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| venerdì 17 febbraio 2017, 17:45

Mondovì: minacciata di morte dal marito perché ritirasse la denuncia per maltrattamenti

“Mi portò da un avvocato per firmare una dichiarazione con cui ritrattavo le accuse”

Minacciata di morte dal marito perché ritirasse la denuncia per maltrattamenti nei suoi confronti. E' l'accusa mossa da una donna di origine marocchina che questa mattina ha raccontato la sua vicenda davanti al giudice in tribunale. Imputati sono l'ex marito e il fratello di quest'ultimo.

La prima denuncia l'ho fatta nel 2012 davanti alla polizia municipale di Mondovì. Mio marito mi maltrattava da anni. Quando l'ha saputo si è messo a urlare insieme a mio cognato, e con un coltello in mano mi ha minacciata 'se non la ritiri ti uccidiamo'. Ma non ho ceduto nonostante continuasse a picchiarmi per convincermi”.

La donna era tornata dai vigili della municipale nel 2014: “Mio marito mi ha portata da un avvocato per farmi sottoscrivere una dichiarazione dove ritrattavo tutto. Non volevo farlo, ma lui mi ha segregata in casa per tre giorni, ho avuto paura e alla fine ho firmato”.

Aveva provato ad allontanarsi da casa ma alla fine era tornata dal marito e dalla famiglia opprimente e possessiva di lui: “Si era d'accordo di stare soli noi due con nostro figlio, ma mio marito mi ha fatto pena e ho acconsentito di andare di nuovo a vivere con i suoceri”.

La convivenza era durata poco: “Volevo separarmi in Italia, mio marito mi ha convinta ad andare in Marocco. Credevo che volesse ricominciare una nuova vita, ma lui voleva soltanto divorziare. Lì mi sono accorta però che il passaporto di mio figlio era scaduto e rischiavo di non poterlo più riportare in Italia. Sono scappata di nascosto dal mio compagno e son tornata a Mondovì. Ho ritirato la dichiarazione firmata davanti all'avvocato e sono andata di nuovo a denunciare mio marito.” e ha concluso: “Dopo il divorzio ci sentiamo solo più per il bambino”.

Quando è tornata non sapeva dove andare, l'abbiamo ospitata in casa nostra per una settimana”, ha testimoniato una connazionale. “Mi aveva raccontato che il marito la trattava male e la picchiava. Era molto depressa e stressata, la famiglia del marito la opprimeva e lei aveva paura che le portassero via il bambino”.

Altri testi il prossimo 3 aprile.

Monica Bruna

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