Egregio direttore,
La Presidente della Provincia Gianna Gancia, alla guida di un ente dove le uniche cifre in aumento sono purtroppo la spesa corrente e il debito, rilancia in un sintetico intervento il mantra salvifico, che recita: “Serve il federalismo. Serve subito. Mi sento di avanzare questa richiesta con la fermezza che è dovuta per una Provincia come la nostra che ha sempre dato tanto senza ricevere altrettanto”. E aggiunge: “Il Presidente Fini non può chiederci di riconoscerci in questa pseudo-unità nazionale fatta di figli e figliastri".
Più che al Presidente della Camera forse la Presidente farebbe bene a rivolgersi a quella schiera di onorevoli e membri del governo del suo movimento e del suo schieramento che da quasi un ventennio hanno rappresentato e rappresentano il cuneese nei palazzi della politica romana. E più in generale si rivolga a quella centinaia di parlamentari "padani" che dal lunedì al venerdì siedono comodamente sui banchi di Camera e Senato, pretoriani fedeli delle peggiori nefandezze berlusconiane, e poi nel week- end ci spiegano che Roma è ladrona, che il paese non funziona e l'economia è a rotoli e che purtroppo sono ancora necessari sacrifici, ma tutto si risolverà con il messianesimo federalista!
Se poi la Presidente non si riconosce nell'unità nazionale e quindi di conseguenza nella carta costituzionale nata dalla resistenza e sulla quale ha giurato fedeltà , tolga il disturbo, si dimetta e ritorni nella sua Narzole a fare la militante ‘verde’.
Massimo Scavino
segreteria regionale PD