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Sanità | 26 aprile 2014, 14:22

Che cos’è la nevralgia trigeminale essenziale o idiopatica?

La nevralgia trigeminale essenziale o idiopatica è un disordine neuropatico del V nervo cranico caratterizzato da intense algie localizzate ad una metà del viso (emivolto)

Che cos’è la nevralgia trigeminale essenziale o idiopatica?

La nevralgia trigeminale essenziale o idiopatica è un disordine neuropatico del V nervo cranico caratterizzato da intense algie localizzate ad una metà del viso (emivolto).

Si colloca come una tra le condizioni più dolorose conosciute. A causa dell’elevato numero di suicidi messi in atto dalle persone affette ed impossibilitate a controllare in alcun modo le crisi dolorose è stata etichettata in passato come “la malattia del suicidio”. Ha una prevalenza nel sesso femminile con un rapporto maschio/femmina di 1,8:1 ed è più frequente oltre i 50 anni con un’età media di circa 60 anni. Ha un’incidenza annua di 4 nuovi casi ogni 100000 abitanti.

La struttura nervosa coinvolta nella malattia è il V nervo cranico, nervo misto deputato all’innervazione sensitiva del volto e motoria dei muscoli masticatori. Tale nervo è detto anche nervo Trigemino per la sua caratteristica di dividersi in tre branche di innervazione: frontale (I o V1), mascellare (II o V2) e mandibolare (III o V3). Ciò significa che alcuni pazienti riferiscono intensi dolori alla fronte o ad un occhio mentre altri lamentano dolori alla guancia, al labbro o al mento in relazione al territorio nervoso interessato.

La nevralgia trigeminale si manifesta caratteristicamente in modo improvviso, in uno o più territori di innervazione delle tre branche trigeminali e, tipicamente, in modo unilaterale. I rari casi di nevralgia bilaterale sono spesso associati alla sclerosi multipla. E’ inoltre noto che il 2% di pazienti affetti da sclerosi multipla svilupperanno una nevralgia trigeminale. Frequentemente il territorio di irradiazione dolorosa è molto esteso per il contemporaneo coinvolgimento più territori di innervazione trigeminale. Percentualmente (Fig. 1) la nevralgia si manifesta in tal modo: solo V1 (4%), solo V2 (17%), solo V3 (15%), V1 e V2 (14%), V2 e V3 (32%), V1 V2 e V3 (17%).

L’insorgenza è caratteristicamente fulminea talvolta spontanea, descritta come una “scarica elettrica”. Meno frequentemente la nevralgia viene riportata come intenso bruciore. Il più delle volte è scatenata da un gesto comune della vita quotidiana, come il bere, il mangiare, il lavarsi il viso o il radersi. Nei casi più gravi è lo stesso atto del parlare ad innescare la nevralgia. Tuttavia è generalmente possibile individuare una “trigger zone”, cioè una zona “grilleto” la cui stimolazione porta all’insorgenza della sintomatologia.

Il tempo di durata del dolore varia da pochi secondi ad alcune ore. Nei periodi intercorrenti tra le crisi il paziente non avverte alcuna sintomatologia. Dopo i primi episodi l’intervallo intercorrente tra un accesso doloroso ed il successivo può essere abbastanza lungo. Purtroppo col passare del tempo si fa via via più breve fino a diventare una drammatica costante che non da tregua al paziente.

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Marco Mannino

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