Nel pomeriggio di ieri, presso lo stabilimento saviglianese dell'Alstom, è stato approvato a larga maggioranza l’accordo sulla cassa integrazione ordinaria, richiesta dall’azienda per cinque settimane, dal 30 agosto al 2 ottobre, riguardante 80 operai su 444. Dal 4 ottobre la situazione dovrebbe rientrare nella normalità.
L'azienda ha concesso la rotazione della cassa, come richiesto dai rappresentanti sindacali e dalle Rsu. Saranno adottati schemi di rotazione tali per cui sarà assicurata la prestazione lavorativa superiore ai 15 giorni di calendario, così da garantire la maturazione dei vari istituti, quali ferie e Tfr. Una concessione che è l'esito di un lungo braccio di ferro tra rappresentanze sindacali e azienda.
L'accordo è stato firmato dai rappresentanti di Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic ed Anqui. Come era nell'aria, non ha firmato la Fiom-Cgil, in quanto attende ulteriori chiarimenti sul futuro dello stabilimento saviglianese, a due giorni, tra le altre cose, dall'annuncio della sconfitta nella gara per la produzione dei 50 treni dell'Alta Velocità per Trenitalia. Ha vinto, infatti, il consorzio AnsaldoBreda-Bombardier. Dubbi anche sulla commessa per NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori), la compagnia privata di Montezemolo e Della Valle, in parte anche delle Ferrovie Francesi. Erano 25 i treni commissionati all'Alstom di Savigliano. Adesso la produzione potrebbe essere dirotatta su altri stabilimenti.
Situazione difficile, dunque, per lo stabilimento di via Ottavio Moreno, con tanti dubbi che troveranno forse un chiarimento nel corso dei prossimi mesi. Per il momento l'azienda si è impegnata a garantire la rotazione per la cassa integrazione ordinaria con un accordo ad hoc per Savigliano. A settembre inizieranno le 'consultazioni' a livello nazionale, per rendere l'utilizzo della CIGO a rotazione una prassi per tutti gli stabilimenti italiani del colosso francese.