Al Direttore - 20 gennaio 2011, 15:33

Nessuna istigazione a discrimazione e razzismo nel fumetto della Provincia

Ci scrive Andrea Repetto: "Mi sembra si voglia fare una polemica strumentale invece di apprezzare uno strumento giovanile e poco costoso per diffondere la storia della nostra terra presso i nostri figli"

Stimato Direttore,

riguardo la polemica fatta dai professori Favole e Bona sui fumetti della Provincia di Cuneo in cui secondo loro è razzista la frase “Il crollo dell’impero romano (476 d.Cr.) e le invasioni di Goti, Longobardi, Franchi, Ungari e, peggiori di altri, dei Saraceni (islamici) trovano rimedio nella diffusione del cristianesimo" in quanto "quelle frasi costituiscano un’inaccettabile istigazione alla discriminazione e al razzismo". Mi sembra veramente che si voglia fare una polemica strumentale, una tempesta in un bicchier d'acqua invece di apprezzare uno strumento giovanile (i fumetti) e poco costoso (un poster per ogni classe) per diffondere la storia della nostra terra presso i nostri figli.

Che a questi professori piaccia o no in quell'epoca storica era in atto una vera e propria guerra tra mondo cristiano e mondo mussulmano. Non era solo uno scontro tra stati, ma uno scontro tra cristiani e mussulmani che durò secoli. Nessuno in quell'epoca si sarebbe scandalizzato se avessimo usato questi termini, era la realtà. Secondo i professori asserire questa verità storica "è un’offesa non solo per gli islamici che vivono nel nostro paese, ma per tutti i credenti e laici, perché suggerisce un’associazione automatica tra fede e pratiche violente".

Purtroppo però la storia è andata proprio così ed anche noi cristiani ci siamo macchiati di molte pratiche violente in nome della fede durante le crociate. Io, come cristiano, non mi sento offeso da questa affermazione."Saraceni" è il termine col quale, in contesto medievale cristiano, si usavano chiamare i musulmani provenienti dal Nordafrica o, addirittura, dalle più lontane contrade del Mashriq (Oriente islamico). Ciascun emiro dell'Impero islamico era sostanzialmente indipendente e si dedicavano alla guerra corsara sul mare. Le incursioni aggredivano le flotte bizantine o veneziane e i centri costieri e isolani cristiani, soprattutto quelli dell'Europa occidentale, che erano meno difesi rispetto ai porti e agli approdi bizantini a oriente.

Lo scopo era la razzia, il rapimento per vendere uomini, donne e bambini come schiavi e, in seguito, l'insediamento nelle zone di "nidi" dai quali proseguire nelle loro incursioni.

Queste definizioni le troviamo sui libri di Storia e senza tante polemiche anche pubblicate su Wikipedia, probabilmente uno degli strumenti più usati dai giovani.   

* Flavio Russo. La difesa costiera del Regno del di Sicilia. Stato Maggiore Esercito. Ufficio Storico. Roma 1994.   

* Franco Cardini e Marina Montesano, Storia medievale, Le Monnier Università, Firenze 2006.

Ed ancora alla voce: Islam e Cristianità: Saraceni. "La ilaha illa Allah" (Dio è Dio) era l'urlo di battaglia dei Saraceni che per molti secoli terrorizzò le popolazioni cristiane dell'Europa. I pirati musulmani erano marinai audacissimi. Allo stesso modo quando dobbiamo dare una definizione delle crociate diciamo nei testi di storia: "Le crociate furono una serie di guerre, combattute tra l'XI e il XIII secolo fra eserciti cristiani europei ed eserciti musulmani." Nessuno si scandalizza ne per l'uso del termine cristano ne di quello mussulmano per identificare i due variegati eserciti.

Sono sempre più convinto che esiste una fronda del NO in Italia per i quali qualsiasi iniziativa realizzata da un istituzione che è governata da un lato politico avverso non vada mai bene. Per loro sarebbe meglio che non si facesse proprio nulla.

La ringrazio.

Andrea Repetto