Era lo scorso 4 settembre quando, alla Festa democratica del Pd, a Torino, il presidente del Senato Renato Schifani, ospite di un convegno assieme a Piero Fassino sulla riforma del sistema parlamentare e del Senato Federale, venne duramente contestato da un nutrito gruppo di esponenti del Movimento a Cinque Stelle di Beppe Grillo, dal Popolo Viola, dal Movimento delle Agende Rosse e da semplici cittadini.
Urla e fischi che, da tutte le parti politiche, vennero letti come un pericoloso attacco alla democrazia. I contestatori si beccarono l'epiteto di squadristi. Solo Beppe Grillo, che disse "questo è solo l'inizio" e Antonio Di Pietro difesero le modalità della protesta, allo logan di "libero fischio in libero stato".
Le suddette modalità non si sono ripetute a Cuneo, dove, proprio stamattina, è intervenuto il presidente del Senato Schifani, ospite della Provincia. Un fitto cordone di uomini delle forze dell'ordine ha infatti impedito ad alcuni esponenti del Movimento a 5 stelle, del Popolo Viola e dell'associazione Libera fondata da Don Ciotti di avvicinarsi troppo alla sede della Provincia. Sono stati tenuti al di là della strada e identificati. La loro occupazione di suolo pubblico non era infatti stata autorizzata, così come nessun corteo.
I "contestatori", poco più di una ventina, si sono limitati ad esporre uno striscione con la richiesta di un "Parlamento pulito".
Sergio Sperotto dei Grillini di Cuneo ha dichiarato: "Siamo qui per esprimere il nostro dissenso ed ottenere delle risposte su una questione molto semplice: qual è l'iter delle leggi di iniziativa popolare scaturite dal V day dell'8 settembre 2007? Chiedevamo un parlamento composto da sole persone incensurate; la non rielezione dopo due mandati in parlamento e che i candidati venissero scelti dai cittadini e non dai segretari di partito. Per queste richieste abbiamo raccolto 350mila firme in un giorno. Che fine hanno fatto?"