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Economia | 26 marzo 2020, 10:05

Il sonno del bebè è importante come e quanto quello dei genitori

Durante la nanna l’organismo del neonato svolge tante funzioni importanti quasi quanto in veglia. Per questo è importante curarne la qualità

Il sonno del bebè è importante come e quanto quello dei genitori

Per il neonato dormire è un aspetto essenziale. Si tratta di un momento strategico durante il quale il suo organismo rilascia l’ormone della crescita che gli consente di svilupparsi. Inoltre, in questo momento si sviluppano le sue capacità cognitive, soprattutto quelle mnemoniche che fissano nella memoria gli eventi cui ha assistito durante il giorno.

Un neonato può dormire complessivamente molto nell’arco delle 24 ore, ma per poco tempo di continuo. La ragione si trova nel nostro istinto innato che ha permesso la sopravvivenza della nostra specie fino ai nostri giorni. Per riuscire a riposare adeguatamente, i genitori dovranno cercare di comprendere il meccanismo alla base dei cicli di sonno e veglia del bebè per poter dormire a propria volta.

 

Una lunga storia

I cuccioli della nostra specie si trovano in uno strano territorio di mezzo. Dopo migliaia di anni di evoluzione, la nostra cultura impone per la prima volta una separazione notturna tra genitori e neonati.

Per comprendere il comportamento del bebè dobbiamo fare riferimento a quello dei primati, le specie a noi più prossime nella catena evolutiva. Qui notiamo che l’attaccamento alla madre caratterizza un elemento fondante nella crescita e lo sviluppo degli individui. Come i piccoli scimpanzé anche noi umani nasciamo incompleti. Forse ancora più immaturi rispetto ai primati.

Solo gli esseri umani sono in grado di portare avanti una gravidanza stando su due piedi e non su quattro zampe. La diretta conseguenza del nostro essere bipedi è la trasformazione del bacino che diventa più stretto, restringendo di conseguenza anche il canale del parto. Inoltre la muscolatura che sorregge il feto è diversa rispetto agli altri mammiferi: buona parte del peso grava sui muscoli del perineo e non sugli addominali.

Questi aspetti fisiologici fanno sì che il neonato non si sviluppi del tutto dentro la pancia della mamma perché sarebbe incompatibile con la forma del canale del parto. Ne consegue che alla nascita il bebè è immaturo e non autosufficiente. Deve adottare uno schema comportamentale legato all’istinto e alle istruzioni acquisite durante centinaia di migliaia di anni di evoluzione.

 

Come dormono i neonati

Il sonno del bebè risponde in maniera diretta a questo schema comportamentale che si è strutturato nel tempo e che ha le sue origini nella notte dei tempi. Il cucciolo che ha risvegli più frequenti è quello in grado di lanciare l’allarme, piangendo, se si accorge di essere stato abbandonato.

Anche se non viviamo più nella selva e il rischio di essere divorati da bestie selvagge è molto remoto nelle nostre società, questo il piccolo non lo sa. Di contro il neonato ha una serie di sensori che gli permettono di individuare con sempre maggiore precisione la presenza di un adulto. Man mano che cresce, comprende se si tratta della mamma che è la fonte principale del suo nutrimento e sopravvivenza.

Spesso i piccoli dai sei o sette mesi in poi piangono quando la mamma si allontana dal suo campo visivo. Sono in grado di riconoscerne la fisionomia e comprendere quando manca.

 

Dormire insieme nel lettone

Rispondere al pianto del bebè è una componente che permane come meccanismo di autodifesa nell’adulto. La risposta innata al pianto è anche questa una strategia di sopravvivenza.

Resistere al pianto del bebè senza sentire un irrefrenabile istinto di intervenire è quasi impossibile. Se il piccolo è in difficoltà, l’intervento dell’adulto può determinarne la sopravvivenza, sua e di tutta la specie.

Una buona regola per riuscire a riposare tutti in famiglia è dormire insieme al bebè, compresi i pisolini che il piccolo fa durante il giorno. In questo modo il piccolo si sente rincuorato dalla presenza sicura dell’adulto, buona parte dei micro risvegli notturni rientrano da sé quando il neonato si accerta della presenza dei genitori sentendone l’odore, il respiro e la fisicità in generale.

Chi ha paura di schiacciare il piccolo durante il sonno può provare coi riduttori che creano una barriera tra i corpi. Sul sito piccoloeforte.it è possibile trovarne alcuni molto belli e funzionali. Il vantaggio del riduttore è anche quello di rimpicciolire il lettino, così da continuare a usarlo come prosecuzione del letto dei genitori anche quando il bimbo cresce e non deve più usare la culla.

Man mano che il piccolo cresce riuscirà a staccarsi dalla necessità di contatto diretto con i genitori. Mettere in atto delle strategie di distacco progressivo e lento può aiutare durante questa fase delicata.


Richy Garino

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