Tre alpinisti cuneesi guidati dal capofila Paolo Rabbia di Savigliano sono partiti ieri per il Kirghizistan dove prenderà il via una spedizione che durerà circa un mese. Affronteranno l'avventura, sulla catena del Tien Shan centrale, insieme a Rabbia anche gli alpinisti Giacomo Para di Chianale e Giorgio Berutti di Savigliano.
L’altitudine media del Kirghizistan, repubblica tra il Kazakistan e la Cina, è di 2600 metri, ciò significa che il territorio, grande all’incirca quanto Austria e Ungheria, è per lo più montuoso. Due colossi di oltre 7000 metri, il Khan Tengri e il Pobeda, sono da anni meta di spedizioni estive, mentre nella stagione invernale le montagne sono praticamente deserte, sia per la discesa dai pascoli dei pastori, sia per la chiusura dovuta a neve dei passi che a oltre 3500 metri collegano le valli. Il terreno si presta in modo ideale per questa spedizione sci-alpinistica, garantendo condizioni di isolamento e paesaggi quasi del tutto nuovi agli occhi di noi occidentali.
L’itinerario non è stato deciso neppure in linea di massima, dal momento che solo una volta atterrati in Kirghizistan potranno rendersi conto delle condizioni di questo inverno. La latitudine è prossima a quella dell’Italia, ma per via della quota, gli inverni sono più rigidi, con vento e neve in quantità. "In base alla possibilità di spostamento di questo inverno, speriamo di riuscire ad avere un minimo di supporto dalla nostra Jeep" spiega Rabbia. Per il resto i tre saranno autosufficienti, sia dal punto di vista del cibo che da quello dell’energia, con dei pannelli solari appositamente montati sugli zaini.