Attualità - 02 settembre 2010, 07:00

Nono viaggio della Memoria in Normandia

I partecipanti all'iniziativa

Il 24 agosto si è concluso il 9° Viaggio della Memoria, organizzato dall’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) provinciale, dal Comune di Cuneo, dal Comune di Borgo San Dalmazzo e dall’ANPI con la collaborazione del CTA dell’ACLI provinciale. Quest’anno i luoghi visitati sono stati quelli dello sbarco alleato in Normandia, in particolare il cimitero americano (dove si è svolta anche una toccante commemorazione), la spiaggia di Omaha Beach (nome in codice dato dagli alleati ad una delle cinque spiagge su cui avvennero gli sbarchi il 6 giugno 1944), spiaggia proprio dove gli alleati subirono le perdite maggiori, Sainte Mère Eglise, primo comune francese ad essere liberato dall'occupazione tedesca dopo lo sbarco in Normandia e Arromanches-les-Bains, dove fu costruito il famoso porto artificiale, chiave della vittoria alleata in Normandia.  

Il gruppo dei partecipanti al 9° Viaggio della Memoria contava ben 43 persone, tra cui il presidente provinciale ANED Gianni Marchiò, il presidente provinciale ANPI sen. Leopoldo Attilio Martino, l’Assessore alla cultura del Comune di Cuneo Alessandro Spedale, il consigliere del Comune di Borgo San Dalmazzo Beppe Bernardi e don Gabriele Mecca, assistente spirituale dell’ANED provinciale. "La volontà che deve spingere ognuno di noi a compiere questi percorsi sui luoghi della memoria - sottolinea a conclusione di questa esperienza l’Assessore alla cultura Alessandro Spedale - deve essere quella di rimuovere l’illusione che l’orrore che c'è stato non possa mai più riproporsi. E’ importante quindi ritornare nei luoghi, compiere questi pellegrinaggi, perché proprio questi orrori possono tornare in modi diversi. Se non c’è un’azione culturale di trasmissione della storia, allora la storia può essere cancellata o, peggio, rimossa. La democrazia stessa – aggiunge ancora Spedale - non è infatti un bene acquisito in assoluto di per sé, non è una cosa statica, è quotidiana lotta per difendere sfere di cittadinanza per chi non ce l’ha. Per non essere retorici dobbiamo avere sempre presenti questo elemento culturale".