Eventi - 14 maggio 2010, 17:00

Cherasco: a Palazzo Salmatoris, mostra di Daniele Gay

Si inaugura sabato 15 maggio, a Palazzo Salmatoris, a Cherasco, la rassegna del noto Daniele Gay, artista che ha fatto dell’arte una fonte di vita. Nato a Torre Pellice, dal 1985 è docente di Tecniche dell’Incisione all’Accademia delle Belle Arti di Torino dove, dal 2001, ha tenuto i corsi di Tecniche della Pittura su carta, Disegno, Tecniche e tecnologie del Disegno. La mostra dal titolo 'Memorie tradotte in immagini' evidenzia tutta l’opera di Gay sia come grafico che come acquerellista. I suoi lavori dal taglio prevalentemente figurativo si distinguono per la straordinaria abilità tecnica, la qualità del disegno e il sentimento per un colore che diventa vivo. Ciò è tanto più notevole, quanto più la tecnica da lui prevalentemente adottata (l’acquerello) che non concede facili ripensamenti, ma esige preparazione, sicurezza del gesto ed ovviamente chiarezza riguardo alle intenzioni della resa.

I paesaggi, le composizioni floreali, le nature morte, come tutti i soggetti da lui rappresentati sono animati da un equilibrato ventaglio cromatico che infonde loro la leggerezza del respiro.

Il linguaggio visivo di Daniele Gay è principalmente mirato all’interpretazione evocativa e simbolicamente tonale del paesaggio, traslato in una dimensione di incantata visionarietà, in contemplazione estatica del veduto. L’artista trascrive col segno e il colore l’attimo che fugge così che l’emozione della memoria si trasforma nello spazio – immagine del quadro.

 

Da sottolineare è, quindi la particolarità in cui nascono i suoi lavori, ovvero nel raccoglimento, approfondendo stimoli del tutto mentali, assecondando un gusto sognatore grazie al quale si materializza una raffigurazione spesso fatta di sottintesi, che rinuncia all’avventura espressiva, per accedere a una riscrittura di un reale possibile. L’universo mentale che riporta in armonia e assoluta precisione sulla carta sono la chiave per leggere le incisioni: capolavori che, differenziandosi nettamente dai segni guizzanti di un Bartolini, o umili di un Cino Bozzetti trattengono la gestualità nel rigore compositivo appreso dalla preziosissima lezione dei maestri da lui tanto amati: Mario Calandri e Francesco Franco. Gay opera in un contesto competitivo col mondo, che capta e incanala tramite un segno che rimodella e seleziona all’insegna della pura bellezza, quella particolare bellezza che rappresenta la giusta cifra di questo abile artista che ha saputo intelligentemente condurre la tradizione dei suoi maestri nel contesto del mondo artistico contemporaneo.

 

La mostra sarà visitabile fino al 6 giugno, dal martedì al venerdì con orario 15-19; il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.