Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso di Alstom e confermato l'aggiudicazione al consorzio italo-canadese formato da Ansaldo Breda (gruppo Finmeccanica) e Bombardier della gara per la fornitura di 50 treni ad altissima velocità alle Ferrovie dello Stato per 1,54 miliardi di euro. I francesi dell’Alstom sono stati anche condannati al pagamento delle spese e degli onorari del giudizio, complessivi 10mila euro, ma il gruppo non si arrende e annuncia ricorso al Consiglio di Stato. Mentre la battaglia legale prosegue, Alstom continua ad avere rapporti tesi anche con il vecchio cliente Ferrovie dello Stato, disposto ancora per poco ad aspettare la riposta dei francesi se intendono trasformare in nuovi treni le penali dovute a Trenitalia per il ritardo nella consegna di alcuni treni o pagare. Tiziana Mascarello della Fim Cisl Cuneo: "Sono preoccupata per la perdita del ricorso, era una commessa importante. Durante le assemblee interne abbiamo ribadito la necessità di recuperare il rapporto con Trenitalia, fondamentale almeno fino a quando non verrà liberalizzata la rete ferroviaria".
Invece a Savigliano, nello stabilimento che ha la metà dei dipendenti Alstom Italia, le Rappresentanze sindacali proseguono nella contrattazione con l’azienda. Martedì 7 dicembre in Unione Industriale si è parlato ancora di espletamento della procedura di richiesta di cassa integrazione ordinaria (Cigo). Sebbene da giugno 2011 si avrà progressivamente un aumento di carico di lavoro in produzione per effetto delle commesse West Coast ed NTV, attualmente la richiesta di Cigo che è stata presentata al sindacato per 13 settimane, dal 3 gennaio al 2 aprile 2011, coinvolge 10 persone in più. Da 180 a 190 lavoratori tra cui 10 impiegati legati alla produzione. Invece, dei 180 operai richiesti dall’azienda fino a gennaio, ora sono 123 gli operai in cassa, da lunedì 13 dicembre saliranno a 142. Spiegano dalla Fim-Cisl: “Per gli impiegati non vi sono novità, potrebbe essere necessaria una pianificazione delle ferie residue laddove si verificherebbe uno scarico di lavoro. Abbiamo ribadito che tale eventuale situazione debba essere esposta e discussa preventivamente con la R.s.u. a tempo debito”. Infine nel tavolo di contrattazione è stato illustrato alle parti il metodo di calcolo per l’attuazione dell’accordo riguardo la permanenza massima in cigo di 2/3 del periodo di crisi. In pratica il numero massimo di giorni in cigo, compresi i sabati e le domeniche, non deve superare il numero di 200. “Abbiamo chiesto che si eviti di fare cassa in maniera continuativa, perché sintomo di discriminazione, eccezion fatta per i casi concordati. Abbiamo ribadito di utilizzare la formazione quando i lavoratori sono in cassa e non quando i lavoratori rientrino al lavoro” concludono dalla segreteria Fim.
Per avere maggiori schiarite sul futuro dello stabilimento di via Ottavio Moreno, che attualmente rischia di non portarsi a casa nessuna commessa, nemmeno il Cisalpino, bisognerà aspettare il CAE di Parigi che si svolgerà la prossima settimana. Qui i vertici Alstom risponderanno ai quesiti posti nella conferenza di Baden il 1° dicembre. Secondo fonti interne Alstom, potrebbe prospettarsi un esubero di 4.000 persone tra Europa e America, con conseguenti ripercussioni sul Transport saviglianese dove si teme possa aprirsi uno scenario di ristrutturazione.