CRONACA | venerdì 03 settembre 2010, 15:58
Pappagalli rubati a Vercelli e trovati a Tarantasca. Arrestati gli autori del furto
In crescita in provincia di Cuneo il commercio illegale di animali esotici
Pappagalli coloratissimi, maestosi, tanto che i più grandi possono raggiungere i 90 centimetri di altezza. Una novantina di questi animali, tutti appartenenti a specie tutelate dalla normativa internazionale Cites (Cacatua, Amazzonia, Ara, Cenerini), erano stati rubati tra il 21 e il 22 aprile scorso da un allevamento di Borgo Vercelli. Il valore del furto si aggirava attorno ai 60mila euro. Parte della refurtiva, una trentina di esemplari, sono stati trovati presso un allevamento di Tarantasca, acquistati da un allevatore della zona che, stando a quanto emerso, era completamente all'oscuro della provenienza illecita dell'acquisto. L'uomo, per la 'merce', aveva versato cinque assegni postdatati a scadenza mensile del valore di 3000 euro l'uno.
Assegni che, tranne uno, non sono stati riscossi, grazie all'intervento immediato degli inquirenti che, su segnalazione della Questura di Vercelli, hanno sequestrato gli animali rubati e informato l'allevatore della loro provenienza illecita. L'allevatore, a quel punto, non volendo più pagare per i pappagalli, si è ritrovato a subire pesanti minacce di morte e violenze fisiche da parte delle persone che gli avevano venduto gli animali, rivelatisi poi anche gli autori del furto di aprile.
La sera del 24 agosto, dopo qualche mese di indagine condotta dalla Questura di Cuneo, dalla Questura di Vercelli, dal Comando Provinciale del Corpo forestale cuneese e dal Commissariato di Torre del Grego, proprio nella cittadina campana sono stati tratti in arresto 3 dei quattro autori del furto. Si tratta Di Antonio Russo, Antonio Pallomba e Graziano Panariello, tutti di 43 anni. Un quarto uomo, anche lui di Torre del Grego, è stato però arrestato nel novarese, dove risiedeva: il 36enne Oreste Pugliese, trovato anche in possesso di cocaina e di una scatola di proiettili.
L'operazione 'Portobello' è stata resa nota questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi in Questura. Oltre alla Polizia, ha partecipato all'operazione anche il Corpo Forestale dello Stato, dando supporto soprattutto nell'attività di identificazione degli animali. Durante la conferenza è emersa non solo la pericolosità dei soggetti arrestati, tutti con precedenti penali, ma anche e soprattutto la crescita del commercio illegale di animali esotici in provincia di Cuneo. Come ha spiegato il comandante provinciale del Corpo Forestale ingegner Paolo Salsotto, il commercio illecito di questi animali spesso comporta che essi siano maltrattati e sottoposti a condizioni di vita che ne pregiudicano la salute e la vita stessa.
L'allevatore di Tarantasca, oltre ai pappagalli provenienti da Vercelli, che sono stati restituiti al legittimo proprietario, aveva circa 200 pappagalli di cui si sta ancora cercando di accertare la provenienza. Nel frattempo le indagini continuano per cercare di capire se ci siano altre persone coinvolte nel fruttuoso commercio illegale di questi animali. Ricordiamo che l'acquisto illegale consapevole di un animale protetto comporta un'accusa per reato di ricettazione e sanzioni penali che possono arrivare fino a 5 anni di reclusione.










Barbara Simonelli