- 15 luglio 2010, 12:00

La visibilità è una malattia? Lo chiediamo al professor Ghisolfi

Dai presidenti alle suore di clausura tutti cercano visibilità mediatica. Il maestro è Berlusconi.

Complice il caldo della stagione estiva abbiamo posto al professor Beppe Ghisolfi, noto opinionista, domande su argomenti futili.

Professore ma è vero che tutti vogliono visibilita'?
Nella mia carriera giornalistica ho realizzato ventimila interviste. Nessuno ha mai rifiutato di rispondere alle mie domande. Cardinali, presidenti, sindaci, operai, suore di clausura

Suore di clausura?
Si' .Suore di clausura. Entrai in un convento e le suore facevano di tutto per apparire. Il fascino delle telecamere è irresistibile    

E perchè tutto questo?Perche' oggi apparire,nella societa' dei media,è potere.L'ottanta per cento delle dichiarazioni dei politici ha il solo scopo di far parlare giornali e televisioni.Stesso discorso vale per le conferenze stampa e per gli eventi. Migliaia di addetti vengono retribuiti perché si parli del capo. 

E chi è il maestro?
Senza dubbio Berlusconi. Da un lato è un ottimo comunicatore perché dice quello che chiunque direbbe,dall'altro perché tanto più si è personaggi tanto più i media danno spazio. Una battuta sulle belle ragazze detta da Berlusconi va sulle prime pagine dei giornali; detta da un maestro elementare di Caraglio non interessa nessuno. 

 E come si fa a interessare i media?
Non è facile. Se sei un personaggio il gioco è semplice. Diversamente è molto arduo. Le redazioni ricevono migliaia di comunicati stampa. La maggior parte viene cestinata. Si salva chi è noto e chi sa fornire notizie. Se Santoro si graffia un dito la notizia esce ovunque. Se lo fa la mia colf nessuno viene a saperlo.    

Ma serve la pubblicita'?
Ci sono aziende medie che investono milioni di euro. Se non fosse utile lo farebbero?

Qual è l'insegnameto finale?
Ognuno ha la visibilità che si merita.                                           

Barbara Pasqua