Al Direttore - 25 giugno 2010, 12:58

Massimo Scavino: “Gianna Gancia non guardi a Fini, ma ai deputati e ai senatori del suo movimento”

L’esponente del Pd regionale sostiene che “i leghisti stanno comodamente a Roma durante la settimana e nel week end vengono a parlare di Roma Ladrona”.

Massimo Scavino, segreteria regionale PD

Egregio direttore,

La Presidente della Provincia Gianna Gancia, alla guida di un ente dove le uniche cifre in aumento sono purtroppo la spesa corrente e il debito, rilancia in un sintetico intervento il mantra salvifico, che recita: “Serve il federalismo. Serve subito. Mi sento di avanzare questa richiesta con la fermezza che è dovuta per una Provincia come la nostra che ha sempre dato tanto senza ricevere altrettanto”. E aggiunge: “Il Presidente Fini non può chiederci di riconoscerci in questa pseudo-unità nazionale fatta di figli e figliastri".

Più che al Presidente della Camera forse la Presidente farebbe bene a rivolgersi a quella schiera di onorevoli e membri del governo  del suo movimento e del suo schieramento che da quasi un ventennio hanno rappresentato e rappresentano il cuneese nei palazzi della politica romana. E più in generale si rivolga a quella centinaia di parlamentari "padani" che dal lunedì al venerdì siedono comodamente sui banchi di Camera e Senato, pretoriani fedeli delle peggiori nefandezze berlusconiane, e poi nel week- end ci spiegano che Roma è ladrona, che il paese non funziona e l'economia è a rotoli e che purtroppo sono ancora necessari  sacrifici, ma tutto si risolverà con il messianesimo federalista!

Se poi la Presidente non si riconosce nell'unità nazionale e quindi di conseguenza nella carta costituzionale nata dalla resistenza e sulla quale ha giurato fedeltà , tolga il disturbo, si dimetta e ritorni nella sua Narzole a fare la militante ‘verde’.  

Massimo Scavino

segreteria regionale PD