NATO e dell’UE e quindi questo apre necessariamente la porta a dei dubbi. Ma a Mosca non sono certo degli sprovveduti e sanno bene che l’Italia non ha alcun potere decisorio. Quindi anche in questo caso attribuire all’aiuto umanitario della Federazione Russa un significato politico è una forzatura enorme”.

E’ normale che l’UE possa avere degli Stati che apertamente boicottino l’arrivo degli aiuti da parte della Russia? Si pensi alla Polonia, alla Repubblica Ceca, alla Lituania che hanno portato ad allungare di migliaia di chilometri la rotta dei velivoli che dovevano portare gli aiuti all’Italia?

Gli stati dell'Est, dal Baltico all'Adriatico, sono sempre stati utilizzati, anche in virtù di motivazioni storiche, dal sistema di potere atlantico come cuscinetto tra Germania e Russia, per evitare una saldatura tra questi due grandi Paesi. Questa azione risponde ancora a quest’ottica. L’azione però della Polonia è grave perché dimostra anche come ogni singolo membro UE agisca autonomamente, senza pensare al danno arrecato, in questo caso, a un partner come l'Italia. A crisi sanitaria superata credo che una riflessione sullo stato dell'Unione non sarà più rinviabile”.

Puglisi come valuta la mancanza di una risposta unitaria da parte dell’Oms? Non le pare surreale la corsa di ogni singolo Stato a cercare un vaccino invece che realizzare un programma condiviso, capace di coinvolgere tutte i Paesi più sviluppati e i loro scienziati, per trovare una cura o appunto un vaccino stesso?

L’Oms ha le sue responsabilità visto che ha ritardato prima la dichiarazione dello stato di emergenza e poi di pandemia. All’inizio tutti hanno sottovalutato il problema, forse anche per valutazioni di carattere economico e finanziario, anche la politica italiana trasversalmente lo ha fatto. Quello che colpisce è che non ci sia una volontà sovranazionale a collaborare tutti insieme, Occidente e Oriente, per affrontare l’emergenza sanitaria. Ancora una volta prima della salute arrivano gli interessi geopolitici ed economici”.

Si è fatto una idea della ragione per la quale Donald Trump non sia andato oltre ad un tweet per l’Italia e poi a supportare solo dopo l’azione di Cina e Russia i trasporti di qualche genere di emergenza però procurati da associazioni del terzo settore statunitense?

Questo credo vada di pari passo con l’approccio del presidente degli Stati Uniti sulla pandemia. La sta affrontando ma non vuole fermare il motore economico del Paese per troppo tempo, quindi è settato prima sui problemi interni che non su quelli esteri. Secondariamente questo è il frutto ulteriore di una crescente, sebbene ancora ridotta, frattura tra le due sponde dell'Atlantico. Washington guarda negativamente alla Germania per via del gasdotto Northstream 2, all’Italia per la firma del Memorandum sulla Nuova Via della Seta cinese e alla Francia per i progetti di Macron relativi alla costituzione di un esercito europeo. Questo allontanamento si fa sentire in queste situazioni, i rapporti sono tesi e si vede”.

r.g.

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