Abbiamo analizzato, dopo alcune segnalazioni, alcuni aspetti critici delle stazioni ferroviarie del capoluogo. Certo un'anomalia è rappresentata dalla totale assenza (forse unico caso in Italia) della stazione nè dal lato Torino, nè dal lato Ventimiglia, nè tanto meno in stazione di cartelli indicanti la località.
La sera, alle 24, l'edificio viene chiuso per evitare che qualcuno possa passare la notte all'interno. Così, spesso a mezzanotte gli utenti sono invitati ad uscire, richiedendo, se necessario, anche l'intervento delle forze dell'ordine.
Scendendo al piano binari i problemi aumentano; al fondo delle scale (lato Torino) è sempre accesa una luce alogena che abbaglia i viaggiatori. Il faro è sistemato in via "provvisoria" alle ringhiere, da sempre, in quanto la lampada a muro non ha mai funzionato.
Proseguendo, s'incrocia la sala d'aspetto, spesso luogo di ritrovo, durante tutta la giornata, di clochard, tossicodipendenti e prostitute.
I passeggeri, giunti a questo punto, se volessero prendere un treno in un giorno di pioggia battente, dovranno necessariamente procurarsi un ombrello; sotto le pensiline, infatti, sono presenti molte infiltrazioni che rendono bagnato il terreno creando, nei giorni più freddi, pericolose lastre di ghiaccio.
Inoltre, durante il giorno, specie ora che fa molto freddo, una locomotiva diesel viene tenuta in moto creando un fumo denso e maleodorante.
Spostandoci alla stazione di Cuneo Gesso troviamo una sala d'attesa chiusa da mesi ma che continua ad avere, 24 ore su 24, la luce accesa. Chiusa con un lucchetto e sbarrata la porta, si intravedono le vecchie panche in legno piene di polvere, abbandonate.
A marzo 2009 sono terminati i lavori di ammodernamento dell'edificio principale della stazione dell'altipiano con un nuovo sistema di informazione al pubblico che dialoga direttamente con gli apparati di gestione della circolazione dei treni, garantendo informazioni tempestive e sempre aggiornate, anche in lingua straniera. Gestiti attraverso una moderna tecnologia informatica ci sono anche nuovi diffusori sonori e monitor di ultima generazione. Proprio questi monitor, più precisamente quelli ai binari 3-4 lato Limone (sud) sono fuori servizio da moltissimi mesi insieme ad alcuni di quelli del sottopassaggio lato Torino.
E il Movicentro? Restano incerti i tempi dell'apertura, ma la domanda che ancora oggi molti si pongono è: non si dovevano trasferire nei nuovi spazi le biglietterie e la sala d'attesa? Se questo avverrà, come mai sono stati restaurati i vecchi locali? E se effettivamente i pendolari saranno "trasferiti" nella nuova area, si provvederà a modificare l'accesso ai binari? Adesso è presente un edificio con gli uffici dei sindacati e una vecchia baracca disastrata che dovrebbe funzionare da servizio igienico. Saranno abbattuti e costruita una tettoia? Domande alle quali speriamo di aver presto risposta.





