Venerdì 10 dicembre la maggioranza di centrodestra in consiglio regionale ha bocciato in Commissione bilancio un emendamento alla legge finanziaria presentato dal PD che si proponeva di finanziare nuovi interventi di edilizia sanitaria, sulla base delle necessità emerse dai territori, senza peraltro aumentare l’indebitamento. Tra quelli previsti, bocciati dalla Giunta Cota, anche interventi negli ospedali di Ceva, Savigliano, Saluzzo, Alba, e nel poliambulatorio di Racconigi. L’ha bocciato perché l’assessore non ha ancora definito le priorità del settore. L’esame dei dati di bilancio dal 2009 fino al 2011 dimostra che la spesa corrente non è in calo, è anzi la stessa rispetto al 2010, nonostante i roboanti annunci di Cota di lotta agli sprechi e razionalizzazione. Aumenta invece in modo esponenziale l’indebitamento, che nel 2011 la Giunta intende far crescere di 1 miliardo e 200 milioni di euro, di cui 400 milioni andranno nella spesa corrente. E’ un dato che dimostra l’enorme problematicità del bilancio e che rischia di portare la Regione nel 2012 in una gravissima situazione.
“L’indebitamento è un problema cui hanno contribuito almeno le ultime due legislature, ma nel 2011 arriverà a quasi sette miliardi e cresce, in un solo anno e mezzo di questa legislatura, quasi della stessa cifra degli ultimi 5. E’ chiaro che in questo modo sarà complicato in futuro garantire quantità e qualità dei servizi regionali. Cota abbia finalmente il coraggio di fare scelte importanti e chiare”. Il gruppo PD ha chiesto di recuperare all’interno del bilancio lo pseudo-tesoretto accantonato da FinPiemonte Spa. “Sono 102 milioni di euro che vengono dal recupero di ratei del passato, e che chiediamo vengano sottratti all’autonomia della partecipata e inseriti in bilancio per ridurre l’indebitamento”. “La bocciatura in prima Commissione del nostro emendamento che prevedeva il finanziamento di interventi in tutta la Regione senza alcun incremento dell’indebitamento - ha commentato il Consigliere Regionale Mino Taricco - è incomprensibile anche perchè si proponeva di finanziare nuovi interventi di edilizia sanitaria, sulla base delle necessità emerse dai territori, senza peraltro aumentare l’indebitamento”.
“Incredibile poi la giustificazione addotta dall’assessore al bilancio per motivare il suo no alla proposta: l’assessore alla sanità - ha spiegato l’assessore Giovanna Quaglia - non ha ancora definito le priorità di edilizia sanitaria e non può quindi aderire alle proposte del PD. Questo, nonostante la Giunta sia pienamente operativa da sette mesi”. “Le risorse verrebbero dall’utilizzo dei fondi europei Fas, dalla vendita di immobili delle Asl non destinati a finalità istituzionali di valore inferiore ai 250 mila euro, dalla creazione di un fondo immobiliare delle proprietà della aziende sanitarie regionali. Sulle prospettive della sanità piemontese – continuano dal PD - ci viene negato ogni confronto. Non abbiamo alcun report sull’andamento dei piani di rientro, che non preoccupano solo noi, ma anche il governo, che non a caso ha chiesto delucidazioni su questo punto. Il silenzio dell’assessore e l’imbarazzo dell’intera maggioranza fanno ragionevolmente pensare che l’impegno a ridurre l’indebitamento della sanità nel 2011 di 150 milioni di euro farà fatica a essere rispettato”. “Non c’è poi traccia del piano sanitario, promesso da Cota entro l’anno, termine di scadenza anche dei direttori generali di Asl e Aso. Non si sa come la Giunta intenda accorpare le aziende, come verrà riorganizzata la rete ospedaliera. Anche su questo fronte c’è una assoluta incomunicabilità nei confronti dell’opposizione, nonostante il PD sia pronto a presentare le sue proposte di riordino della sanità, che prevedono anche il contenimento della spesa”. Garanzie di risorse per il pagamento degli stipendi dei 490 dipendenti delle Comunità montane, in modo da poter poi avviare un confronto per il ridisegno del potere locale, e per le morosità incolpevoli sono alcuni degli altri punti su cui il PD ha presentato emendamenti alla finanziaria e al bilancio 2011. “Ci aspettiamo che Cota sia presente al dibattito in Consiglio sul bilancio – aggiungono dal PD - dovrà rispondere delle sue non scelte e sordità, e spiegarci come intende garantire servizi e investimenti necessari ai bisogni della Regione”. (c.s. PD)