Attualità - 07 settembre 2010, 09:00

Il gruppo di protezione civile fossanese verso il 10° compleanno

Tanti gli interventi grazie ai contributi Crf. La voglia di fare c’è nonostante i problemi dell’ultimo anno per il servizio nelle manifestazioni pubbliche. Intervista a Riccardo Trabucco

Riccardo Trabucco coordinatore del Gruppo fossanese di Protezione Civile

Ci sono realtà  importanti radicate nella città, ci sono persone che dedicano il loro tempo libero impegnandosi nel volontariato. Una di queste realtà è il Gruppo Comunale di Protezione Civile di Fossano che si sta avviando verso il decimo anno di attività. Cosa è stato fatto finora, quali sono gli impegni futuri, come si potrà fare per continuare ad operare al servizio della città con le norme delle circolari ‘Bertolaso’? Il punto con Riccardo Trabucco, Coordinatore del Gruppo fossanese fin dalla sua nascita.

Quando è nato il gruppo fossanese e quanti sono i volontari impegnati?

Il nostro gruppo, che dipende dal Comune di Fossano, è nato nel 2001, quindi ci stiamo avvicinando al 10° anno di attività. Attualmente contiamo su una trentina di volontari, tutti molto motivati e sempre molto disponibili e di tutte le età. Uno dei nostri volontari storici, Meo Savoldelli si è ritirato nei mesi scorsi a 78 anni.

Come si fa a diventare un volontario della Protezione civile?

Bisogna essere maggiorenni. Si deve presentare una domanda scritta di ammissione in Comune. Dopo un colloquio con un responsabile del gruppo, il volontario viene nominato direttamente dal Sindaco di Fossano.

In questi 9 anni sono state tanti i vostri interventi sia sul territorio che in altre Regioni, quali sono stati i più significativi?

Sono stati tanti ed è impossibile elencarli tutti. Abbiamo partecipato all’emergenza durante l’alluvione di Arles in Francia nel 2003 e sempre con i francesi ad un’esercitazione transfrontaliera. Non possiamo dimenticare la tragedia del Molino Cordero di 3 anni fa e l’intervento in Abruzzo che ha coinvolto una ventina di nostri volontari con relativi mezzi ed attrezzature per circa 250 giorni. Siamo intervenuti in tutte le situazioni di emergenza, comprese le inondazioni di fine maggio che hanno interessato principalmente alcune frazioni fossanesi. Abbiamo operato durante l’emergenza neve che ha interessato la città negli ultimi due inverni e abbiamo collaborato anche con gli artiglieri della caserma 'Perotti'. Settimanalmente circa 5 volontari sono impegnati nella nuova sede del Coordinamento provinciale della Protezione Civile  per occuparsi del magazzino. Inoltre noi siamo i primi ad essere chiamati data la vicinanza. Abbiamo partecipato a molte iniziative cittadine come ‘Puliamo il Mondo’ o la due giorni sulle rive di Stura, vicino al Canile di Murazzo a cui partecipano una quarantina di ragazzini, e alla maggior parte delle manifestazioni comunali. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza i contributo della Crf Spa e della sua Fondazione.

Di quali sovvenzioni godete per l’acquisto del materiale e delle attrezzature? Quali sono i mezzi a vostra disposizione?

Devo fare un doveroso e sincero ringraziamento alla Banca Crf Spa e alla sua Fondazione perché senza il loro prezioso e generoso contributo tutto questo non sarebbe stato possibile. Sin dal primo anno sono stati al nostro fianco e ci hanno aiutati e sono sicuro che questi aiuti non mancheranno anche per il futuro. Non c’è stata una volta in cui non abbia presentato una richiesta di contributi al Presidente della Fondazione Crf Antonio Miglio che non sia stata accolta. In questi 9 anni tra la Cassa di Risparmio Spa e la Fondazione abbiamo avuto circa 30 mila euro di contributi. Questo ci ha permesso di acquistare un Pik-up,un furgone Doblo, due carrelli, una  motopompa, una torre-faro, cioè un carrello con una torre estensibile, una tenda  da sei posti completamente attrezzata ed accessoriata, i gruppi elettrogeni e l’attrezzatura specifica. Tutto questo materiale è stato acquistato con i contributi della Fondazione, mentre con quelli della Banca Spa abbiamo comperato le divise e proprio con il contributo del 2010 i nuovi giubbotti.

Negli anni i volontari della Protezione Civile hanno prestato il loro servizio anche a servizio dei Comuni nelle manifestazioni pubbliche e sportive. Le circolari 'Bertolaso' impongono ai volontari della Protezione Civile di prestare la loro opera solo nell’ambito delle emergenze. Come intendete risolvere questa situazione?

Le circolari che si occupano della questione sono diverse a partire dal 2006. Per essere precisi noi, come volontari della Protezione Civile possiamo intervenire nelle emergenze di qualsiasi genere con attività post- emergenza e nella previsione e prevenzione delle ipotesi di rischio e soccorso alla popolazione e superamento delle emergenze. Un chiarimento è arrivato  nel maggio scorso da una nota del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale che da indicazioni dichiarando che possono essere effettuate attività  da parte di volontari di associazioni del territorio in manifestazioni pubbliche purchè non vengano usati simboli o attrezzature riconducibili alla  Protezione Civile.

Quindi dovreste creare una nuova associazione con nuove divise e relativi costi?

In pratica sì: oltre al costo dell’associazione e delle divise c’è anche quello assicurativo. Innanzitutto la decisione spetta al Comune, dato che noi dipendiamo da loro. Vedremo che cosa deciderà di fare. C’è però un aspetto da considerare: chi ha scelto di diventare volontario della protezione civile ha scelto un tipo di formazione e di servizio da offrire alla comunità. Non è detto che tutti i volontari del nostro gruppo siano d’accordo di partecipare con un'altra divisa e sotto un'altra associazione per svolgere il servizio alle manifestazioni pubbliche o sportive.

C’è un intervento tra i tanti che vi è rimasto più nel cuore, cosa vi fa continuare a voler essere dei volontari della Protezione Civile?

L’esperienza  dell’Abruzzo è quella che ci ha segnati di più: è stata lunga, difficile ma anche piena di significato umano. Cosa ci fa continuare? Basta un sorriso, un grazie di qualcuno a cui, magari hai tolto la neve. Una cosa è certa: siamo molto motivati e determinati a continuare con sempre maggiore entusiasmo.

Antonella Balocco