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| 26 marzo 2020, 07:15

Emergenza Covid-19, Cia: “L’agricoltura, anche se è crisi, non si ferma”

Settori produttivi in sofferenza, chieste misure urgenti e attivato un portale per spesa a domicilio

Emergenza Covid-19, Cia: “L’agricoltura, anche se è crisi, non si ferma”

Sono numerosi i comparti produttivi agricoli che hanno registrato già una grave flessione dell’economia aziendale a seguito delle misure restrittive imposte per l’emergenza sanitaria in corso. In particolare, Cia Cuneo segnala la crisi evidenziata per il settore degli Agriturismi la cui chiusura è stata imposta, per il settore viticolo a causa della battuta di arresto di bar, enoteche e ristoranti ed esportazione, per il settore di produzione del latte per la mancata richiesta di ristorazione e mense, per il florovivaismo che non ha canali di vendita attivi in un mercato stagionale, per le Aziende che basano parte della loro attività sulla vendita diretta nei mercati agricoli, chiusi a loro volta.

Cia Cuneo è organizzata e a disposizione per le domande di indennizzo dedicate ai coltivatori diretti, IAP e Otd o per le richieste di congedi parentali e bonus dedicati ai lavoratori dipendenti come previsto da Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale la scorsa settimana.

Cia Cuneo è stata ideatrice, su iniziativa del direttore Igor Varrone, degli hashtag agricoli #noinonciarrendiamo e #scegliitaliano che in poche ore sono diventati due slogan nazionali Cia, accomunando tutti i territori di Italia anche attraverso una campagna video di promozione del Paese con le voci degli imprenditori, che restano ottimisti e guardano al futuro. Cia ha anche attivato un portale a livello nazionale per le consegne a domicilio della spesa da parte delle Aziende agricole associate, cresce anche l’inserimento delle aziende cuneesi, consultabile al link https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/

Spiega il direttore Varrone: “Siamo giornalmente impegnati a continuare il dialogo con le Istituzioni a tutti i livelli per portare avanti le esigenze delle Aziende che stanno continuando a lavorare nelle campagne. Siamo vicini alle Aziende, #noinonCIArrendiamo è il nostro slogan e non vogliamo realmente arrenderci per quelle realtà che sono già in piena crisi. Sappiamo che adesso il prezzo del gasolio è basso: la Confederazione si è fatta portavoce con Assessorato e Ministero affinché si possa fare in questo momento l’approvvigionamento annuale del gasolio perché il risparmio oggi nell’acquistarlo si tramuta in soldi che rimangono in tasca agli Agricoltori. Abbiamo anche richiesto da subito per la liquidità delle nostre Aziende il saldo Pac 2019 e le misure Agroambientali, così come l’anticipo PAC al 70% sul 2020 dovrà essere erogato nel minor tempo possibile. Un aiuto per i Coltivatori ad andare avanti in mesi in cui hanno e avranno per lungo tempo difficoltà a piazzare i propri prodotti”. Più critico, sul piano politico, il presidente Cia Cuneo Claudio Conterno: “La gravità del problema che viviamo è di estrema entità, considerando la condizione particolare che coinvolge il Piemonte. La politica dovrebbe svoltare: a livello nazionale è necessario un linguaggio più semplice e comprensibile per capire i decreti emanati e quelli attuativi, difficilmente interpretabili anche dai più qualificati professionisti; suggerisco inoltre ai funzionari incaricati, di scrivere meno politichese, meno cose ma più chiare, cose che prima devono essere attuate e poi diffuse a mezzo stampa; inoltre il fondo previsto dal Cura Italia di 25 miliardi può essere considerato un inizio, ma ben altri numeri dovranno seguire, anche in valutazione delle misure di sostegno stanziate dagli altri Paesi. A livello locale e regionale invece dovrebbe esserci maggiore dinamismo tra tutti i settori, oltre la Sanità che sta lavorando molto e bene: ci sono altri Assessorati che non sono abbastanza veloci e così pronti all'emergenza. Quanto all'Agricoltura, sulla nostra richiesta di anticipo Pac, la Regione dovrebbe permetterci immediatamente di procedere con la presentazione delle domande online, abbiamo i mezzi per farlo. Le deroghe non sono state ancora inviate, non le vediamo in atto. La manodopera nei campi, che non potrà arrivare a causa delle misure di sicurezza imposte, causerà gravi difficoltà in particolare per i vigneti e gli impianti di frutta, che saranno in piena lavorazione tra pochi giorni. Emblematico il caso latte: se dopo un accordo il prezzo scende da 0.39 a 0.26 euro e nei supermercati il prezzo resta uguale, non so se questo accordo possa essere chiamato speculazione o lenta agonia di morte per le aziende agricole, tenendo conto che l’Italia non produce abbastanza latte per il consumo interno, quindi una parte deve essere quotidianamente importata. Non possiamo più aspettare! Questo momento di sospensione di tutte le attività, non può essere inteso dalla politica e dai funzionari come un momento di pausa, ma piuttosto come un momento per riorganizzare i settori. Inoltre, ci piacerebbe vedere il buon esempio da parte dei funzionari e politici nel devolvere parte dei loro premi, emolumenti, indennizzi e vitalizi a favore delle raccolte fondi a sostegno dell'emergenza sanitaria in corso. Le Istituzioni devono prevedere già oggi come poter affrontare le conseguenze che ci saranno sul piano economico e finanziario, prima di assistere ad un tracollo del Paese intero. Da parte nostra stiamo lavorando duramente per il nostro comparto e siamo a completa disposizione di ogni cosa ci sia richiesta: mentre la politica resta incerta, l'agricoltura va avanti senza sosta”.

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