Politica - 14 novembre 2010, 09:30

Schifani a Cuneo per i 150 anni della Provincia: "Le mozioni? Non mi appassiono a queste cose"

La seconda carica istituzionale italiana accolta dalla Presidente Gainna Gancia: "Siamo gente sobria ed orgogliosa"

Il presidente del Senato Schifani tra Gianna Gancia e Roberto Cota (Copyright Targatocn.it)

Il presidente del Senato Schifani tra Gianna Gancia e Roberto Cota (Copyright Targatocn.it)

E' iniziata nella mattinata di oggi la due giorni in provincia di Cuneo del presidente del Senato, Renato Schifani. Sabato nel capoluogo, domani all'asta mondiale del Tartufo bianco a Grinzane Cavour. A Cuneo la seconda carica politica italiana ha incontrato politici (assente il sindaco, Alberto Valmaggia, rappresentato dal vice, Giancarlo Boselli) ed esponenti del mondo finanziario locale, nell'incontro organizzato per le celebrazioni dei 150 anni della Provincia, presso la Sala Consilgio dell'ente. 

Moderati dal presidente del Consiglio Provinciale, Giorgio Bergesio, che ha salutato gli intervenuti, si sono snocciolati gli interventi.

A fare gli onori di casa la presidente, Gianna Gancia, che ha parlato di "sobrietà ed orgoglio" della gente cuneese. "Ho una convinzione: il passato saprà tradursi in insegnamento per l'oggi ed il domani", ha detto la Gancia ad inizio discorso. La numero uno provinciale ha rivendicato come fin dal 1800 Cuneo e la sua gente è stata abituata a dare allo Stato, senza mai ricevere un'adeguta contropartita: "Nel 1864 lo Stato chiese alla Provincia 790.000 Lire, spendendone per lei appena 597.000, con un vantaggio per l'erario di circa 200.000 Lire". Dì lì al paragone con la situazione attuale il passo è stato breve: "Abbiamo fronteggiato diverse alluvioni - ha continuato la Gancia - ma ci siamo sempre rimboccati le maniche e con mezzi nostri ci siamo rialzati, ma questo non è un pretesto per lo Stato per dire 'tanto ce la fanno da soli'". Il pensiero della Gancia per la gente del Veneto: "Mi vengono i brividi a vedere quelle immagini, mi ricordano cose vissute". Rivolta al presidente Schifani: "Non ho mai preso parte alle proteste pretestuose contro i presunti tagli, non mi unisco all'assalto alla diligenza, fenomeno diffuso e trasversale nel nostro Paese".

Poi la citazione di tre grandi cuneesi illustri: Camillo Benso Conte di Cavour, "pur torinese, fu per quasi 20 anni sindaco di un nostro paese", Giovanni Giolitti, "sedette per due decenni su questa poltrona" ed infine Luigi Einaudi, che Gianna Gancia ha citato ad esempio per uscire dalla crisi in cui l'Italia annaspa: "La soluzione delle difficoltà sta nelle nostre mani, non si devono cercare pretesti per chiedere elemosina al contribuente".

Il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, ha invece parlato di uno Schifani "dal grande senso dello Stato, servitore delle istituzioni. Ci ha insegnato ad essere sopra le parti, in una missione di unità del Paese". Il saluto agli alpini in Afghanistan: "Quei ragazzi sono l'esempio di come l'Italia possa essere unita. il loro senso del dovere per lo Stato viene prima di tutto".

Nel suo intervento, il presidente della Regione, Roberto Cota, è invece tornato a battere sul federalismo, parlando di "Politica giusta. E' cambiato il mondo: o cambiamo la mentalità ed attuiamo le riforme o saremo persi per sempre". Poi, riprendendo il discorso della Gancia, ha di fatto mandato una stoccata a chi lo ha preceduto alla guida del Piemonte: "Si è citato Cavour. Quel nome merita ben altro rispetto che non tutti i soldi gettati con il premio a lui intitolato". Infine, la riforma sanitaria che per Cota "è improrogabile. O la attuiamo o tra tre anni portiamo i libri in tribunale. Finora si è giocato con i numeri, io non voglio prendere in giro nessuno. La riforma si farà, con tagli alle spese, ma nessun taglio ai servizi per i cittadini".

Infine, il presidente del Senato. Renato Schifani ha tenuto un discorso incentrato sui temi locali, con un accenno più volte al federalismo invocato da Cota: "Il federalismo demaniale e fiscale sono strumenti realizzabili, anzi improrogabili, ma solo e sempre all'interno di un Paese unito". Poi la ripresa di un concetto espresso dalla Gancia sul tema alluvione: "I fondi per gli eventi alluvionali del '94 e del 2001 qui sono stati spesi bene, come sono sicuro sarà così anche in Veneto". Rivolto a Cota, sulla riforma sanitaria: "So che nè il Piemonte, nè nessun'altra regione italiana porterà i libri in tribunale, ma occorre operare delle scelte con decisione. Andare avanti senza piegarsi a contestazioni che, pur legittime, sono pur sempre di nicchia". Infine, solo un accenno circa la probabile crisi di governo: "I cittadini sono stanchi di tensioni e la distanza tra gli elettori e gli eletti è smepre maggiore. Occorre invertire la tendenza prima che la situazione diventi irreversibile". Ad una precisa domanda, a celebrazione conclusa, sulla possibilità che cada il governo ha detto: "Priorità alla finanziaria, poi si vedranno le mozioni. Non mi appassiono a queste cose".

 

Cesare Mandrile

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