Domenica scorsa si è corsa la 33/a edizione della "Tre Rifugi", manifestazione €Regina€ delle Corse in Montagna (la prima edizione rilase al lontano 1972). Su di un percorso immutato, articolato interamente su sentieri di montagna, di 21,470 km, comprendente 2 salite ed altrettante discese, per un totale di dislivello positivo di 1650 metri, con punti principali dopo la partenza dal Rifugio Jervis, in alta Val Pellice, il Colle Barant, il Rifugio Barbara nella valle dei Carbonieri, il Colle Manzol (l€asperità più temuta con i suoi 2750 mt. di quota), il rifugio del Granero e l'interminabile pianura finale della conca del Prà.
Il Cai Uget Val Pellice, con la collaborazione della Com. Montana e dei Comuni della vallata ha voluto mantenere l€organizzazione della gara in una valle segnata da eventi luttuosi e rilevanti danni materiali dell€alluvione del giugno scorso. Un segno di rinascita, sia pure dal punto di vista sportivo, di una valle che, con determinazione, vuole riprendere a vivere. Ripristinata, dopo un anno di pausa, la partenza dal Pra: così vuole storia e tradizione della
antesignana delle cosiddette Sky Race, marchio brevettato FSA. Base logistica il Rifugio Jervis in gran spolvero, dotato di terrazza nuova di zecca, ad ospitare la macchina organizzativa, con la consueta collaborazione di Robi Boulard, sapiente gestore da antica data del principe dei rifugi della Val Pellice.
Dopo la classica settimana feriale di tempo splendido si temeva il consueto maltempo da weekend. Il tutto si è risolto con la pioggia della vigilia che ha lasciato spazio ad una giornata serena è fresca che ha accompagnato gli atleti nel duro tracciato di gara. Beneficiari della bella giornata anche i numerosi sportivi che hanno presidiato il percorso nei punti più caratteristici.
Complessivamente hanno partecipato alla gara 67 coppie iscritte e partenti alle quali vanno aggiunti 22 singoli atleti che si sono cimentati con formula individuale ed in linea nella cosiddetta €non competitiva€ che ha aperto la giornata sportiva. Risultato quantitativamente soddisfacente, non è facile portare 156 atleti alla partenza di una gara temuta per le difficoltà tecniche ed in una località logisticamente così difficile da raggiungere. Dal punto di vista qualitativo, presente "sua maestà" Paolo Bert che cerca la settima vittoria consecutiva, con la collaborazione di Davide Bonansea, Claudio Garnier in gran spolvero per le ultime brillanti prestazioni ed il meglio degli atleti locali. Si riaffaccia anche Elio Ruffino, antico faticatore dei monti intenzionato a rinverdire i fasti passati. Assenze rilevati dovute alla concomitanza del Campionato Italiano che ha giustamente attratto i migliori, e tra questi i fratelli Dematteis, che gli organizzatori sperano di portare un giorno a faticare in alta Val Pellice.
Il cielo terso e la temperatura fresca del mattino della €Tre Rifugi€ hanno accompagnato il cammino (corsa) dei 22 €non competitivi€ che alle ore 8 sono partiti, in gruppo a calpestare la salita al Colle Barant rasata a prato inglese dai volontari dell€organizzazione. Tra di loro chi non può più gareggiare (oltre 65 anni) per una discutibile norma federale, chi non è riuscito a trovare il compagno d€avventura per la gara a coppie, chi ha scelto di correre solo/sola e chi vuole €provare€ senza l€assillo agonistico.
Mezz€ora dopo il via alla coppia n° 1 ed a seguire, con i canonici 30 secondi di distacco, le altre 66 coppie di atleti, maschili, femminili oppure miste. Obiettivo la vittoria ma con occhio di riguardo al tempo essendo l€eventuale record, maschile e femminile premiato con copioso riconoscimento economico.
Le coppie femminili (10), partite per prime per antica regola da rivedere in relazione ai riscontri cronometrici registrati, conducono il serpente colorato che penetra i larici del Barant. Dovrebbero essere preda, sempre per gli antichi regolamenti, delle coppie maschili in rapido recupero nelle gare a cronometro ma non è così. Non è così per tutte: Malan Giovanna e Bonnet Daniela (Atletica Valpellice) volano leggere sull€otto volante naturale a dettare il ritmo. Chiudono in 2 ore 53 minuti e spiccioli. Marina Plavan e Ivana Costabel, valligiane del Chisone a difendere i colori del Baudenasca provano a contrastarle e chiudono in bellezza appena sotto le 3 ore di fatica. Orlando e Balbis, cuneesi del PAM Mondovì completano il
podio in 3 ore 19 minuti.
I maschietti (alcuni) procedono spediti sul percorso: la gara è a cronometro e non esistono riferimenti. Ognuno da quello che può e qualcuno di più. Si paga dazio sul Sentiero delle Capre o sul famigerato Colle Manzol: il viso scavato e lo sguardo assente sono il segnale evidente di chi si è chiesto troppo ed osserva, con occhio smarrito, i numerosi escursionisti in attesa del passaggio sul Colle. La gara a coppie è difficile da gestire: occorre ragionare a quattro gambe. Sulle asperità del Manzol negli anni sono nate nuove amicizie ma anche distrutti rapporti fraterni decennali. Mali dell€agonismo esasperato. Ma per i faticatori della montagna tutto ha un senso ed una motivazione: 156 storie quante sono le schiene piegate nel gesto atletico della salita. Emblematico l€epilogo di Claudio Vittone, progettista e direttore di percorso. Ha concluso la sua ennesima Tre Rifugi in preda a terribili crampi.
Il riscontro cronometrico finale determina le gerarchie maschili della 33° edizione della Tre Rifugi: Paolo Bert e Davide Bonansea portano al traguardo in prima posizione i colori della Pod. Valle Infernotto, piccola valle /grandi atleti, in 2 ore 19 minuti, Odino Taziano e Bonetto Fabio difendono egregiamente i colori della Val Pellice occupando la seconda piazza (2 ore 27 e 28). Appena dietro, a 5 secondi dopo 21 km di fatica Marco Beitone e Favat Daniele a completare il podio. Podio sfuggito, per 10 secondi, a Franco Aglì e Garnier Ivan che chiudono in 4° posizione.
Nulla da fare invece per i record, rimasti ampiamente al riparo dagli attacchi delle 67 coppie di coraggiosi. Rinviata quindi l€assegnazione del €tesoretto€ (1000 €) messo a disposizione da parte degli organizzatori. Tempi €modesti€ da indagare: crisi di coppia (non interessano solo i matrimoni), percorso più definito e controllato, qualche problema tecnico aggiuntivo sulle discese danneggiate dagli eventi alluvionali, oppure solo il fato. Al momento Nicco/Calandri (2.05.44 nel lontano 1976) e Priotti/Pesando (record femminile 2.46.47 nel 1984) per non dire di Claudio Galeazzi, recordman individuale con 2.02 14 nel 1991 possono dormire sonni tranquilli.
Alle 14,15, poco dopo l€ultimo arrivo è iniziato il cerimoniale delle premiazioni alla presenza di un folto pubblico di appassionati ad applaudire le 67 coppie tutte presenti, evento raro e quanto mai apprezzato dagli organizzatori di fatiche domenicali. Doveroso un sentito tributo a Franco Gaidou (Frenk), lusernese, stoico frequentatore della Marcia Alpina e dell€Atletica negli anni €80, plurivincitore in rappresentanza prima dello Sci Club Angrogna e poi del 3S Luserna di numerose competizioni. Il Male lo ha sottratto a Moglie e Figli ed a tutti quelli che lo hanno apprezzato come uomo e come sportivo. Premiata, con apposita maglia speciale, la coppia Degiovanni C. €“ Brunofranco D. nel 30° anniversario della loro unica vittoria. Il riscontro cronometrico non fu dei migliori (2.29.03) ma occorre riconoscere la difficoltà insita nel vincere una gara a cronometro con un tempo mediocre. Come dire che vincere andando forte rientra nella normalità di una competizione agonistica.
Presenti le autorità locali gli applausi e le foto ricordo per ognuna delle coppie partecipanti e l€assegnazione del cospicuo monte premi. Alla fine il commiato ed un po€ di malinconia che caratterizza il crepuscolo delle belle giornate. Un mulo da trekking con targa francese, gli storici maiali di €Puluciu€ ed una coppia di asini, uno dei quali di rara e pregiata razza bianca, osservano la colonna degli atleti discendenti, chissà se mai capiranno queste goliardiche e sfiancanti fatiche immani degli essere umani.
Ovvia soddisfazione di Daniele Catalin, Direttore di gara e dei rappresentanti del Cai Uget Val Pellice e delle Istituzioni locali. Il successo ha ripagato degli sforzi non solo economici fatti. Infatti la sentieristica di accesso al Colle Barant è stata ripristinata dai collaboratori dopo i danni della recente alluvione. Il ringraziamento dei partecipanti è stato il premio agli organizzatori e lo stimolo a continuare la tradizione della antesignana delle gare di montagna giunta alla 33° edizione.
Nelle foto alcuni momenti della storica "Tre Rifugi": in alto la coppia Bert Bonansea impegnata sul Colle Manzol, in basso la stessa coppia al traguardo, poi la prima coppia femminile composta da Malan Bonnet al traguardo e infine il podio femminile