Politica - 25 agosto 2010, 16:22

Boves: spaccatura in maggioranza. Sempre più profonda

Questioni soprattutto di “metodo”. Futuro con tante incognite dopo il Consiglio di lunedì 23 agosto

Nulla arriva non annunciato, solo che, a volte, non ci si bada: prese di posizioni autonome vi erano state su alcuni punti nei Consigli scorsi, un certo ammorbidimento dei rapporti tra Sindaco ed opposizione di centrodestra si poteva insomma teorizzare. La divisione in maggioranza è però parsa chiara riguardo i rapporti con la Comunità Montana, con comunicato molto duro verso l’Ente letto nel Consiglio comunale del 15 luglio scorso. Uno dei passi fondamentali verso la “scissione” pare essere stato, pochi giorni dopo il consiglio di luglio, la votazione favorevole dei due rappresentanti di maggioranza (Ornella Vola e Flavio Serafini) nel Consiglio della Comunità Montana di una delibera sulla creazione di “Distretto Montano” per le questioni Socio-sanitarie, che non tutta “Boves Mia” pareva condividere. È stato ribadito, come già fatto in Consiglio, il convincimento che per Boves sia meglio la scelta del Consorzio Socio Assistenziale Cuneese (decisione che la accomuna alla vicina Borgo San Dalmazzo), tanto da farlo parere “ramoscello d’ulivo” teso, dopo le recenti “frizioni” all’Ente (un dire, ossia, “non vi mettiamo il bastone tra le ruote” a vostri progetti, pur non intendendo aderirvi, per questo)... Alla insoddisfazione di alcuni bovesani ha contribuito il fatto che tale “Proposta di Deliberazione di Consiglio Comunitario 54/2010”, molto comprensiva verso Comuni membri che hanno preso identica decisione, tipo Beinette e Pianfei, si rivelasse davvero intransigente verso Boves, e  bollasse il suo atteggiamento come motivato politicamente e “partiticamente”, senza risparmiare un “legittimamente”, riguardo la scelta fatta e ribadita in Consiglio dai bovesani, fra virgolette...  

4 agosto: la rottura ufficializzata  

La conferenza stampa di mercoledì sera 4 agosto (aperta al pubblico), in Salone Consigliare, ha confermato quanto sintetizzato dal comunicato che era capillarmente circolato nella mattina. La spaccatura della maggioranza è verticale: alla formazione di nuovo gruppo partecipano tre Assessori (Sandro Gastinelli, David Parola e Carlo Donati) su sei, cinque Consiglieri su dodici (i tre con Tiziana Barbero e Gianmario Cerato), oltre a vari “non eletti” e simpatizzanti (Elisabeth Marinacci, Luigi Pani, Davide Pellegrino, Sergio Viale e Guido Olivero, l’unico non presente in Salone, essendo in ferie). Dopo l’entusiasmo iniziale, seguito alla vittoria elettorale del giugno 2009, si erano intuiti quasi subito dissapori. Le voci di possibile “separazione” correvano da questa primavera. Il discorso è stato introdotto dal “portavoce” Sandro Gastinelli (mentre David Parola sarà capogruppo consigliare e Davide Pellegrino addetto stampa). Ciò che è stato imputato al sindaco è la scarsa collegialità, eccessivo accentramento, un aver messo in secondo piano il ruolo del gruppo (visto non come “decisionale”, cosa stabilita, ci par di capire, sin dalla campagna elettorale, “una testa un voto”, ma come “laboratorio di idee”), un discorso di contenuti (alla vigilia di decisioni importanti, come quelle sul Piano Regolatore), ma, ribadiscono tutti (in primis Gianmario Cerato), soprattutto di “metodo”. Questo gesto “pubblico” è stata visto come omaggio alla “trasparenza”, allo spirito delle promesse fatte in campagna elettorale (un “non lavare i panni sporchi in famiglia”, come si usa). Bene ha puntualizzato la consigliera Tiziana Barbero: “Questo smarcamento non è completa rottura”. Poteva ancora non esserlo, in effetti...  

Ci si parla, tra tutti, o quasi  

Il sindaco si è trovato di fronte a scelta: cercare accordi, su talune questioni (Carlo Donati, a titolo di esempio, cita la decisione, in sospeso da mesi, sulla adesione al “Parco Fluviale”), con le posizioni maturate all’interno del nuovo gruppo o cercare altrove appoggi per avere maggioranza in Consiglio (nove voti). La maggioranza, come ai tempi del “proporzionale”, è diventata, vada come vada, sorta di “coalizione” (Carlo Donati non ha escluso “convergenze” con le opposizioni, certo tentativo di maggior “dialogo”, come ha dimostrato incontro, senza soverchio costrutto, ci dicono, però, del 13 agosto). Gli Assessori del nuovo gruppo hanno ribadito l’intenzione di portare avanti le loro deleghe, con Sindaco che si è riservato qualche giorno di riflessione prima di presa di posizione. La rottura definitiva e totale sarebbe rappresentata davvero dal ritiro delle deleghe al nuovo gruppo (cosa non ancora avvenuta, ma che par solo questione di tempo)... La si potrebbe definire una “situazione alla Fini”, in una città che (dopo aver presentato ben quattro liste alle elezioni comunali) appare sempre più frammentata. Per la cronaca notizie di “fratture” in maggioranza ci sono arrivate, il venerdì successivo, da Centallo... Da Mario Giuliano ci è giunto subito, già il 4 agosto, sintetico e pacato comunicato: un inno al rispetto della decisione di Assessori e Consiglieri, come del mandato ricevuto un anno fa dal voto, un disconoscimento (richiesto dagli “scissionisti”) di talune voci corse, forse da persone a lui vicine, sul rischio di far giungere, con queste prese di posizioni, a sue dimissioni (che al momento sembra non ancora sul punto di prendere in considerazione sinceramente). Successivamente sono cominciati vari incontri (riservati, ma dei quali, come si usa, molto si è parlato). Almeno due sono stati gli abboccamenti tra il centrodestra ed il gruppo del Sindaco. L’impressione avuta, di giorno in giorno, è stata sempre più quella di una spaccatura più umana che politica (infatti vissuta in termini politicamente molto “originali”, particolari).  

Consiglio comunale del 23 agosto

Al Consiglio di lunedì sera 23 agosto è stato bollente in tutti i sensi, affollatissimo, presenti al completo gli “addetti ai lavori”. I contrasti tra il Sindaco ed gli ex componenti del suo gruppo sono apparsi davvero, via via più profondi, attraverso scontro anche duro, che ci è parso, a tratti, persino “astioso”. Gli “spostamenti” di sedie documentavano “l’evoluzione dei fatti”. I “dissidenti” hanno occupato i banchi alla destra del pubblico, i “fedeli” del Sindaco (come indicati nel comunicato del Primo Cittadino stesso) gli si sono stretti attorno. Tra il capogruppo di “Boves Mia” Franco Casciola e la consigliera Tiziana Barbero pareva esservi un abisso incolmabile, sembravano lontanissimi... Maria Peano e Silvana Dutto, rappresentanti di due gruppi di opposizioni, ma in passato nella stessa maggioranza, con Riccardo Pellegrino, un tempo separate dai rappresentanti di “Uniti per Boves”, si sono sedute vicine, come a frapporsi tra il centrodestra e la maggioranza. Altri spostamenti li attendiamo la prossima volta, ma, ormai, paiono solo “aggiustamenti”. In Consiglio, lunedì sera, Sandro Gastinelli ha fatto cronistoria di tutta la vicenda, come raccontasse la trama di un film... Ha ironizzato sull’atteggiamento di Maurizio Paoletti (quasi fosse “il miglior amico del sindaco”) e sui voti, sempre all’unisono con il gruppo di Mario Giuliano, di “Uniti per Boves”, quasi cercasse conferma della “variazione” di maggioranza... Tra le due “fazioni” della maggioranza sono girati fogli nei quali ognuna puntualizzava la sua visione dei “ruoli” di Gruppo, Consiglieri, Giunta e Sindaco, prima della conferenza stampa del 4 agosto, ce ne avevano parlato, il vicesindaco entrambi ha letto pubblicamente, durante l’Assemblea. La risposta di Mario Giuliano in Consiglio (testo inviato ai cronisti) tutto ha fatto tranne che sopire i dubbi. Due le frasi che ci sembrano significative particolarmente: “Alcune posizioni assunte in campagna elettorale si sono rivelate inadeguate, inattuabili o controproducenti”, “in attesa di possibili sviluppi prossimi della situazione”, ribadendo ruolo decisionale suo, della Giunta e dei Consiglieri. Poco aggiunge la promessa che continueranno a non esservi “Assessori esterni”. Il gruppo guidato da Maria Peano ha presentato una mozione nella quale chiede al Primo Cittadino, in caso di “allargamento” della compagine che lo sostiene, di restare fedele al programma della sua formazione, “Boves Mia”, con cui è stato eletto. Al Sindaco resta l’iniziativa: dimettersi o farsi sfiduciare dal Consiglio (ed allora arriva il Commissario), oppure “riallacciare” con la sua maggioranza, con almeno alcuni dei “dissidenti”, oppure cercare i voti (due, meglio tre, margine migliore) nelle attuali opposizioni, con un progetto che gli permetta di procedere (magari con qualche aggiustamento) alla realizzazione del programma presentato agli elettori, possibilmente. Giuridicamente ha ben ragione Maurizio Paoletti, nel suo commento: “Non è tenuto a continuare né con gli uomini né coi programmi con cui è stato eletto”. Politicamente ed umanamente, se attuabile, e ci par sensato, in questo frangente, dubitarne, sarebbe la soluzione, comunque, più lineare, naturale, logica. L’articolo di un giornalista, piuttosto maltrattato, ma non smentito fino in fondo aveva dato per certo il “compromesso” con centrodestra. Luigi Soffietti, ancora a termine assemblea ce lo ha negato, al momento...  

Sintetizzandolo, ed attendendo comunicati ufficiali, simile accordo lo possiamo definire “possibile”, con piccola forzatura “probabile”, o, almeno, “indispensabile”, a questo punto, se si vuol andare avanti col mandato. Del resto, in lunghi interventi, con la correttezza che gli viene universalmente riconosciuta, Luigi Soffietti ha accennato, non senza ragioni, al rispetto dei ruoli, di Assessore, e le persone, che tali rimangono sin che vi è delega. Quando, a giugno, capitammo alla cena di “Boves Mia”, mentre facevamo foto, ci raccomandarono di non scrivere che era la loro “ultima cena”. Difficile in questi momenti immaginarne una prossima...  

Per la cronaca la votazione della mozione di Maria Peano è finita “7 a 10”, favorevoli in gruppo di Mario Giuliano ed il centrodestra, contrari la leader di “Noi per Boves”, Silvana Dutto e gli “scissionisti” (che ancora non scelgono nome alla formazione, dopo momento di discussione interna). Potrebbe essere la prima con tale risultato di una prossima lunga serie e ci rimanda ai tempi di altre “rotture”, meno pericolose e traumatiche, come l’uscita, nel 2002-2003, di Franco Delpiano e Marco Pellegrino dalla maggioranza di Riccardo Pellegrino...

Adriano Toselli