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Sanità | 25 marzo 2020, 18:03

Mascherine, il Piemonte fa da sé: “Il materiale prodotto e donato verrà certificato da Università e Politecnico”

La Regione riuscirà a prodursi e certificarsi da sola i dispositivi di protezione individuale, ormai sempre più irreperibili nel mercato: coinvolta anche l’Università del Piemonte Orientale

Mascherine, il Piemonte fa da sé: “Il materiale prodotto e donato verrà certificato da Università e Politecnico”

Il Piemonte fa da sé e preme il piede sull’acceleratore per la produzione e certificazione delle mascherine più che mai fondamentali durante l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus. In un momento in cui acquistare e reperire dispositivi di protezione individuale è diventato ogni giorno più complicato, la Regione Piemonte scende in campo per garantirsi una sorta di autonomia.

In sostanza, viste le lungaggini burocratiche per certificare le mascherine auto prodotte e donate dall’estero, l’Università di Torino, il Politecnico e l’Università del Piemonte Orientale metteranno a disposizione tecnologie, laboratori e competenze per autocertificare il materiale. L’autocertificazione infatti è l’ultimo ma fondamentale step che permette poi a mascherine chirurgiche, mascherine FPP2, FFFP3 e camici di essere donati ai medici e agli infermieri in trincea.

La lotta per avere il materiale acquistato centralmente da Roma è continua, un braccio di ferro quotidiano. “Nel mondo vi è un’attività spasmodica per reperire strumentazioni e protezioni individuali. Abbiamo avviato la produzione con le nostre fabbriche, come per esempio con la Miroglio, ma il materiale necessita di esser certificato: abbiamo comunicato a Roma che siamo in grado di farlo anche da soli” ha spiegato Alberto Cirio. “Questo accordo, di fatto, ci mette nella posizione di dire che o ci certificano il materiale in tre giorni o ci accetti l’equipollenza grazie al lavoro dell’Università di Torino, Politecnico e Università del Piemonte Orientale” ha poi concluso il presidente della Regione Piemonte, consapevole di esser costretto a lottare contro il tempo per garantire al personale sanitario piemontese più strumentazione possibile.

Guido Saracco, rettore del Politecnico, ha invece raccontato come si è deciso di procedere per attivare il sistema di autocertificazione: “Non avevamo strumentazioni, pertanto abbiamo riattivato laboratori presso le nostre università e reperito tecnologie da altre regioni: per esempio, il test per la filtrazione biologica ci è fornito dall’Università di Bologna”. “E’ stato fatto un lavoro incessante, ma dovevamo fare qualcosa per medici e infermieri che stanno in trincea, quantomeno garantendo loro l’affidabilità dei dispositivi prodotti in Piemonte o donati dall’estero” è l’ammissione di Saracco.

Della stesa opinione i colleghi Stefano Geuna, rettore dell’Università di Torino, e Gian Carlo Avanzi, rettore dell’Università del Piemonte Orientale: “Questa task force è un esempio virtuoso di collaborazione proficua”.

L’accordo soddisfa l’assessore all’Innovazione e alla Ricerca, Matteo Marnati: “abbiamo messo insieme le competenze del Piemonte per ovviare alle non risposte che arrivano da Roma. Questo è uno dei pacchetti del Piemonte fa da sé, ora lavoreremo anche sulla produzione dei reagenti, perché a livello mondiale c’è carenza di risorse”. L’iniziativa, d’altra parte, è ritenuta “fondamentale” anche dall’assessore alla Sanità Luigi Icardi: “C’è stato un rimpallo tra protezione civile e istituto superiore della sanità per la certificazione: se possiamo contare su competenze di università locali, questo accelera la procedura”. 

Il prossimo obiettivo? Estendere l’iter della produzione e della certificazione ai ventilatori: “Reperirli e certificarli oggi è un dramma: apriamo quindi a nuove progettazioni. La priorità in tal senso è assoluta” ha ammesso Icardi, apparso piuttosto seccato per il poco materiale arrivato da Roma, nonostante gli ordini già eseguiti. 

Intanto, nella giornata di oggi sono arrivate direttamente dal Brasile al magazzino di Grugliasco 2 milioni di mascherine chirurgiche: l’ordine è stato eseguito oltre due settimane fa, dopo una serie di contrattempi e problemi, finalmente i dispositivi potranno essere distribuiti negli ospedali del territorio. “Per quanto riguarda le FFP2 o FFP3 è in arrivo un ordine di 350.000 pezzi di FFP2 provenienti dalla Cina” ha spiegato Cirio. Viste le difficoltà, il presidente della Regione Piemonte ha delienato la strada da percorrere. “Le merci sono sempre più preziose e difficili da reperire da quando l’emergenza è diventata mondiale: da qui ci siamo attivati per produrle e certificarle da noi”.

andrea parisotto

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