E’ Lilly Manassero con il romanzo 'L’urlo nel pozzo', Araba Fenice editrice, la vincitrice della quindicesima edizione del 'Premio Arvangia Reis ëncreuse', consegnato a Sinio domenica 9 maggio nell’ambito della manifestazione 'Carmelina Brovia e le sue sorelle'. Si tratta di un’opera prima che i numerosi soci arvangia che l’hanno segnalata alla Segreteria Organizzativa, e tra questi i 'lettori in prima linea' che collaborano al laboratorio de 'Il libro che cammina', giudicano inquietante. Un libro, quindi, che suscita nel lettore reazioni profonde, a fior di pelle nell’immediatezza, laceranti in profondità. Il precedente illustre al quale gli organizzatori del premio fanno riferimento è l’opera prima di Maria Tarditi, 'Pecore Matte', Edizioni Primalpe di Cuneo, premiata da Oscar Barile e Donato Bosca a Neive Borgonuovo presso l’auditorium San Giuseppe nell’ottobre del 1994. Un’opera prima seguita negli anni successivi da una dozzina di altre pubblicazioni, tutte molto apprezzate dai sempre più numerosi lettori che la stessa Araba Fenice di Boves ha saputo avvicinare alle storie di vita raccontate dalla maestra di Monesiglio, oggi scrittrice tra le più affermate in ambito regionale. Potrebbe succedere la stessa cosa a Lilly Manassero, che uscirà con un secondo libro di narrativa in autunno e sta già lavorando al terzo romanzo.