"Dove eravamo rimasti?" si chiede l'allenatore dei campioni d'Italia, Alberto Giuliani, nell'ormai classico messaggio d'inizio stagione inviato ai tifosi tramite il sito internet societario. Già dove eravamo rimasti? Ad un indimenticabile pomeriggio d'inizio maggio, quando Cuneo, quella squadra "che non vince mai", che "sì, vabbè è forte, ma tanto sul più bello si squaglia" rompeva d'incanto il tabù ed andava a prendersi ciò che aveva sognato ed atteso per oltre vent'anni. Lo scudetto.
Una parola quasi vietata da pronunciare a Cuneo prima di quel 9 maggio, ma che fin dai minuti successivi è corsa di bocca in bocca come un fiume in piena ed ha ubriacato di allegria non solo i tifosi più accesi, ma anche i più compassati cuneesi che prima si sono fatti prendere dal vortice dei festeggiamenti in piazza, poi pian piano hanno realizzato cosa significasse trovarsi sul tetto d'Italia, imbastendo lungo tutta l'estate una serie d'iniziative e ricorrenze che parevano non finire mai.
Ma che, da oggi, debbono essere lasciate alle spalle: fanno parte del passato. Un passato nobile, fantastico, ma che nella mente degli uomini di Giuliani, rimasti bene o male gli stessi con il solo inserimento di un paio di pedine, deve essere relegato in un angolino. Non a caso il general manager, Marco Pistolesi, al termine del Torneo Bubo Fontana (organizzato a 10 anni dalla scomparsa del grande presidente artefice del fenomeno Cuneo dagli anni '70 in poi), nonostante la vittoria dei suoi contro Latina e Roma si è lasciato andare: "Vedo una squadra indietro nella preparazione". Come potrebbe essere altrimenti?
Impossibile, visto il rientro dei nazionali solo lunedì scorso. Giuliani tempo per allenarli non ne ha avuto, eppoi in questo momento occorre prima di tutto capire in che condizioni le varie nazionali hanno riconsegnato al club gli uomini. Psicologicamente stanchi, e con qualche inevitabile acciacco. Il caso di Gigi Mastrangelo, tenuto precauzionalmente a riposo per quasi tutto il quadrangolare Fontana. "Ma saranno normalmente a disposizione dell'allenatore - sostiene Pistolesi - che deciderà autonomamente chi mandare in campo contro Perugia dopo le ultime valutazioni".
Tutti, meno uno, perchè non è un mistero che Wout Wijsmans, appena diventato italiano, per esserlo a tutti gli effetti anche sul campo dovrà starsene buono e guardare i compagni giocare per tre turni. Non sarà facile, vista la grinta letta negli occhi del capitano nel test precampionato: "Non vedo l'ora di ricominciare", ha dichiarato.
Magra consolazione, il belga potrà godere un po' più dei compagni della coreografia che i Blu Brothers hanno preparato per salutare i Campioni d'Italia. A Bologna fecero una promessa a Valter Lannutti: se si vince lo scudetto alla prima partita tutti in verde, i colori dell'azienda del presidente. Detto, fatto: la curva oggi sarà una marea verde, dove troveranno spazio le altre due tonalità cromatiche della bandiera nazionale. Insomma, un palazzetto tricolore. Contro la RPa è atteso il pubblico delle grandi occasioni: l'effetto scudetto si è fatto sentire, gli abbonamenti si sono incrementati del 20%. A Cuneo, come ha dichiarato il sindaco, Alberto Valmaggia, in sede di presentazione della squadra, non cercano il bis: "Vogliamo il tris, scudetto, Coppa Italia e Champions".