Attualità - 08 novembre 2006, 11:00

Segni di salvezza a "Le forme del sacro", secondo Garis, Gas, Giordano

I tre artisti presentano il loro percorso di sacralità e arte, fino al 24 novembre in San Sebastiano a Cuneo

È stata inaugurata questa sera nella chiesa di San Sebastiano in Contrada Mondovì a Cuneo la mostra che accompagna il “convegno-concorso Deisign”, come scrivono Doglio e Violino nell’introduzione al catalogo. Esposizione collaterale, dunque, ma di grande rilevanza e spessore culturale: una mostra che presenta l’incontro con il Sacro e con l’Oltre secondo tre artisti cuneesi contemporanei. In omaggio al territorio ed al percorso che hanno affrontato sono stati invitati a partecipare Garis, Gas e Giordano: tra artisti che hanno fatto della ricerca un modo di essere, un “attegiamento etico rigoroso”, seguendo le parole di Baravalle, che traccia uno schizzo dei tre protagonisti.

L’artista è colui che si discosta dalla regola ma non per mero sperimentalismo ribelle, bensì per superamento di una visione, che assurge a nuova completezza: visione che va Oltre, appunto, e proprio questa sproporzione, questo pencolarsi nei meandri del Bello e del Sacro è l’oggetto della mostra di questi giorni.

Una mostra che vuole essere punto di partenza per nuove ricche edizioni, in vista anche del bicentenario della nostra diocesi che si terrà nel 2017. Don Luca Favretto, tra gli organizzatori, auspica infatti un “adeguamento liturgico” in particolare della Cattedrale, e Deisign è certamente un nucleo di partenza fondamentale.

Questa mostra vuole e può essere poi spunto di riflessione anche per la nostra società, in crisi anche e soprattutto nei confronti del sacro, come realtà non solo religiosa, ma di attesa e di speranza. 

M. G.