I lavoratori della Monetti Spa di Monasterolo Savigliano, dove ha sede l'attività produttiva, da 25 giorni sono in presidio permanente davanti ai cancelli della loro azienda, dichiarata fallita il 10 agosto scorso. Giorno per giorno, informano i loro sostenitori sulla pagina di Facebook in merito agli sviluppi delle loro vicende lavorative.
Domani, alle 13.30, si terrà un'assemblea, proprio davanti al presidio, nella quale verranno illustrati i contenuti degli incontri, per ora solo informali, avvenuti tra le organizzazioni sindacali e le 5 aziende che al momento paiono interessate all'acquisto di quella che, fino a qualche tempo fa, era un'azienda leader nella tecnologia applicata al trasporto e alla conservazione dei prodotti deperibili. Le 'cordate', fino a questo momento, sono appunto 5: una statunitense, una tedesca, due piemontesi, di cui una racconigese e infine una del nord est.
I lavoratori, come conferma Francesca Giachino, delegata RSU per la la Filctem Cgil, sarebbero pronti a riprendere l'attività produttiva. Ma, al momento, tutto è bloccato e potrebbe restare così almeno fino al 30 settembre, in attesa che venga pubblicato il bando per l'affitto dell'azienda stessa. Dopo la pubblicazione, le aziende interessate avranno 10 giorni per farsi avanti, dopodiché ce ne vorranno altri 10 per esercitare, da parte delle aziende concorrenti, l'eventuale diritto di opposizione. Insomma...il tempo passa e la Monetti rischia di perdere le commesse e gli ordini arrivati negli ultimi tempi, corrispondenti ad un valore di quasi due milioni di euro.
Nel frattempo, il sito www.monetti.it non è più attivo: servizio sospeso, contattare il fornitore, si legge. "Temiamo di perdere una parte dei nostri clienti - afferma infatti la Giachino, che quotidianamente aggiorna la pagina della Monetti su Facebook. - Il nostro principale valore è la competitività, ma siamo fermi da due mesi e rischiamo che la nostra appetibilità verso l'esterno da parte di eventuali acquirenti venga meno. Questo sarebbe davvero terribile. Vogliamo iniziare a lavorare. Prima produciamo e prima l'azienda inizia a guadagnare qualcosa, noi compresi, che siamo i creditori privilegiati" - conclude.